Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XII - n.53 - Luglio-settembre 2017
IN MOSTRA 


A Roma le “Foglie di pietra” di GIUSEPPE PENONE

di Bruna Condoleo




GIUSEPPE PENONE: Foglie di pietra, 2017



Roma: a Largo Goldoni l'installazione di Penone



Dalla fine di maggio scorso in una piazza nel Centro storico di Roma tutti i cittadini, i passanti e i turisti possono vedere la prima opera site specific della Capitale: la scultura di GIUSEPPE PENONE, artista di fama internazionale, esponente di spicco dell’Arte povera alla fine degli anni ’60, secondo la definizione che ne ha data il critico Germano Celant.  Voluta dalla Casa FENDI, con il patrocinio del Comune e della Soprintendenza romana, l’ installazione FOGLIE DI PIETRA, che ha preso il posto di un’edicola in Largo Goldoni dinanzi alla sede della Maison Fendi, sorprende, incuriosisce e affascina per l’essenzialità del messaggio che contiene e per la grandiosità dei due elementi che la compongono: due alberi spogli in bronzo, alti rispettivamente 18 e 9 metri, uno dei quali a 5 metri di altezza da terra sostiene un blocco di marmo di quasi 12 tonnellate! Sui rami scheletrici dell’ albero pezzi di capitelli ionici alludono, assieme al blocco di marmo, alle antichità di Roma e alle meraviglie barocche, che vanno qui a fondersi con elementi naturali quasi a creare con questi ultimi un unicumdi storia e natura.




"Foglie di pietra" (particolare), bronzo e marmo (il blocco marmoreo pesa circa 12 tonnellate!)



I materiali preziosi utilizzati, come il bronzo per gli alberi e il marmo per i resti antichi, simboleggiano la tradizione plurimillenaria della nostra cultura, ma l’albero, elemento molto spesso utilizzato da Penone durante la sua lunga carriera artistica, rappresenta un legame tra natura e artificio che sposta la visione nel futuro, ovvero nella capacità dell’uomo di salvare il passato coniugandolo con le forze naturali e con le istanze del mondo che verrà.  Fin dalla fine degli anni ’80  Penone ha ideato per spazi pubblici grandi alberi in bronzo, come il Pozzo di Münster, il Faggio di Otterloo nel parco del Museo Kroller-Muller nel 1988; l'Albero delle vocali alle Tuilleries di Parigi del 2000 ed  Elevazione a Rotterdam l’anno seguente. L’opera romana ha una forte componente metaforica che spinge a riflettere sul senso della storia, sul rispetto del mondo naturale, ma anche sui possibili scenari apocalittici da scongiurare. A tale proposito giova ricordare che a Torino ai tempi della contestazione giovanile e della conseguente rivoluzione artistico-culturale testimoniata dall’Arte Povera, personalità come Michelangelo Pistoletto e Penone iniziarono a sperimentare nuovi linguaggi espressivi  e ad elaborare una profonda riflessione sull’arte  che continuò in differenti articolazioni a Roma con Jannis Kounellis, Vector Pisani e Pino Pascali.




Foglie di pietra, particolare



l'opera di Penone da Via Tomacelli



La nuova poetica, di contro a una società tecnologicamente ricca, poneva al centro della creazione la povertà del materiali, il rifiuto dei linguaggi canonizzati espressi dalla società dei consumi per asserire l’idea di un’arte intesa come evento quotidiano, realizzato con materiali effimeri. Nato in provincia di Cuneo nel 1947, fin dall’inizio della sua carriera espositiva nel ’68 Penone ha infatti utilizzato materiali inediti come il piombo, la corda, il rame e ha creato sculture e installazioni che, mostrando l’alterazione delle forme naturali ad opera dell’uomo, esprimono la centralità del tema del rapporto tra uomo, natura e spazio. La recente installazione romana di Penone, pur essendo  metafora di un’arte che non cerca più la bellezza ideale, acquista valori simbolici legati alle problematiche del nostro tempo, che non tutti, però, riescono a percepire. Fotografando “Foglie di pietra” ci siamo accorti, infatti, che ben poche persone vengono attratte dall’installazione, prese dal turbinio della vita veloce e distaccata delle vie del Centro storico e di questo ci doliamo, perchè le espressioni artistiche contemporanee, come ogni altra opera di oggi o di ieri, hanno bisogno di essere osservate, comprese e valutate per il loro intrinseco messaggio, comprensibile o meno a prima vista, e di conseguenza fruite nella loro essenza, tanto più quando si tratta di un artista  d’avanguardia come Penone che da oltre cinquant’anni ricerca e sperimenta, seriamente impegnato in un’operazione  di  rinnovamento intellettuale e culturale dell’arte contemporanea.




Foglie di pietra (particolare) Foto FRANK copyright


Bruna Condoleo, storica dell'arte, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte


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