Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIII - n.58 - Ottobre-dicembre 2018
IN MOSTRA 



"COURBET e la natura" a Ferrara
di Bruna Condoleo





Dopo cinquant’anni torna in Italia l’arte di Gustave Courbet con una mostra che si svolge a Ferrara, dal titolo "Courbet e la natura", e presenta una cinquantina di tele, provenienti dai più importanti musei del mondo. L’esposizione conduce il visitatore attraverso i luoghi e i temi della sua appassionata rappresentazione del mondo reale, non soltanto i celebri nudi e gli autoritratti potenti, ma soprattutto i paesaggi, gli animali, le scene di caccia, tele in cui l’Artista francese rielabora i consueti temi naturali con straordinaria sensibilità.
Nemico dell’idealismo romantico Gustave Courbet (Ornans 1819- la Tour de Peliz 1877), considerato un Maestro dagli impressionisti ed esponente autorevole del Realismo pittorico in Francia, si differenzia nettamente dai contemporanei per un linguaggio che può paragonarsi al naturalismo caravaggesco. Ritrattista e pittore di nature morte, Courbet ha innovato anche la pittura di storia, principale espressione dell’età romantica, non stravolgendone i soggetti, ma trasformando le modalità contenutistiche e tecniche di approccio alla realtà.  I sensuali nudi femminili, a volte accusati di oscenità, come accadde per “L’origine du monde”, esprimono una bellezza molto lontana dall’accademismo imperante, avvicinabili ai nudi di Manet, ma ancora più carnali grazie a una pennellata materica che li rende fortemente vivi e coinvolgenti.


Autoritratto con il cane nero, 184.2 Olio su tela, cm 46,5 x 55,5 Parigi, Petit Palais, Musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris


La quercia di Flagey, 1864. Olio su tela, cm 89 x 111,5 Ornans, Musée Gustave Courbet © Musée Courbet



L’interesse per la fotografia, lo studio di Grandi del passato, soprattutto spagnoli, fiamminghi e olandesi, come Velasquez, Rembrandt e Franz Hals, non basterebbero a spiegare il suo rivoluzionario linguaggio, se non si mettessero in rilievo anche la sua polemica sociale e la partecipazione ai movimenti politici del ’48. Le rivolte popolari parigine, finite nel sangue, segnano per Courbet una decisiva svolta nell’ impegno politico che lo condurrà a lottare per quelle classi sociali, neglette e sfruttate, spesso protagoniste delle sue tele come nell'opera "I tagliapietre". L’interesse per le problematiche sociali, condiviso  con  filosofi e letterati quali Pierre-Joseph Proudhon e Charles Beaudelaire, fa sì che il pittore sia ritenuto il caposcuola del Realismo pittorico, di cui l'opera “Funerale ad Ornans” diviene il manifesto. La tela, criticata aspramente per aver utilizzato nella rappresentazione di un funerale di campagna le grandi dimensioni destinate fino a quel tempo ai quadri di storia, è dipinta con toni bruni e forti contrasti chiaroscurali e realizzata senza alcuna retorica, anzi evidenziando con rude schiettezza la personalità dei tanti personaggi, umili popolani e borghesi anonimi, preti e sacrestani, che assistono al rito evidenziando sentimenti contrastanti, spesso inadeguati a un rito funebre.  Anche “L’Atelier”, l'immensa tela preparata per l’Esposizione Universale del 1855, viene criticata per gli stessi motivi e rifiutata, ma Courbet non si scoraggia e in un apposito Padiglione privato, chiamato “Le Pavillon du Réalisme”,  espone l’opera che rappresenta se stesso mentre dipinge con una modella e il suo cane.


Volpe nella neve, 1860 .Olio su tela, cm 85,7 x 128 Dallas Museum of Art, Foundation for the Arts Collection, Mrs. John B. O'Hara Fund


Cacciatore a cavallo, c. 1864. Olio su tela, cm 119,4 x 95,3 New Haven, Yale University Art Gallery. Dono di J. Watson Webb, B.A. 1907, e Electra Havemeyer Webb



Quest’ultima non soltanto allude agli eventi della vita del pittore, posto al centro della scena davanti al cavalletto, circondato da alcuni personaggi del mondo della cultura a lui vicini, ma è anche un manifesto delle sue posizioni ideologiche, di uno dei temi artistici prediletti, ovvero il nudo, e di quel mondo di poveri derelitti, rappresentato sulla sinistra della tela, in eterno conflitto con i potenti.  La pennellata a spatola, l’uso sapiente del colore, l’avvenenza del nudo della modella si ripropongono due anni più tardi in “Les demoiselles au bord de la Seine”, opera anch’essa oggetto di dure polemiche da parte del Salon ufficiale, eccezionalmente  presente nella mostra ferrarese! Il dipinto ritrae due fanciulle distese all’ombra lungo il fiume, un motivo già affrontato nella prima metà dell’800 ma in maniera ben diversa: nell’opera di Courbet, infatti, la posizione scomposta delle  giovani, i loro abiti sgualciti, i volti accaldati, gli occhi semichiusi di una delle due, in atteggiamento di erotico languore, l’atmosfera stagnante di un’ ambigua passeggiata estiva, ritraggono realisticamente una tranche de vie priva di qualsiasi abbellimento contenutistico ed estetico.  Molte sono le tele di nudo sensuale, accusate di indecenza negli anni ’60, come i due quadri di Courbet comprati dall’ex ambasciatore turco a San Pietroburgo, Khalil Bey: “Le sommeil (Il sonno)” e “L’origine du monde”, oggi conservati al Musée d’Orsay, che pur evocando cromaticamente opere tizianesche, utilizzano le fotografie impudiche che circolavano al tempo per soli uomini ed escludono nei loro contenuti ogni idealizzazione formale.  




Caprioli alla fonte, 1868. Olio su tela, cm 97,5 x 129,8. Fort Worth, Kimbell Art Museum


Giovane bagnante, 1866. Olio su tela, cm 130,2 x 97,2. New York, Metropolitan Museum of Art, H.O. Havemeyer Collection. Lascito della signora H.O. Havemeyer, 1929



Anche “La giovane bagnante” è vagamente ispirata a una tela dipinta dal pittore Dominique Ingres, ma Courbet rinnega platealmente l’accademismo allegorico della scena, mentre il realismo del nudo, dalle forme opulente,  immerso in una rigogliosa natura, contrasta con l’idealizzazione espressa nei nudi dall’Artista  neoclassico. Attorno al corpo della fanciulla, ritratta in un momento privato, in una posa spontanea senza abbellimenti formali, egli ha dipinto un paesaggio verde reso con una pennellata dalle tonalità luminose ove si riconosce la natura, ricca di grotte e sottoboschi, tipica della sua regione natia, la Franca Contea. L’ amore per i panorami naturali alimenta la sua ispirazione anche nei viaggi compiuti nel Nord della Francia, che gli  offrono l’opportunità di rendere pittoricamente vedute di cieli e di mare, spesso agitato, come in "L'onda", opera carica di spettacolare dinamismo naturale, oppure di ritarre panorami di spiagge e di costiere rocciose nei quali l’Artista schiarisce la tavolozza creando morbide velature.
Tornato a Parigi nel 1870, la vita di Courbet si complica per la sua partecipazione ai moti della Comune, che gli procurano sei mesi di prigione; di nuovo processato nel 1874, è costretto a pagare una somma enorme per aver contribuito ad abbattere, secondo l’accusa, la Colonna Vendome!  Molti dipinti risalenti agli anni trascorsi in Svizzera, dove si ritira in volontario esilio, risentono dei suoi problemi esistenziali e finanziari: paesaggi tempestosi e solitari, senza alcuna presenza umana, sembrano lo specchio dei sentimenti dell' artista durante questo periodo, ma ancor più una natura morta, la “Trota”, un pesce preso all’amo e sanguinante, simboleggia in toni drammatici la penosa solitudine del genio francese e l’ impossibilità di essere se stesso. Malato e deluso, muore a soli 58 anni lontano dalla sua amata terra e con lui si spegne la potenza realistica della pittura di un “ribelle”, di un rivoluzionario amante della realtà e della natura.




L'onda, c. 1869 Olio su tela, cm 46 x 55. Edimburgo, National Galleries of Scotland. Dono di Sir Alexander Maitland in memoria della moglie Rosalind, 1960



La mostra “Courbet e la natura”, che si svolge a Ferrara, Palazzo dei Diamanti fino al 6 gennaio 2019,
organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, è a cura di
Dominique de Font-Réaulx, Barbara Guidi, Maria Luisa Pacelli, Isolde Pludermacher e Vincent Pomarède.



Bruna Condoleo, storica dell'arte, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte.




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