Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XVI - n.69 - Ottobre - dicembre 2021
IN MOSTRA 


GIORGIO MORANDI. Due mostre internazionali e un nuovo allestimento nel Museo a Bologna.

Comunicato stampa e intervento critico di Bruna Condoleo


Istituzione Bologna Musei | Museo Morandi

Giorgio Morandi diviene di nuovo ambasciatore dell’arte italiana nel mondo con due mostre che aprono in questi giorni in Brasile e in Spagna: Giorgio Morandi. O legado de Morandi, a cura di Gianfranco Maraniello e Alberto Salvadori, Centro Cultural Banco do Brasil, São Paulo, da oggi 22 settembre al 22 novembre 2021 e Morandi. Infinite resonance, a cura diDaniela Ferrari e Beatrice Avanzi, Fundación MAPFRE Recoletos Exhibition Hall, Madrid, dal 24 settembre 2021 al 9 gennaio 2022. Entrambe le mostre avranno un secondo periodo di esposizione in sedi diverse, la prima al Centro Cultural Banco do Brasil, Rio de Janeiro dal 7 dicembre 2021 al 14 febbraio 2022 e la seconda alla Fundació Catalunya La Pedrera, Barcelona dal 3 febbraio al 22 maggio 2022.
Se le due esposizioni ribadiscono e consolidano il ruolo internazionale di Morandi tra i principali protagonisti dell’arte del XX secolo, al contempo offrono al Museo Morandi la possibilità di rinnovare il proprio allestimento. I prestiti concessi hanno offerto alle curatrici Alessia Masi, Lorenza Selleri e Giusi Vecchi l’opportunità di riflettere sulle collezioni e di attuare una rotazione che rende visibili al pubblico lavori non esposti da tempo.
Particolarmente interessante, da questo punto di vista, è una nuova sezione visibile in apertura del percorso, in cui è esposta una selezione di disegni giovanili, realizzati dall’Artista tra il 1907 e il 1915, provenienti dal corpus di proprietà del museo quando, ancora studente, frequentava i corsi all’Accademia di Belle Arti di Bologna.





nuovo allestimento Museo Morandi 2021. Disegni, © Copyright


Un’altra sezione rinnovata dell’attuale allestimento si concentra sugli acquerelli degli ultimi anni di vita dell’Artista.Negli acquerelli, che caratterizzano l’ultima stagione della sua produzione artistica, il colore liquido e quasi monocromo, steso secondo griglie geometriche accuratamente studiate, pur perdendo ogni valenza di contorno, esalta le forme e i volumi attraverso le diverse gradazioni tonali, dove anche il bianco si fa colore. (CS)

Bruna Condoleo.
Il nuovo allestimento del Museo offre l’occasione di soffermarsi sulla poetica di questo grande Artista, sensibilissimo e solitario, cattedratico di Tecniche dell'Incisione all' Accademia di Belle Arti per 26 anni a Bologna. La sua amata città natale gli ha dedicato il nuovo allestimento del museo, situato nello storico Palazzo D'Accursio, che consta di una ricca collezione di dipinti, disegni, acquerelli, incisioni, esposta in ampi spazi dove anche i passi del visitatore più accorto sembrano infrangere l'atmosfera silente ed assorta che vi regna. Dalle opere giovanili, quando l'Artista partecipò alla mostra dei 5 artisti all' Hotel Baglioni con Licini, Vespignani, Bacchelli e Pozzati, alle opere della piena maturità, è un percorso espositivo in cui si palesano la doti  stilistiche di uno dei Maestri indiscussi del '900.


Bologna. Museo Morandi nuovo allestimento, settembre 2021© Copyright





Il nuovo allestimento del Museo Morandi
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Oltrepassando gli "ismi" di fine secolo, appena sfiorato dalle Avanguardie del Futurismo e del Cubismo, strenuo ammiratore di Paul Cézanne per la sua capacità di sintesi strutturale, Morandi giunse negli anni '20 ad elaborare uno stile fatto di concretezza formale e spaziale, di serrato equilibrio compositivo ed emotivo. Mentre all'inizio del secolo XX° artisti come i Futuristi si schieravano contro "l'esistenza nefasta dei musei", egli andava invece riscoprendo il valore della tradizione '400esca e dei primitivi, Giotto, Masaccio, Paolo Uccello, Pier Della Francesca, verso i quali tributa un amore che si combinerà sia con le posizioni della corrente Valori Plastici, sia con alcune aspetti dell'estetica purista. Anche il suo avvicinamento al linguaggio metafisico, di Carlo Carrà soprattutto, non contrasta con il gusto dell'essenzialità  propria dell'arte pierfrancescana, anzi ne esalta i valori spaziali e prospettici, trascurando invece la poetica dell'assurdo e l'enigma dechirichani. Quello di Giorgio Morandi è un mondo pittorico in cui la visione della realtà, una volta sedimentata nella coscienza, si decanta senza tuttavia perdere la propria concretezza esistenziale.


Una parete del nuovo allestimento Museo Morandi © Copyright




il torchio per le incisioni, Museo Morandi
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Nella scelta del mondo insignificante di bottiglie, cofanetti, scatole di latta, fiori un pò appassiti, indagato in ogni aspetto più segreto e reiterato con toni offuscati e tinte polverose, non vi è un atteggiamento decadente nè carenza immaginativa, ma desiderio di "scavare" l'oggetto per arrivare all'essenza: “pittura mentale” è stata definita l’arte del bolognese, cioè forma contemplata con la mente e resa con ritmi di severa purezza, ma anche architettura figurativa per il rigore lineare e plastico. La sua raffinata sensibilità gli permette di cogliere la qualità poetica di ogni cosa, anche della più banale; affascinato dall'opera di pittori come A. Renoir e G. Seurat e dal primo cubismo di Picasso e di Braque, Morandi fu artista antiretorico per eccellenza ed evitò con cura qualsiasi riferimento all'eloquenza, alla forza ostentata che non apprezzava neppure nell’arte di Geni  come Michelangelo o Van Gogh. Dalle sue tele, infatti, non trapelano mai passioni gridate, bensì emozioni sommesse e intime.
Le rêve du poète, 1927 olio su tela, 116 x 88,5 cm collezione privata © Alberto Savinio by SIAE 2021
Anche quando i rosa delicati, i celestrini morbidi e le ocre sbiadite sembrano tradurre un sentimento di sereno distacco, la quiete è apparente: piuttosto si percepisce un pianto silente, uno struggimento filtrato dalla memoria che trasfigura anche i paesaggi dell'agro bolognese, dipinti con reminiscenze da ..Chardin e da C. Corot,  in un'assorta contemplazione dei ritmi dell'animo.
Dopo avere partecipato nel '26 e nel '29 alle due mostre del gruppo Novecento Italiano, l'artista si andrà invece isolando sempre  più intensificando il discorso con la propria arte. I paesaggi dipinti a Grizzana, luogo di soggiorni estivi, ma anche rifugio dell'ultima parte della vita, sembrano a volte più sereni e luminosi: permane, tuttavia, un'inquietudine sottile, un desiderio di pace agognata ma non posseduta, caratteristica della malinconia morandiana, così come nel  suo cielo “vasto di solitudine e senza approdi, c'è una serenità disperantee"(Cesare Brandi). Le sue celebri bottiglie, circonfuse da un alone di mistero, vibrano sotto l’azione della luce, sostanza ed essenza di tutte le opere morandiane; nei soggetti di fiori la lievità di tocco e la scelta raffinata di tenere gamme coloristiche svelano una natura elegiaca che si traduce nel magico silenzio della forma e in un atteggiamento squisitamente contemplativo.

11912.1
Giorgio Morandi
Testa di donna, 1912 (T.P. 1912/1)
matita su carta
Istituzione Bologna Musei | Museo Morandi

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La serie grafica di ritratti, oltre a rivelare l‘ispirazione quattrocentesca, denotano una instabile malinconia sia nei lineamenti delicati di giovani volti, sia nelle donne anziane, mentre i sottili profili dei corpi nudi, quasi mai disegnati per intero, esaltano il valore della linea, elemento importante della sua pittura.
Un discorso a parte meritano le incisioni, per la maggior parte concentrate dal '27 al '33 (75 delle 131 lastre incise!), che, secondo la critica  più autorevole (Vitali) costituiscono un mondo autonomo di altissimo livello tecnico e contenutistico. Grande studioso e conoscitore dell'acquaforte, estimatore dell'opera grafica di Rembrandt, di cui possedeva alcuni esemplari nella preziosa raccolta personale di opere d'arte (esposta nel Museo), Morandi attuò nella tecnica incisoria uno stile che si avvaleva di un tratteggio incrociato di maglie fitte e complicatissime, capaci di creare un effetto di spazio che avvicina l'incisione alla pittura.
Nell'affascinante percorso museale, com’è noto, si può anche vedere il ricostruito lo studio dell'Artista di via Fondazza: una branda, una stufa, uno scrittoio, le "cose ordinarie “ da dipingere, il cavalletto e un tavolo da disegno; un quotidiano suggestivo universo di piccole cose fra cui Morandi ha dipinto e vissuto, ingaggiando attraverso le sue tele un silenzioso, personalissimo colloquio con il mondo.


                                   


V.310 (MM)
Giorgio Morandi
Natura morta, 1941 (V.310)
olio su tela
Istituzione Bologna Musei | Museo Morandi
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Natura morta, 1948 (V. 625)
olio su tela
Busto Arsizio (VA), Collezione Merlini (deposito in comodato gratuito al Museo Morandi)
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Bruna Condoleo, storica dell'arte, giornalista, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte



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