Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XII - n.52 - Aprile-giugno 2017
IN MOSTRA 



MANET e la Parigi moderna
di Bruna Condoleo




Elegante e raffinato, borghese e progressista, Edouard  Manet incarna il prototipo dell’artista che, conscio del proprio talento, è capace di trasfondere nel gusto della tradizione più aulica un linguaggio moderno di straordinaria libertà creativa. La mostra “Manet e la Parigi moderna”, che si sta svolgendo a Milano a Palazzo Reale, racconta il percorso artistico di Édouard Manet (1832-1883) e il ruolo centrale che il Maestro ha svolto nella storia dell’arte europea.
Creatore di una pittura realistica che intende riportare sulla tela ogni aspetto della vita moderna, rifiutando le regole accademiche del chiaroscuro e della prospettiva lineare, Manet fu un innovatore della tecnica pittorica  e dei contenuti della pittura in nome di una nuova ed esplosiva vitalità dell’immagine.  Le opere presenti in mostra, giunte dalla prestigiosa collezione del Musée d’Orsay di Parigi, sono un centinaio, tra cui 54 dipinti – di cui 16 capolavori di Manet e 40 altre splendide opere di maestri coevi, tra cui Boldini, Cézanne, Degas, Fantin-Latour, Gauguin, Monet, Berthe Morisot, Renoir, Signac, Tissot.



E.Manet: Il pifferaio , 1866 Olio su tela, 161 x 97 cm Parigi, Musée d ' Orsay © René-Gabriel Ojéda / RMN-Réunion des Musées Nationaux/ distr. Alinari


E.Manet: Émile Zola , 1868 Olio su tela, 146 x 114 cm Parigi, Musée d ' Orsay © René-Gabriel Ojéda / RMN-Réunion des Musées Nationaux/ distr. Alinari



L’esposizione celebra i diversi generi cui l’artista francese si dedicò con passione, ovvero il ritratto, la natura morta, il paesaggio, le donne e la sua Parigi, rivoluzionata a metà Ottocento dal nuovo assetto urbanistico attuato dal barone Haussmann e caratterizzata da un moderno modo di vivere all’aperto, nelle strade, nelle stazioni, nelle Esposizioni universali. Perciò la mostra prevede dieci sezioni tematiche, ad iniziare da quella dedicata agli amici del pittore, i poeti e i letterati, come Beaudelaire, Mallarmé e Zola, che lo supportano nella sua affermazione artistica, spesso risultata difficile per i rifiuti dei Salons ufficiali; ma anche le sue modelle, soprattutto Berthe Morisot, cognata dell’artista e pittrice impressionista di valore, divengono soggetti preferenziali. Tutti costoro sono stati immortalati in ritratti intensi, provocanti o seducenti.  Esemplare il ritratto di Emile Zola, dietro cui Manet ritrae "L'Olimpia", ovvero la sua tela dello "scandalo" difesa strenuamente dallo scrittore, le stampe giapponesi, tanto ricercate alla metà del secolo, insomma una sorta di summa delle abitudini e dei gusti che accomunano i due artisti.
Un’ulteriore sezione affronta il tema della città e del fascino che la nuova Parigi esercita non soltanto su Manet, ma anche su altri artisti come Signac, Gauguin, Renoir, Monet, con i suoi boulevards afollati, con la placida Senna e le splendide Tuilleries. Nelle altre sezioni si continuano a mostrare i diversi aspetti della bellezza, per Manet filo conduttore della sua arte, a cominciare dai fiori, innanzi tutto le peonie tanto amate, nature morte che l’artista dipinge in gran numero negli ultimi anni di vita, quando gravemente ammalato a una gamba, creerà composizioni piene di poesia per la pennellata rapida e sontuosa, che pur collegandosi alla tradizione francese settecentesca di Chardin e Fragonard, rivelano un malinconico sentimento della fugacità delle cose, quasi presago del triste destino di morte prematura che incombe su di lui.


E.Manet: Ramo di peonie bianche e cesoie, 18 64 Olio su tela, 30,5 x 46,5 cm Parigi, Musée d ' Orsay © René-Gabriel Ojéda / RMN-Réunion des Musées Nationaux/ distr. Alinari


E.Manet: Berthe Morisot con un mazzo di violette , 1872 Olio su tela, 55,5 x 40,5 cm Parigi, Musée d ' Orsay © René-Gabriel Ojéda / RMN-Réunion des Musées Nationaux/ distr. Alinari


Amante dell’arte italiana, soprattutto dell’opera di Tiziano e del fiammingo Rubens, nel 1865 Manet si reca in Spagna a studiare i dipinti spagnoli già conosciuti al Louvre, in particolare le opere di Velázquez che considera “il pittore dei pittori”. Sono testimonianza di questo gusto ispanico molte opere fra cui “Lola di Valencia”, “Il combattimento di tori”, “Angelina” eIl pifferaio”, quest'ultima immagine-icona della mostra milanese dove i colori, stesi con naturalezza per campiture piatte come fossero “grandi macchie” e l’assenza di prospettiva tradizionale rivelano appieno la sua nuova tecnica pittorica. Seguono due interessanti sezioni della mostra in cui l’artista ritrae i luoghi e le persone meno abbienti di una Parigi più popolana che contrasta con quella borghese, espressione dell’opulenza e del lusso, che pure lo intriga e lo attrae. Spicca qui uno dei capolavori di Manet:  “La cameriera della birreria”, dove la fresca bellezza  della giovane protagonista richiama il più tardo “Il bar delle Folies Bergeres”, ma sono anche presenti in mostra altri capolavori di artisti coevi, come le tele di James Tissot e di Giovanni Boldini, ambedue  attratti dall’alta società parigina e dalle sue raffinatezze. 




E.Manet: La cameriera della birreria, 1878-1879 Olio su tela, 77 x 64,5 cm Parigi, Musée d ' Orsay © René-Gabriel Ojéda / RMN-Réunion des Musées Nationaux/ distr. Alinari


E.Manet: Il balcone , 1868-1869 Olio su tela, 170 x 125 cm Parigi, Musée d ' Orsay © René-Gabriel Ojéda / RMN-Réunion des Musées Nationaux/ distr. Alinari



Le figure femminili hanno rappresentato un motivo di grande interesse per l’artista francese: la mostra divide i ritratti a seconda del colore dominante con cui Manet ritrae le donne: in bianco, come in “Il balcone”, che lascia perplessi pubblico e critica al Salon del 1869 anche per la sconcertante assenza di un soggetto preciso,  e in nero, come  nell’affascinante tela “Berthe Morisot con un mazzo di violette” e il “Ritratto di Nina de Callias”, due capolavori d’interpretazione cromatica e psicologica. Ritenuto il leader dell'impressionismo, pur non avendo mai ufficialmente aderito al movimento, Manet fu il capofila del Realismo francese assieme a Gustave Courbet; il suo genio pittorico e la grande cultura, che spazia dall'arte antica alle estetiche più innovative del mondo contemporaneo, hanno fatto di lui un mito della pittura moderna e dell'autonomia dell'arte.

Il catalogo della mostra, edito da Skira contiene, oltre alle immagini delle opere esposte, i saggi dei curatori Guy Covegal, Caroline Mathieu, Isolde Pludermacher, Leïla Jarbouai e di Akiya Takahashi, Direttore del Mitsubishi Ichigokan Museum di Tokyo.



E.Manet: La lettura, 1865-1873 Olio su tela, 61 x 73,2 cm Parigi, Musée d ' Orsay © René-Gabriel Ojéda / RMN-Réunion des Musées Nationaux/ distr. Alinari


Berthe Morisot: Giovane donna in tenuta da ballo , 1879 Olio su tela, 71,5 x 54 cm Parigi, Musé e d ' Orsay © René-Gabriel Ojéda / RMN-Réunion des Musées Nationaux/ distr. Alinari



Bruna Condoleo, storica dell'arte, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte.



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