Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIII - n.55 - Gennaio - marzo 2018
IN MOSTRA 


PICASSO. Tra Cubismo e Classicismo 1915/1925

di Bruna Condoleo




Non è facile entrare nei meandri di una genialità proteiforme come quella picassiana, che ha innumerevoli volte trasformato se stessa senza rinnegare i momenti precedenti, ma innestandoli nel solco di un inesauribile divenire creativo. Dalle nature morte di stampo cubista ai quadri famosi, rutilanti di colori, come “Arlecchino musicista” che André Breton scelse per il suo saggio “Le surrealisme et la peinture” nel ‘25; dagli oli che fissano con tratto delicato l’eterea e lunare bellezza di Marie Thérèse Walter, una delle donne amate dal pittore, agli acquerelli surrealisti eseguiti a Cannes nel ’33, è tutto un susseguirsi di opere sempre diverse ma estremamente vitali per citare soltanto l'esperienza pittorica. Ma c’è un periodo della stupefacente attività picassiana che si individua con le maschere della commedia dell’arte, con nudi e figure dall’impostazione classicheggiante, con ritratti intensi e pieni di emotività: sono le immagini di 10 anni di fervida creatività, iniziati con la visita di Pablo Picasso in Italia e contrassegnati dagli stimoli della cultura italiana. Dopo circa sette anni di feconda produzione di tele cubiste che rivoluzionano il panorama dell’arte del ‘900, Picasso torna a una rinnovata dimensione figurativa dipingendo, fra l’altro, una serie di autoritratti che nel corso del tempo saranno lo specchio delle sue metamorfosi estetiche. Sono 100 i capolavori creati dal poliedrico genio spagnolo dal 1915 al 1925, esposti nella mostra presso “Le Scuderie del Quirinale” a Roma, "Picasso. Tra Cubismo e Classicismo. 1915/1925", immagini che traducono con autentico vigore figurativo il suo amore per una mediterraneità riscoperta grazie alla visione dei capolavori d’arte nelle città da lui visitate: Roma Rinascimentale e Barocca, Napoli con la sua cultura popolare e il suo straordinario Museo Archeologico e Pompei con i magnifici affreschi della Romanità più feconda.



Pablo Picasso, Paul en Arlequin [Paolo vestito da Arlecchino], 1924. Olio su tela,130 x 97,5 cm. Musée National Picasso-Paris, Parigi, Dation Pablo Picasso © Succession Picasso, by SIAE 2017



Pablo Picasso, Portrait d'Olga dans un fauteuil [Ritratto di Olga in poltrona], 1918. Olio su tela, 130 x 88,8 cm. Musée National Picasso-Paris, Parigi Photo: Mathieu Rabeau / RMN-Réunion des Musées Nationaux/ distr. Alinari © Succession Picasso, by SIAE 2017



L’amore di Picasso per la grande tradizione classica italiana (1) esplode nei colori intensi  delle sue tele, nel turgore delle forme plastiche, nella dolcezza imponente, a volte ieratica di alcune figure femminili, mollemente abbandonate o ritratte con gesti antichi. Tuttavia anche l'arte popolare delle maschere della commedia dell'arte, dei Pulcinella e degli Arlecchini suscita in lui curiosità ed entusiasmo. Due dipinti, esposti nella mostra romana, ritraggono la maschera di  Arlecchino: il malinconico “Arlecchino”, datato '17, anno del primo viaggio a Roma, ritenuto un ritratto dell’amico Léonide Massine, coreografo del balletto “Parade”, dipinto nello stile misurato dei periodi blu e rosa, e l' "Arlecchino allo specchio" del '23, deliziosa sintesi di forma plastica e colore. Un capolavoro, come “Donna seduta in camicia” anch'esso del ’23, rivela suggestioni pompeiane ed echi ingresiani esprimendo una serenità ideale e una bellezza che ripropongono la misura classica di un artista capace di sostituire alla volontà demolitrice di ogni regola pause di rigore meditativo, riflesso di una stagione della vita meno anticonformista, ma ugualmente autentica quanto le intemperanze più sovvertitrici.
Il recupero dell’antico non è per Picasso ritorno all’ordine, ma attrazione reale per i miti antichi, per una placida bellezza e un erotismo d’impronta primitiva che egli esprime negli azzurri intensi dei mari e dei cieli, nell’ imponenza delle figure femminili, gigantesche come idoli arcaici.



Pablo Picasso, Femme assise en chemise [Donna seduta in camicia], 1923. Olio su tela, 92,1 x 73 cm. Tate, Bequeathed by C. Frank Stoop 1933 © Succession Picasso, by SIAE 2017



Pablo Picasso, Arlequin (Léonide Massine) [Arlecchino (Léonide Massine)], 1917. Olio su tela, 117 x 89,5 cm. Barcellona, Museu Picasso, Given by the Barcelona City Council, 1963 Photo: Archivi Alinari, Firenze © Succession Picasso, by SIAE 2017



Pablo Picasso, Arlequin au miroir [Arlecchino con specchio], 1923. Olio su tela,100 x 81 cm Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza © Succession Picasso, by SIAE 2017



Mollemente abbandonate, ritratte in abbracci voluttuosi o in materne tenerezze, le figure, spesso monocrome, acquistano volumi immensi grazie alla monumentalità delle pose e all’iconica fermezza degli sguardi. Un mondo mitico che non ripete sic et sempliciter canoni antichi, ma rielabora esperienze sedimentate e rivoluzioni già consumate, come quella cubista, ricomponendole in una visione figurativa in cui anche la sproporzione, non più dissacratrice, esprime una ritrovata armonia compositiva. Capolavori come “Due donne che corrono sulla spiaggia” (’22), con evidenti suggestioni da Raffaello e da Dominique Ingres, sprigionano un sentimento di vitale immersione nella natura. Il “Ritratto di Olga in poltrona” del ’18, la ballerina dei Balletti russi conosciuta dall'artista durante il primo soggiorno romano che diverrà sua prima moglie, ripropone la misura classica nella melodica disposizione delle tinte, nella morbida tecnica pittorica, nella formidabile capacità introspettiva. Anche la nascita di Paulo, primogenito di Picasso, costituirà fonte di prodigiosa ispirazione e l’avvio di una tematica familiare assolutamente inedita, testimoniata dagli splendidi ritratti in cui il bimbo, abbigliato da Pierrot, da Arlecchino o disegnato con la sanguigna, lo sguardo luminoso e carico di attesa, campeggia in una dimensione sublimata dall’affetto e dall’emozione.
Nel periodo trascorso in Italia al seguito dei Balletti Russi di Djagilev l’attività picassiana fu varia e molteplice, non soltanto produsse tele, disegni, ritratti, ma soprattutto scenografie, costumi, bozzetti, insomma una congerie di lavori che mostrano la sua passione per il teatro, anche nelle forme più popolari come il circo.



Pablo Picasso, Deux femmes courant sur la plage (La course) [Due donne che corrono sulla la spiaggia (La corsa)], 1922. Gouache su tavola, 32,5 x 41,1 cm. Parigi, Musée National Picasso-Paris, Dation Pablo Picasso, 1979 © Succession Picasso, by SIAE 2017



Pablo Picasso, La Flûte de Pan [Il flauto di Pan], 1923. Olio su tela, 205 x 174 cm. Parigi, Musée National Picasso-Paris © Succession Picasso, by SIAE 2017



"Giocoliere di stili", come lo definisce nel catalogo della mostra Olivier Berggruen, Picasso mostra la sua versatilità nel bellissimo sipario creato per il Balletto “Parade”, cui lavora assieme a Igor Stravinskij, Jean Cocteau, Léonide Massine su musica di Satie. Una scena da taverna, probabilmente influenzata da un’opera del pittore napoletano dell’800 Achille Vianelli, viene rappresentata nel grandioso sipario di 11 metri x 17 circa, l’opera più grande creata da Picasso, dove si possono anche rintracciare ispirazioni tratte dalle scene dei teatrini di strada incontrati per le vie napoletane, oltre ad elementi desunti dalla commedia dell’arte e dalla visione degli affreschi erotici di Pompei. L’opera è esposta nell’immenso salone di Palazzo Barberini affrescato da Pietro da Cortona che completa la visita della mostra romana.
Alla fine degli anni ’20, tuttavia, il tratto serpentinato e velocissimo di alcune opere picassiane annuncia già una diversa e dinamica sintesi formale, assieme a inattesi orizzonti di sperimentazione linguistico-figurativa che saranno forieri di nuove conquiste della prodigiosa attività del genio spagnolo.

(1) Pablo Ruiz Picasso è nato a Malaga nel 1881 da padre spagnolo e da madre di origine genovese, Maria Picasso, di cui prese il cognome. Morì in Francia nel 1973




Pablo Picasso: Sipario per il balletto "Parade", 1917. Tempera su tela,1050 x 1640 cm. Musée National d'Art Moderne Centre Georges Pompidou, Parigi © Succession Picasso, by SIAE 2017


Bruna Condoleo, storica dell'arte, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte


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