Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno X - n.40 - Aprile - giugno 2014
IN MOSTRA 



Frida Kahlo, la "pasionaria" dell'arte
di Bruna Condoleo




Autoritratto con vestito di velluto, 1926 Olio su tela, cm 79,7 x 59,9 Collezione Privata © Banco de México Diego Rivera & Frida Kahlo Museums Trust, México D.F. by SIAE 2014



Nel 1907, nel quartiere di Coyoacàn, a sud di Città del Messico, da madre ispano-indiana e da padre tedesco, nasceva Magdalena Carmen Frida Kahlo,, pittrice di grande espressività, femminista ante litteram, coinvolta emotivamente nei problemi politici del suo popolo, tanto da aderire nel 1928 al Partito Comunista e diventarne un’attivista. Una donna energica, combattiva, molto orgogliosa fu Frida Kahlo, capace di sopperire alle proprie disgrazie fisiche con un’arte piena di forza e di pathos, giustamente considerata tra le più intense artiste del XX secolo e protagonista originale di movimenti innovatori come il Pauperismo rivoluzionario, il Simbolismo e il Surrealismo. Benché fosse stata colpita duramente dalla vita quando, a seguito dell’ incidente avvenuto nel 1925, all’età di 18 anni, rimase paralizzata per sempre, l’artista non si arrese mai: la prima grande mostra data al ’53, anno in cui le amputarono la gamba destra, portando a tragica conclusione la sua lunga infermità .




Autoritratto con collana di spine, 1940 Olio su tela, cm 63,5 x 49,5 Harry Ransom Center, Austin © Banco de México Diego Rivera & Frida Kahlo Museums Trust, México D.F. by SIAE 2014




Autoritratto come Tehuana, (o Diego nei miei pensieri), 1943 Olio su tela, cm 76 x 61 The Jacques and Natasha Gelman Collection of 20 th Century Mexican Art and The Vergel Foundation, Cuernavaca © Banco de México Diego Rivera & Frida Kahlo Museums Trust, México D.F. by SIAE 2014




Autoritratto con scimmie, 1943 Olio su tela, cm 81,5 x 63 The Jacques and Natasha Gelman Collection of 20 th Century Mexican Art and The Vergel Foundation, Cuernavaca © Banco de México Diego Rivera & Frida Kahlo Museums Trust, México D.F. by SIAE 2014

    



Autoritratto con treccia, 1941 Olio su tela, cm 51 x 38,5 The Jacques and Natasha Gelman Collection of 20 th Century Mexican Art and The Vergel Foundation, Cuernavaca © Banco de México Diego Rivera & Frida Kahlo Museums Trust, México D.F. by SIAE 2014


Di questa indomita artista si espongono a Roma, presso Le Scuderie del Quirinale, molti capolavori provenienti dal Messico, dall’Europa e dagli Stati Uniti: dalle tele più famose, ai disegni, alle eccezionali fotografie che descrivono il percorso umano e creativo di una pittrice affascinante e unica.
Figlia di un immigrato, fotografo professionista da cui imparò il senso della composizione, nei suoi quadri, che rammentano per stile e per colorismo acceso gli ex voto popolari, Frida Kahlo ha proiettato il racconto dei dolori fisici, delle sue paure, degli incubi truculenti, delle passioni, delle depressioni, anche del proprio accentuato narcisismo (gli autoritratti , infatti, rappresentano un terzo dell’intera produzione!).
L’amore tumultuoso per il celebre pittore della Rivoluzione messicana Diego Rivera (che sposò per due volte), i drammi personali e la propria immagine sono i temi ricorrenti, anche se tutti i dipinti sono immersi sullo sfondo degli eventi sociali e politici dell’amata terra messicana; pertanto la sua creatività, così strettamente legata alle problematiche esistenziali, acquista universalità recando con sé l’ eloquente testimonianza dei tempi nuovi.





Autoritratto al confine tra Messico e Stati Uniti, 1937 Olio su piastra di rame, cm 31,7 x 35 Collezione Privata © Banco de México Diego Rivera & Frida Kahlo Museums Trust, México D.F. by SIAE 2014


L’enigma Frida Kahlo, la pittrice dagli occhi neri e misteriosi che tanto colpirono Picasso, non è facilmente decifrabile; divenuta il simbolo dell’avanguardia per il carattere pasionario, ha espresso nel proprio mondo figurativo un’ironia feroce e un attaccamento alle tradizioni e al folklore indigeno del suo Messico. Intrisi di un’esplicita sensualità, i suoi dipinti sono il frutto di un eccezionale spirito di osservazione, a volte impietoso; i personaggi ritratti, sempre rivolti verso lo spettatore come dinanzi a uno specchio, sembrano idoli aztechi, indifferenti e privi di emozioni, spesso circonfusi da un senso lugubre di morte.
L’iconografia dei suoi autoritratti rientra in un concetto di “realismo magico” che si avvale anche della presenza di animali: gatti neri come l’ebano, piccoli uccelli, civette, scimmiette, farfalle e pappagalli popolano le sue tele, oltre ad amuleti, simbolici oggetti di tortura, scheletri e demoni che accentuano l’ aspetto inquietante dell’immagine e la simbiotica immedesimazione con la natura. La frontalità, gli atteggiamenti ieratici e l’aggressività quasi ferina degli autoritratti di Frida Kahlo palesano un gusto popolaresco e affabulatore nella resa figurativa in cui si intrecciano elementi antitetici: suggestioni inconsce si mescolano a tragiche realtà, allusioni freudiane ad ingenuità fanciullesche, macabre visioni a immagini naives.



L'amoroso abbraccio dell'universo, la terra (Messico), io, Diego e il signor Xolotl, 1949
Olio su tavola, cm 70 x 60,5 The Jacques and Natasha Gelman Collection of 20 th Century
Mexican Art and The Vergel Foundation, Cuernavaca © Banco de México Diego Rivera &
Frida Kahlo Museums Trust, México D.F. by SIAE 2014


Malgrado fosse sempre più dipendente dagli altri per i gravi danni alla colonna vertebrale, l’artista non ha mai smesso di combattere né di dipingere. Le continue operazioni subite, i frequenti innamoramenti (di cui uno anche con Trotski) e la libera sessualità, il desiderio deluso di maternità si riversano con realistica crudeltà nelle sue opere, dipinte con un’ energia cromatica e segnica volta quasi ad anestetizzare i drammi dell’esistenza, sia quelli fisici che le delusioni morali. “Viva la vida” è l’ espressione più significativa del suo incoercibile amore per l’esistenza!
Ad André Bréton, suo estimatore e, per un breve periodo, anche amante, che l’aveva definita grande pittrice surrealista, Frida rispose :“ je n’ai jamais peint de rêve (non ho mai dipinto il sogno). Ce que j’ai raprésenté était ma réalité” (ciò che ho rappresentato era la mia realtà).
Quando muore nel ’54, a soli 47 anni, viene cremata e sepolta nella Casa Azul, dove era nata, luogo a lei carissimo, in cui è stato anche edificato un museo in suo ricordo.
Curata da Halga Prignitz Poda, la mostra romana, che indaga i rapporti della pittrice con l’epoca in cui visse, si protrarrà fino al 31 agosto 2014; poi proseguirà a Genova, con il titolo “Frida Kahlo e Diego Rivera”, dove saranno analizzati maggiormente il suo mondo privato e i rapporti con l’artista messicano.


Moses o Nucleo Solare, 1945 Olio su tavola, cm 61 x 75,6 Collezione Privata © Banco de México Diego Rivera & Frida Kahlo Museums Trust, México D.F. by SIAE 2014







Bruna Condoleo, storica dell'arte, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte




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