Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XV - n.63 - Gennaio - marzo 2020
IN MOSTRA 


Raffaello, il Divino Maestro

di Bruna Condoleo



Maestro universale della bella forma, costantemente ammirato in tutte le epoche storiche, nel breve itinerario della sua esistenza Raffaello Sanzio (Urbino 1483) ha lasciato un’orma profonda nella storia della cultura grazie alla prodigiosa attività artistica da lui svolta nella terra natia, a Firenze, ma soprattutto a Roma alla corte di due Papi. Roma gli dedica dal 5 marzo prossimo una mostra straordinaria presso le Scuderie del Quirinale per i 500 anni dalla  sua morte. 
La genialità di Raffaello risiede nella capacità di intercettare le grandi conquiste estetiche del proprio tempo raggiunte dai grandi creatori de Rinascimento, ad iniziare da Pier della Francesca al suo maestro Pietro Perugino per continuare con Leonardo e con le sue rivoluzionarie tecniche e con Michelangelo, genio plastico universale. Raffaello è riuscito a coagulare con originalità i diversi stimoli artistici provenienti da queste innovatrici personalità, rimanendo integra la sua classica visione  estetica contrassegnata da equilibrio,  grazia, naturalezza e armonia di forme sull’esempio degli antichi Maestri.  Giustamente famosi i suoi ritratti in cui l’artista rivela le sue doti di introspezione psicologica del personaggio, divenendo un modello per tutta la ritrattistica rinascimentale e non soltanto. Nel ritratto di Baldassarre  Castiglione, proveniente in mostra dal Museo Louvre, il Pittore si fa interprete della raffinatezza dell’amico letterato, autore de Il Cortegiano, riproponendone i gesti misurati, lo sguardo acuto, la sintonia delle tinte dell’abito e facendone uno status symbol dell’uomo di corte cinquecentesco. 




Raffaello Sanzio, La Fornarina, olio su tavola, cm.87x62, 1520. Courtesy Roma Gallerie Nazionali di Arte Antica



Nel ritratto la Fornarina, Margherita Luti, la donna da lui amata figlia di un fornaio trasteverino, l’avvenente nudità della giovane, atteggiata al pari di una dea antica, viene in parte mitigata dalla posa pudica, ma il suo sguardo vivido e malizioso traduce una scoperta sensualità. Se l’impostazione della figura deriva dalle opere leonardesche, in Raffaello, tuttavia, realtà e simbolo si fondono costantemente, poiché in ogni ritratto attraverso il reale si rivela sempre l’ideale.
Quando nel 1508 l’Artista si trasferisce da Firenze a Roma per affrescare le Stanze  Vaticane, appartamenti privati di Papa  Giulio II della Rovere, la sua arte tocca vertici sublimi. Nella Stanza della Segnatura egli celebra la cultura umanistica nella Scuola d’Atene, un solenne consesso dei grandi scienziati e filosofi del passato cui si ispirano gli ideali della società rinascimentale.  Nella Stanza di Eliodoro, dove si esaltano la dottrina della chiesa e l’operato del pontefice, l’arte di Raffaello mostra la maturità del suo stile nel creare accordi cromatici ed effetti luministici di straordinaria efficacia, come accade nell’affresco della Liberazione di S. Pietro, ove si intuiscono stimoli desunti dall’arte veneta, particolarmente da Sebastiano del Piombo e da Lorenzo Lotto. 
E’ nota a tutti la tenerezza infinita con cui il genio Urbinate affronta il tema della Madonna con bambino, a iniziare da La  Madonna del Granduca, tavola risalente al 1504 circa, una delle molteplici declinazioni del tema della maternità. L’opera ha assunto tale denominazione per essere appartenuta alla fine del 1700 al Granduca di Toscana Ferdinando III che molto l’apprezzò.



Raffaello Sanzio, Madonna del Granduca, olio su tavola, cm 84x56, 1504. Galleria Palatina, Palazzo Pitti, FI



Nel dipinto, d’ispirazione leonardesca, l’amorevole dolcezza della Vergine nei confronti del Figlio si contrappone allo sguardo di Gesù, rivolto verso lo spettatore, quasi un invito a partecipare a un momento d’intimità affettuosa che disperde ogni sacralità dell’immagine per ricondurla a una serena e umana quotidianità. Le figure si stagliano su un fondo scuro che dopo alcuni restauri ha svelato la presenza di una finestra; le tinte calde e vivaci denunciano una morbidezza che denota influssi dello sfumato leonardesco.
Dalla intimità della Madonna del Granduca si passa alla Madonna del Cardellino, proveniente in mostra dalle Gallerie degli Uffizi, un inno alla maternità universale evocata dall’atmosfera gioiosa che anima la grande tavola. Le figure della Vergine, Gesù e san Giovannino, raccolti in una composizione piramidale, sono poste dinanzi a un paesaggio fluviale molto luminoso che rammenta le colline della terra natia del Pittore: i due bimbi giocano con naturalezza infantile con un cardellino (simbolo della Passione) e ogni elemento del quadro esprime serenità, tenerezza, vivacità cromatica, bellezza ideale!
Quando diviene papa Leone  X de'  Medici (1513),  Raffaello ebbe molti importanti incarichi pubblici: fu nominato  Maestro della Fabbrica di S. Pietro e  Sovrintendente ai monumenti romani e agli scavi. Contrario a ogni spoliazione e distruzione delle testimonianze classiche, è nota la lettera in cui l’Artista, al servizio del Papa come “antiquario pontificio”, spiega il suo programma per la necessità di una catalogazione degli edifici antichi di Roma, dimostrandosi antesignano di una pratica che sarà attiva soltanto dopo alcuni secoli.  Com'è nota Raffaello fu anche architetto e la sua attività mostra influenze bramantesche nella scelta delle forme, nelle piante delle chiese a schema centrale e nelle cupole, come si può ammirare in Villa Madama a Monte Mario, nella Chiesa S. Eligio degli Orefici e nel progetto della Cappella Chigi in Santa Maria del Popolo.




Raffaello Sanzio, Ritratto di donna o la Velata, olio su tela, cm. 85x64, 1512/15, Galleria Palatina, Palazzo Pitti. FI


La mostra romana, dal titolo RAFFAELLO, espone ben 200 opere, di cui la metà di mano del Divino Maestro, fra cui capolavori assoluti come la Santa Cecilia dalla Pinacoteca di Bologna, la Madonna Alba dalla National Gallery di Washington, l’Autoritratto con amico dal Louvre, la Madonna della Rosa dal Prado, la Velata dalla Galleria Palatina, per citarne soltanto alcune.
Realizzata dalle Scuderie del Quirinale, in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi, l'esposizione, che si concluderà il 2 giugno 2020, è curata da Marzia Faietti e Matteo Lafranconi con il contributo di Vincenzo Farinella e Francesco Paolo Di Teodoro. Un autorevole comitato scientifico internazionale, presieduto da Sylvia Ferino, ha approfondito il lavoro del team curatoriale, facendo dell’esposizione romana un evento unico e straordinario, degno di un anniversario così atteso.



Bruna Condoleo, storica dell'arte, giornalista, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte


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