Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XVII - n.70 - Gennaio-marzo 2022
IN MOSTRA 


Roma. " INFERNO"
L'iconografia dantesca attraverso i secoli!
di Bruna Condoleo




Anonimo dei Paesi Bassi (seguace di H. Bosch,) inferno), 1500 circa, olio su tavola, Venezia. Museo Correr Credit © Archivio Fotografico-Fondazione Musei Civici di Venezia


Tra gli  innumerevoli eventi dedicati ai 700 anni dalla morte del Padre della Lingua e della Letteratura italiane, la mostra “Inferno” (Scuderie del Quirinale, Roma) che sta ormai chiudendo i battenti, è un’esperienza totale che coinvolge tutti i campi della conoscenza, culturali, storici, morali. Non soltanto i contenuti estetici sono quelli che attraggono il visitatore di questa straordinaria mostra, ma chiunque la visiti comprende subito che le preziose opere d’arte  esposte, collegate alla figura di Dante e alla Cantica infernale, pongono quesiti  interiori, problematiche spirituali e politiche di alta elevatura. L’immensa cultura delll’Alighieri, interpretata da tanti grandi artisti europei dal ‘400 ad oggi, si evidenzia in tutta la sua complessità dimostrando che essa non ha mai smesso di creare  i più disparati stimoli  intellettivi, evocando paure inconsce e ansie ancestrali, proponendo enigmi esistenziali mai risolti e rivelando il desiderio umano di superare i propri limiti e ambire all’ immortalità.







W. Adolphe Bouguereau, Dante e Virgilio all'Inferno (girone dei falsari), olio su tela 1850. Musée d'Orsay, Parigi ©



Gustave Courtois, Dante e Virgilio nel girone dei traditori della patria,olio su tela 1880. Parigi, Centre National des arts plastiques, presso il Musée des Beaux Arts et d'Archeologie di Bésancon.



All’ingresso della mostra La porta dell’inferno, il modello in gesso 1:1 creato da Auguste Rodin si propone nella sua folgorante maestosità: sei metri di altezza in cui lo Scultore francese ha profuso più di 30 anni di ricerca appassionata di forme al fine di tradurre in immagini i potenti versi del Poeta italiano. Dopo lo shock emotivo prodotto dalla visione di questo tetro ingresso all’inferno, popolato di corpi vaganti in uno spazio indistinto, nudi ritorti, avvinghiati, deliranti e tragici, osservati dall’alto dalla figura “pensierosa” di Dante, il visitatore s’imbatte in dipinti, sculture, bozzetti, filmati d’inizio secolo, ritratti del Sommo Poeta creati lungo 6 secoli di storia artistica, ad iniziare da Il giudizio finale, dipinto da Beato Angelico con cromie stufefacenti per gli effetti luministici, fino a giungere attraverso Botticelli e i Bruegel a tele settecentesche e ottocentesche di grandi proporzioni.




Sir Thomas Lawrence, Satana schiera le sue legioni, olio su tela, 1796/97.
Londra, The Royal Academy of Arts




Miquel Barcelò, Inferno, Canto IX, Le Erinni, tecnica mista su carta, 2001. Parigi, Courtesy dell'artista



Affascinano le visioni apocalittiche cinquecentesche di Hieronymus Bosch e dei seguaci che descrivono un Inferno surreale, popolato di figure grottesche e fantastiche, di episodi fantasiosi e bizzarri, carichi di misteriose simbologie; colpiscono le tele di Sir Thomas Lawrence, in cui Satana é un gigantesco e minaccioso guerriero che schiera le sue legioni e di W. Adolphe Bouguereau che racconta con potenza plastica l’incontro di  Dante con il falsario Gianni Schicchi, il quale, sotto lo sguardo atroce di un demone volante, azzanna con smania furiosa il collo del rivale Capocchio. La narrazione degli episodi drammatici che prevedono pene proporzionate alle colpe umane più gravi, fa emergere la capacità visionaria della poesia dantesca sempre in grado di suggerire figure e scene tangibili, quanto mai realistiche. Uno splendido olio di Gustave Courtois trasforma in immagini plastiche l’episodio in cui  Dante e Virgilio visitano il girone dei traditori della patria che giacciono imprigionati nel ghiaccio. Qui il Poeta, com'è noto, incontra il conte Ugolino della Gherardesca che sta sbranando il capo del suo nemico Arcivescovo Ruggieri: i bianchi accecanti del girone infernale contrastano con il rosso vivo dell’abito di Dante accentuando la sensazione di un luogo pietrificato che dona i brividi.



Franz Von Stuck, Lucifero, olio su tela, 1990/91. Sofia, National Gallery for Foreign Art




Otto Dix, La guerra: un ferito, acquatinta 1924, Begio, Collection Alychlo/Marc Coucke©

Le opere esposte giungono all’età contemporanea, dalle delicate ed eleganti tecniche miste su carta di Miquel Barcelo’ alle trasfigurazioni concettuali di artisti che sulle orme del pensiero dantesco si sono concentrati sulla rappresentazione di Satana, genio assoluto del Male, come avviene nella magnetica tela del pittore tedesco Franz Von Stuck dal titolo “Lucifero”, che colpisce per il fascino malefico che sprigiona dallo sguardo terribile di un essere angelico decaduto.
L’Inferno, tuttavia, non è soltanto l’ipotetico mondo dell’aldila’, ma è anche il male che può prodursi sulla terra attraverso gli aspetti più turpi dell’animo e del comportamaento umani: la guerra con le sue nefandezze e il suo orrore è l’attuazione terrena del Male, come raccontano le macabre acqueforti di Francisco Goya sulle “devastazioni della guerra.” Ancor più raccapriccianti sono le incisioni dell’artista tedesco Otto Dix che con spietato realismo mostra gli effetti della crudeltà bellica nel XX secolo, ma Inferno è anche la follia, come la dipinge Giacomo Balla in “La pazza”, una figura alienata e stravolta, al di fuori di ogni realtà, chiusa nel suo insondabile mondo interiore! 







Anselm Kiefer, Stelle cadenti, olio su tela, 1995, Parigi, coll. priv.



L’ultima sezione della mostra affronta il tema dello sterminio degli Ebrei nei campi di concentramento nazista, un inferno a noi molto vicino, tradotto da pittori e scultori coevi in immagini strazianti.
Dai codici trecenteschi e quattrocenteschi che ripropongono con arte somma la Divina Commedia, fino  alla prima stesura del libro “Se questo è un uomo” di Primo Levi, l’esposizione romana indaga tutte le espressioni artistiche ispirate dal genio poetico di Dante, mostrando la ricchezza concettuale, filosofica e religiosa insita nella Commedia, crogiolo universale di saperi, scrigno potente di saggezza e di moralità, ma anche di stupefacente fantasia artistica. Dopo tanta angoscia  “...e quindi uscimmo a riveder le stelle”, recita il Poeta uscendo dall’abisso della Città dell’eterno dolore; anche noi lasciamo la mostra rasserenati da un’ultima immagine che ci affascina più di altre: “Stelle cadenti” di Anselm Kiefer, un olio di indicibile suggestione, che sa tradurre con intensità emotiva il desiderio d'immersione nell’infinito che è sopra e dentro ognuno di noi!

La mostra, che si conclude il 24 gennaio 2022, è stata curata da Jean Clair (1940), scrittore di monografie e di saggi artistici, storico dell'arte e membro dell'Accademia di Francia.

FOTO: https://www.facebook.com/ScuderieQuirinale/photos/



Bruna Condoleo, storica dell'arte, giornalista, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte



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