Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XII - n.51 - Gennaio-marzo 2017
IN MOSTRA 


BOLDINI  e la Belle Epoque
a Roma al Complesso del Vittoriano
di Bruna Condoleo




Pittore raffinatissimo, affascinato dalle donne e dalla vita mondana, Giovanni Boldini (Ferrara 1842-Parigi 1931) incarna un genere di artista di fin de siécle, dotato di virtuosistiche capacità tecnico-esecutive oltre ad un' originale freschezza inventiva. Assecondato dal pubblico e dalla critica, il pittore ferrarese ha creato nella lunga vita una carrellata di immagini femminili piene di grazia, di glamour e di elegante bellezza estetica.
Figlio di un pittore e restauratore, dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Firenze negli anni ’60 entrò in contatto con la cerchia dei pittori Macchiaioli che frequentavano il Caffè Michelangelo e proponevano un pittura antiaccademica e realistica, contrassegnata dall'uso della macchia; ma la predilezione di Boldini si rivelò subito per il ritratto e grazie a questa passione riuscì a ottenere protezione e incoraggiamento da parte dei nobili inglesi Falconer, residenti in Toscana, che divennero i suoi mecenati.
Nel 1867 l’artista andò a Parigi in occasione dell’Esposizione Universale, dove ebbe modo di frequentare la nobiltà e i salotti dell’opulenta società francese; dopo un breve soggiorno a Londra, l’artista si stabilì definitivamente a Parig, a Place Pigalle, diventando in breve tempo l’indiscusso ritrattista alla moda e partecipando con successo ai salons ufficiali di pittura.
Boldini seppe coniare nei suoi molteplici ritratti un modello di grazia idealizzato, ma del tutto rispondente all’avvenenza aristocratica ed emancipata delle signore dell'alta società, una bellezza che spesso evoca i tratti fisionomici di Berthè, la prima modella e amante francese. Sono uno splendido esempio del suo gusto estetico le celebri tele che raffigurano Madame Ferguson, Madame Lanthème, la Contessa de Rast. L’elegante stile pittorico di Boldini, caratterizzato da lunghe pennellate veloci e sfatte, da un cromatismo brillante e da forme estenuate, sembra riflettere efficacemente l'immagine di una società estetizzante che ama essere rappresentata con modi, gesti e atteggiamenti sofisticati.




Giovanni Boldini, Il vestito da ballo (signora che cuce; interno con giovane intenta a cucire)
1904 ca. Olio su tavola, 27x35 cm Collezioni d'Arte Fondazione Cariparma,
donazione Renato Bruson. ©



L’artista ricerca ovunque i segni tangibili della bellezza: negli eleganti dandy francesi, nei volti graziosi, nei languidi sguardi e negli slanciati corpi femminili fasciati da vaporosi tessuti. Bellissimi sono, infatti, gli abiti delle donne ritratte, nobili, ricche borghesi, amanti o la giovane moglie Emilia Cardona, che posano per il pittore felici di essere immortalate fra il fruscio di sete e di piume, con accessori preziosi, adagiate su fastosi divani o dinanzi a specchiere dorate.
I numerosi disegni a matita dedicati a Milly, come lui chiamava affettuosamente la giovane letterata piemontese con cui convisse in tarda età, come le immagini inedite delle suppellettili e degli esemplari originali - sculture, mobili, carrozze, tutti in miniatura - utilizzati come modelli per i quadri, rinvenuti presso il suo studio, fanno meglio comprendere la personalità dell’artista la cui lunga esistenza fu contrassegnata dall’ attrazione per l'immagine femminile e dal persistente affinamento di un gusto estetico superiore su cui poggiò l'originale cifra espressiva.

La mostra Giovanni Boldini, che dal 4 marzo al 16 luglio 2017 sarà visibile a Roma al Complesso del Vittoriano - Ala Brasini, si annuncia come una delle più ricche esposizioni antologiche degli ultimi decenni, con oltre 150 opere rappresentative della produzione del pittore ferrarese e di altri importanti artisti del suo tempo. Nessun altro ha saputo rappresentare meglio di Boldini il fascino della Belle Époque, restituendo efficacemente attraverso la sua squisita sensibilità pittorica le atmosfere rarefatte di un'epoca straordinaria.
Le opere in mostra provengono dai principali musei internazionali, quali il Musée d'Orsay di Parigi, l'Alte Nationalgalerie di Berlino, il Musée des Beaux-Arts di Marsiglia, gli Uffizi di Firenze, il Museo Giovanni Boldini di Ferrara e da prestigiose collezioni private difficilmente accessibili. Sessanta diversi prestatori sono stati sapientemente coordinati in quattro anni (questo il tempo di preparazione della mostra!) da Tiziano Panconi – autore del catalogo ragionato di Boldini del 2002 – con la collaborazione di Sergio Gaddi, per portare in mostra anche 30 opere di artisti a lui contemporanei, italiani e non, quali Cristiano Banti, Vittorio Matteo Corcos, Giuseppe De Nittis, Antonio de La Gandara, Paul-César Helleu, Telemaco Signorini, James Tissot, Ettore Tito, Federigo Zandomeneghi.
"Ospite d'eccezione" al Vittoriano anche il capolavoro simbolo della Belle Époque e della Palermo aristicratica dei primi decenni del '900: la grande tela dedicata a Donna Franca Florio (1901-1924) (a fianco pubblicata), dai raffinatissimi toni scuri e neri e dal leggiadro dinamismo formale della pennellata.


Giovanni Boldini, Ritratto di Donna Franca Florio
1901-1924 Olio su tela, 221x119 cm
AMT Real Estate SPA in c.p.o. ©


Bruna Condoleo, storica dell'arte, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte


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