Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIV - n.60 - Aprile - giugno 2019
IN MOSTRA 



A Ferrara l'affascinante mondo di " BOLDINI e la moda"
di Bruna Condoleo




Consuelo Vanderbilt, duchessa di Marlborough, e suo figlio Lord Ivor Spencer-Churchill, 1906, Olio su tela, New York, Metropolitan Museum of Art. Dono di Consuelo Vanderbilt Balsan, 1946


Gladys Deacon, 1916, Olio su tela, Collezione privata



Il termine Belle Epoque evoca un periodo di progresso sociale, industriale e scientifico, un’età di ottimismo positivista e di spensieratezza che nell’immaginario collettivo fa materializzare i cafés chantants parigini, i ritrovi alla moda, gli spettacoli teatrali e cinematografici, le ardite costruzioni ingegneristiche, ma anche il raffinato mondo dell’aristocrazia europea e le signore abbigliate con vesti lussuose, come viene proposto da molti pittori di fine ‘800. E’ questo lo spettacolo che offre la bella mostra che si sta svolgendo a Palazzo dei Diamanti a Ferrara, dal titolo “Boldini e la moda”, dove 130 tele di grandi artisti testimoniano il fascino ma anche le contraddizioni di un periodo, durato 35 anni circa, che espresse una rinnovata concezione della vita, fondata sull’edonismo di una società destinata al tracollo morale e sociale dall'avvento della prima guerra mondiale. La donna è al centro della trasformazione culturale: seduttrice e mondana, ma anche impegnata nel mondo del lavoro, scienziata e ballerina, suffragetta e rivoluzionaria, è ritratta dall’arte figurativa con identico interesse, ma Giovanni Boldini, l'artista ferrarese corteggiato dall'alta società, seppe coniare un modello di grazia rispondente all'avvenenza emancipata delle donne i cui salotti parigini egli frequentava assieme a personaggi noti del tempo.


Ritratto di M.me Charles Max, 1896, olio su tela, Parigi, Musée d'Orsay


Il conte Robert de Montesquiou, 1897, Parigi, Musée d'Orsay Parigi, © RMN-Grand Palais (Musée d'Orsay) / Hervé Lewandowski


Gertrude Elizabeth (nata Blood), Lady Colin Campbell, 1894, Olio su tela, Londra, National Portrait Gallery. Dono di Winifred Brooke Alder, per volere di Lady Colin Campbell




Visitando la mostra di Ferrara, che s’impernia sulle immagini della società altolocata e dei suoi riti, immortalata da artisti come Boldini, Degas, Manet, Sargent, Seurat, Blanche, si può agevolmente ripercorrere la storia della ricca società del tempo e del costume, soprattutto femminile, a cavallo tra ‘800 e ‘900, quando la linea dell’abito si fa più sinuosa, i busti divengono meno rigidi per sparire definitivamente, gli strascichi si allungano a creare un effetto di languido e sensuale modo d’essere e di apparire. Nei quadri di Giovanni Boldini, artista esperto e raffinatissimo, arbitro del gusto parigino per decenni, gli abiti delle signore aristocratiche e della ricca borghesia europea, realizzati con soffici tessuti di seta, di chiffon, di crepe de chine, ricamati con jais e strass, riflettono l’immagine affascinante di una donna desiderosa di sedurre, misteriosa ed elegante come le eroine dannunziane, amante del lusso e delle abitudini mondane, a volte anche maliziosa o perversa, come le protagoniste dei romanzi decadenti. La mostra ferrarese ribadisce come la moda sia da sempre espressione pregnante della società, della sua cultura e delle scelte estetiche; dunque non un episodio marginale legato alla futilità e all’esteriorità, ma la testimonianza di mutamenti e aspirazioni sociali, di modi di vivere, ispiratrice di un canone di bellezza che nel caso di Boldini avrebbe influenzato più tardi  generazioni di stilisti, da Christian Dior a Giorgio Armani, da Alexander McQueen a John Galliano.


Maison Laferrière, Parigi Abito da sera, c. 1900, Raso, seta, perle, strass, tulle e pizzo Londra, Victoria and Albert Museum. Dono di Lady Lloyd © Victoria and Albert Museum


Mariano Fortuny, Abito Delphos, c. 1911 Seta plissettata. Hasselt, Modemuseum © Modemuseum Hasselt, foto Kristof Vrancken



Attraverso una cifra pittorica dalla tecnica sapiente, caratterizzata da pennellate lunghe e veloci, da forme allungate e da un cromatismo brillante, Boldini è stato capace di farsi interprete della moda del tempo fino a giungere a condizionarne le scelte; nelle sue opere l’abito sia femminile che maschile non esprime soltanto l’ eleganza del personaggio che lo indossa, ma anche la sua sicurezza, il suo potere e il suo rango. L’Artista ha saputo riproporre sulla tela i protagonisti di un’epoca mitica ritraendo personaggi celebri, come il conte Robert de Montesquiou, Cléo de Mérode, M.me Charles Max, la marchesa Casati, divenuti vere icone del gusto.
Le mise femminili sono dipinte dal pittore con dinamismo e leggerezza, capaci di tradurre la sofficità dei tessuti, di esaltare la luminosità delle tinte, di accentuare i particolari lussuosi: dagli abiti da mattina, bianchi e freschi, con alti colli sostenuti, impreziositi da ruches alle toilettes da sera, fruscianti e laminate con ricami d’oro e lunghi guanti setosi. Sensuali abiti neri dalle scollature generose fasciano le dame dell’alta società cosmopolita immortalate da Boldini: nelle serate importanti a teatro, nei tabarin e nei casinò i vestiti, resi più fastosi da inserti in tulle, fiori e soprabiti bordati di pellicce, donano alle signore un fascino magnetico, accentuato dalle pose languide e dagli sguardi attraenti e misteriosi. Le promenades sui boulevards e i rendez-vous agli ippodromi conquistano tutte le donne per l’opportunità di indossare colorati abiti da pomeriggio, ombrellini e fantasiosi copricapo con velette oppure semplici ma eleganti redingote con cilindro nero, come si vede in alcune protagoniste delle tele del Maestro ferrarese o di Edgar Degas, uno dei più geniali interpreti pittorici della vita mondana negli ippodromi della Città.



La marchesa Casati con piume di pavone, 1911-13, Olio su tela, cm 130 x 176, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea


L'amazzone, 1878, Olio su tavola, cm 69 x 59, Milano, Galleria d'Arte Moderna




Con la complicità delle creazioni dei grandi couturier Worth, Doucet, Poiret e le Sorelle Callot, Boldini ha dato vita a una personale declinazione del ritratto di società che diviene un modello di stile e di tendenza, anticipatore di formule e linguaggi di cui si approprieranno il cinema e la fotografia di moda nel Novecento!
Organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna-Museo Giovanni Boldini di Ferrara,Boldini e la moda racconta per la prima volta anche la storia dell’interessante legame tra l’artista, la sua ispirazione pittorica e i rapporti sociali e professionali.
Divisa in sezioni tematiche, ciascuna patrocinata da letterati che hanno contribuito a fare della moda un fattore importante delle estetiche contemporanee, da Charles Baudelaire a Oscar Wilde, da Marcel Proust a Gabriele D’Annunzio, l'esposizione testimonia con le magnifiche tele, con gli abiti originali, i libri e gli accessori d’epoca, i numerosi e suggestivi intrecci tra arte, moda e letteratura che hanno segnato l’edonismo di fin de siècle.  


La mostra Boldini e la moda, curata da Barbara Guidi con la collaborazione di Virginia Hill e inaugurata il 16 febbraio, si concluderà il 2 giugno 2019. (Aperta anche durante le festività!)



Bruna Condoleo, storica dell'arte, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte.




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