Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno IX - n.41 - Luglio - settembre 2014
IN MOSTRA 



Dario Fo e "L'arte dell'ironia"
di Bruna Condoleo




Dario Fo: Autoritratto, 1945, inchiostro e acquerello su carta, 48,1 x 36 cm



Una vita per l’arte quella di Dario Fo, geniale uomo di teatro e nel contempo pittore, disegnatore e acquarellista d’ indiscusso talento.
La mostra di Milano all’Art Gallery (2/24 settembre 2014) ribadisce le doti pittoriche e mette a fuoco l’excursus pittorico del Maestro, dalle prime opere del secondo Dopoguerra ai lavori più recenti, attraverso una galleria di immagini rivelatrici di una carriera artistica densa di significato, di carica emotiva e di ironia, come recita il titolo dell’esposizione: “L’arte dell’ironia”!
Dall’insieme dei lavori, arricchiti nel tempo di temi ed elementi narrativi, traspare il comune denominatore di un’ energia espressiva e di una coerenza etica che accompagnano costantemente il cammino dell’Autore.
L' Autoritratto del 1945 s'inserisce in un periodo storico per l'Italia ricco di rinnovamenti, di tensione morale e di una ricerca estetica in bilico tra realismo pittorico intriso d'impegno sociale e ricorso all'astrazione. L'amore per la forma, che nasce dalla conoscenza e dall'apprezzamento della nostra prestigiosa tradizione culturale, fa sė che l'opera di Dario Fo non contraddica i canoni della figurazione, bensė ne accentui con libertà inventiva il ductus lineare serpentinato e graffiante, privilegiando un gusto neoespressionista che l'Artista non abbandona mai.
Nel suggestivo "Autoritratto" giovanile, oltre alla sapiente definizione dei volumi e all’armonia cromatica, colpiscono l’acutezza dello sguardo e l’atmosfera di attesa in cui è immersa l’imponente figura.
In Gli zanni che danzano dell’84 sono le maschere della commedia dell’arte a entrare in gioco con vivacità cromatica, evidenziando la dinamica leggerezza dei corpi in movimento e l’ironia gestuale. D’altronde l’aspetto burlesco, elemento fondamentale nell’esperienza artistica di Dario Fo, costituisce una linea di contiguità tematica ed estetica tra teatro e pittura; come egli stesso ammette, tutti i lavori in teatro hanno avuto una prima genesi creativa nel disegno, padre di tutte le arti, ed è proprio dalla forza coinvolgente delle immagini che hanno sempre avuto origine le sue invenzioni sceniche.
In Il pazzo sotto la croce del 2010 la classica iconografia della Deposizione è rivisitata in chiave contemporanea: l’Artista crea una scena concitata cui il monocromato dello sfondo aggiunge tensione emotiva. L’immagine dell’uomo deposto dal supplizio della croce, disumana e ricorrente realtà di ogni tempo, è una meditazione laica sul tema sacro; al centro donne fuggenti e gementi, citazione colta delle Marie dal Compianto di Niccolò dell’Arca, mentre sullo sfondo cavalli scalpitanti e architetture delineano una città lontana dal dramma, forse non più in grado di riconoscere la violenza. Tutti gli elementi della scena sono spinti in avanti, quasi a raggiungere un ideale proscenio e ciò rende più prossima al fruitore l’attualizzazione dell’evento.




Dario Fo: Gli zanni che danzano, 1984, tempera e acquerello su carta, 41 x 59 cm



Echi figurativi e spunti compositivi tratti anche dalla pittura mistica rinascimentale vengono rigenerati nelle opere di Dario Fo, il cui universo pittorico ha radici lontane, ma s’imbeve d’invenzioni, di contenuti e di interrogativi desunti dalla propria quotidianità; un’arte, la sua, in cui si scopre sempre un’autenticità priva di retorica o di esteriori compiacimenti. Anche quando sembra alludere all’anoressia attuale dei sentimenti, la sua pittura sa trasformare le sofferenze umane in energia, mantenendo in perfetto equilibrio la riflessione esistenziale e il senso dell’umorismo.
Se l’essenza dell’arte è creare forme che facciano lavorare le coscienze attorno ai quesiti fondamentali dell’essere, le opere di Dario Fo riescono pienamente in questo intento poiché testimoniano con essenzialità ed efficacia comunicativa la ricerca di un umanesimo pervaso di profonda eticità.
Nella mostra milanese, curata da Vittorio Sgarbi, sono esposti dipinti e tele, ma anche materiale di scena e video tratti dalla straordinaria carriera teatrale del Premio Nobel; inoltre dal 24 settembre prossimo vi sarà un altro importante appuntamento con le opere di Fo a Venezia, presso Palazzo Falier, nell’evento “Spoleto incontra Venezia”, sempre con la curatela di Sgarbi.


Dario Fo: Il pazzo sotto la croce, 2010, tecnica mista su tela, 98 x 136 cm







Bruna Condoleo, storica dell'arte, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte




E' vietata la riproduzione anche parziale dell'articolo e delle immagini © Copyright