Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno X - n.44 - Aprile - giugno 2015
IN MOSTRA 


LEONARDO 1452-1519. Il disegno del mondo
di Bruna Condoleo




Annunciazione (1478-1480 circa), olio su tavola di pioppo, 16 x 60 cm, Parigi, Musée du Louvre, Département des Peintures,
già in Collezione Campana, Roma, entrato al Louvre nel 1863



Non c’è artista nella storia della pittura che, come Leonardo, abbia saputo fondere senza contrasti scienza e arte, indagine naturalistica e intuizione pittorica. La curiosità insaziabile del suo intelletto, lo spirito antidogmatico che lo contraddistingue e lo sperimentalismo del suo metodo, antesignano della scienza moderna, hanno fatto di Lui un Maestro della conoscenza, capace di proporre, senza sosta, problemi e soluzioni tecniche, scientifiche e formali. La versatilità della mente di Leonardo ha permesso al mondo contemporaneo di rintracciare nella sua opera spunti di poetiche e convergenze teoriche. Il mito di Leonardo, infatti, esaltato dai Cubisti, ammirato dai Surrealisti, manipolato con pungente ironia dalla Pop art, riletto dalla cinematografia e dai mass-media con un’analisi spesso demistificante, riproposto dall’arte concettuale, non ha subito cedimenti, tanto meno nell’era in cui viviamo, dominata com’è dalla scienza e dalla tecnologia. L’attualità del genio vinciano consiste probabilmente nella considerazione del significato dell’esperienza umana, apprezzata nella sua totalità e intesa come valore, nel rifiuto di ogni apriorismo accademico.
Frutto di un intenso lavoro di cinque anni, l’esposizione “LEONARDO 1452-1519. Il disegno del mondo”, che si sta svolgendo a Milano, in Palazzo Reale fino al 19 luglio 2015, è stata curata da Pietro C. Marani e Maria Teresa Fiorio, tra gli storici dell'arte più importanti per gli studi sul genio del Rinascimento, e raccoglie oltre 200 opere da un centinaio di musei e istituzioni da tutto il mondo, che hanno eccezionalmente prestato opere preziose delle loro collezioni, come i tre dipinti di Leonardo provenienti dal Louvre (miracolo a Milano !!!), il bellissimo San Gerolamo dalla Pinacoteca Vaticana e i trenta disegni autografi della collezione della Regina Elisabetta II.



Le proporzioni del corpo umano secondo Vitruvio (Uomo vitruviano) (1490 circa); punta metallica, penna e inchiostro, tocchi di acquerello su carta bianca, 344 X 245 mm. Venezia, Gallerie dell'Accademia, Gabinetto dei Disegni e Stampe
    



Ritratto di dama (La Belle Ferronnière o "Presunto ritratto di Lucrezia Crivelli") (1493-1495 circa), olio su tavola di noce, 63 x 45 cm. Parigi, Musée du Louvre, Département des Peintures, Collezione dell'Imperatore Francesco I



Anche la Pinacoteca Ambrosiana, considerata la casa milanese di Leonardo, ha prestato il celebre "Ritratto di Musico" e ben trentotto disegni dal Codice Atlantico. La straordinaria mostra illustra, attraverso dodici sezioni, le tematiche centrali nella carriera artistica e scientifica di Leonardo e abbraccia non solo gli anni della formazione fiorentina, ma anche i due soggiorni milanesi, fino alla sua permanenza in Francia, sottolineando così alcune costanti della sua poliedrica personalità.
L’amore di Leonardo per i fenomeni naturali e il suo interesse per la cosmogenesi si riscontrano ovunque nelle sue opere: la natura da lui dipinta, infatti, sembra quasi d’origine preistorica, per l’evidente erosione dell’aria e delle acque nei profondi calanchi di rocce, nelle serpentine anse dei fiumi o nelle elevate cime alpine, come si può ammirare nei luminosi paesaggi che fanno da sfondo alla quasi totalità delle sue opere.
Il singolare realismo della natura rappresentata da Leonardo si caratterizza per una fusione di studio del territorio, cartografia, anatomia della terra, osservazioni scientifiche, ma anche di trasposizioni simboliche delle forze del cosmo, concepito come un organismo vivente, in continua rigenerazione, affascinante e misterioso.
Gli scenari delle sue tavole, come nell'" Annuciazione", sono spesso luoghi spopolati, fatti di rocce e di verde, e si differenziano molto da quelli che i contemporanei dipingevano con logica descrittività, così come il concetto che Leonardo ha di "bellezza" è qualcosa di estremamente diverso dalla tradizione quattrocentesca: non più forma immutabile e ideale, ma ciò che riproduce in maniera più vicina all’esperienza l’infinita varietà della natura, di cui il genio vinciano sa cogliere i molteplici e contraddittori aspetti.


Studi di testa femminile (1505-1507) matita nera, penna e inchiostro su carta, 198 x 166 mm. The Royal Collection / HM Queen Elizabeth II

  


Testa di donna, detta "La Scapiliata" (1504-1508 circa), terra ombra e ambra inverita lumeggiata di biacca su tavola di pioppo, 24,7 x 21 cm. Parma, Galleria Nazionale

  







Studio di volto femminile (1468-1475 circa), pietra nera (o punta di piombo), penna, pennello inchiostri marrone e grigio, biacca (parzialmente ossidata), su carta preparata avorio, 281 x 199 mm. Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi

Fondamentale importanza ha per Leonardo il disegno fin dalle prime prove giovanili, quando sulle rive dell’Arno riproduceva con attenzione scientifica piccoli granchi, fili d’erba, rivoli d’acqua e rocce avvolte da sottili nebbie. Secondo l’Artista il disegno è la prima e più completa forma di conoscenza del mondo: disegnare vuol dire appropriarsi della verità delle cose, conoscerne le natura esterna e interna, comprenderne più a fondo il divenire. I disegni esposti in questa grande mostra milanese non solo rivelano l’esattezza della riproduzione grafica, la padronanza delle diverse tecniche, ma testimoniano anche la nascita dello “sfumato” leonardesco, che non si avvale più del segno preciso dei contorni, bensì del tratteggio, né della tecnica del chiaroscuro, ma della lenta gradazione luminosa delle tinte. Fra tutti i disegni delle dinamiche figure femminili esposte, la cosiddetta “Scapiliata”, definito dai più “il più bel disegno del mondo”, colpisce per la delicatezza dela tecnica dello sfumato, per la grazia dei lineamenti e per l’afflato poetico delle forme in movimento continuo.
Tra le opere esposte più affascinanti c’è “La belle Ferroniere”, che al pari dei più famosi ritratti leonardeschi, ripropone il tema del misterioso sguardo e dell'enigmatico sorriso, ineguagliabili nella “Gioconda”. Tuttavia molto interessante risulta, a mio avviso, il disegno preparatorio per l’Adorazione dei Magi, nel quale uno sfondo inedito di cavalli scalpitanti e di edifici in rovina traduce graficamente l’idea di un mondo antico che crolla dinanzi all’apparizione del “fenomeno”, ovvero dinanzi la nascita del Bambino, che annuncia il cambiamento della storia con la rivelazione cristiana.



Scenario architettonico e rissa di cavalieri (studio prospettico per l'Adorazione dei Magi) (1481 circa,) penna e inchiostro ferrogallico, pennello e inchiostro ferrogallico diluito, tracce di punta metallica, lumeggiature a biacca (carbonato basico di piombo) parzialmente ossidata, stilo e compasso su carta preparata color bruno chiaro, 164 x 290 mm. Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi


Innovatore del sapere scientifico come dello stile pittorico e dell’iconografia, Leonardo ha trasformato anche la resa prospettica quattrocentesca d’origine fiorentina, geometrica e matematica, nella prospettiva “aerea”, ottenuta attraverso le gradazioni della luce: i colori diminuiscono d’intensità con la distanza poiché fra noi e le cose s’interpone l’aria, pertanto gli oggetti lontani risultano sempre più sfumati e i loro contorni più imprecisi.
Un ultimo cenno al celebre disegno “Le proporzioni del corpo umano”, che Leonardo esegue con sensibilità pittorica e arricchisce di un lungo scritto autografo nel quale, riprendendo dagli studi dell'architetto e scrittore romano Vitruvio, analizza i rapporti proporzionali del corpo, considerato un microcosmo di perfezione e un modulo universale.
Inutile sottolineare la cultura immensa del genio vinciano che, com’è noto, spazia dall’architettura alla biologia, dalla botanica all’idraulica alla meccanica, ma vorrei sottolineare come la sua ansia di conoscenza sia sempre accompagnata dal disegno e dalla forza vitale che è insito in esso. Le figure serpentinate e rotanti che Leonardo dipinge posseggono la stessa vitalità dei vortici dell’acqua, del moto del sangue o dei capelli, così come il dinamismo delle forme vegetali è identico all’energia impetuosa dei cavalli.
La vitalità del suo pensiero risiede nel concetto stesso che egli ha della realtà e del rapporto tra arte e realtà: quest’ultima non è considerata come un dato certo da riprodurre, ma come un “fenomeno” in continuo divenire da investigare. L’atteggiamento di “omo sanza lettere”, come amava definirsi, sempre pronto a porre in discussione le regole acquisite, costantemente proteso verso il futuro, risulta di stupefacente modernità, come pure il suo desiderio di comporre in una sintesi il dilemma tra arte e scienza, che è utopia dello spirito contemporaneo.
La mostra è coprodotta da Comune di Milano e SKIRA, con il sostegno di Bank of America Merrill Lynch.



Bruna Condoleo, storica dell'arte, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte


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