Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno IX - n.42 - Ottobre - dicembre 2014
I GRANDI RESTAURI 

Santa Reparata: il sito archeologico della Florentia romana e paleocristiana

di Artemisia

Spesso gli scavi archeologici ci restituiscono brani di storia passata inaspettati, luoghi inesplorati, consuetudini di vita e stili artistici di tempi lontanissimi, testimoniandoci con vigore il divenire inesorabile del tempo. E’ ciò che accade a Firenze, nel sito archeologico di Santa Reparata, l’antichissima chiesa su cui sorse Il Duomo di Santa Maria del Fiore, aperto al pubblico in occasione della Festa della Santa ( 8 ottobre scorso): qui si possono ammirare, tra stupore e ammirazione, i resti archeologici della Florentia più antica, quella romana e paleocristiana!

Dopo una campagna di scavi durata circa dieci anni, l'area archeologica della Chiesa di Santa Reparata fu aperta al pubblico nel 1974; ma oggi un nuovo e tecnologico percorso espositivo Ŕ stato approntato per consentire la visione dei resti antichi. Il visitatore potrÓ scoprire la storia del sito in un andamento cronologico che va dal I secolo d.C. al XIV secolo, ovvero dai resti di epoca romana, preesistenti alla costruzione della chiesa, alla sua fondazione in epoca Paleocristiana, seguita dalla fase altomedievale e da quella romanica. Una nuova illuminazione mette in evidenza i punti chiave della narrazione storica, come lo splendido pavimento a mosaico di epoca paleocristiana, fatto da maestranze nord-africane, a figure geometriche, con un emblema centrale a forma di pavone, animale simbolo della redenzione.


Modello Santa Maria del Fiore e Santa Reparata courtesy Digitarca.it



Secondo alcune tradizioni medievali la fondazione della Chiesa di Santa Reparata è da far risalire alla vittoria sulle orde barbariche di Radagaiso, sconfitte nel 405 d.C. nei dintorni di Firenze nel giorno dedicato alla Santa. Una serie convergente di dati consente di circoscrivere ai primi decenni del V secolo d.C. la fase costruttiva della chiesa più antica, di 52 metri di lunghezza per 25 di larghezza, divisa al suo interno in tre navate separate da due file di 14 colonne, realizzate in cunei di pietra forte intonacati. Il pavimento in mosaico a forme geometriche (esagono, losanghe, nodi di Salomone), con al centro della navata un emblema che raffigura un pavone, ancora oggi è visibile, anche se mancante in alcune parti. Sempre nella navata centrale si trova una lunga epigrafe con i nomi dei donatori dei mosaici, diviso in base al numero dei “piedi” finanziati. Dell’edificio di questa epoca si conservano anche parti del muro settentrionale e di quello meridionale. Tra l’VIII e l’ XI sec. d.C. la chiesa mantiene le proporzioni precedenti, anche se vengono realizzate numerose modifiche concentrate soprattutto nell’area presbiteriale: viene, infatti, rifatto l’abside, vengono costruite due torri campanarie, la cappella meridionale con sacello a croce, infine sono trasformate le colonne originali in pilastri a pianta rettangolare di gusto pre-romanico. A questo periodo risale il pavimento in cotto con frammenti marmorei e lapidei di riutilizzo, steso a circa 20 centimetri sopra quello musivo, di cui sono visibili alcune parti.



Santa Reparata nuovo percorso espositivo, courtesy Opera, photo Gianluca Moggi


Santa Reparata nuovo percorso espositivo, il pavimento a mosaico
paleocristiano, courtesy Opera, photo Gianluca Moggi



L’ultima fase, quella romanica, conobbe le maggiori trasformazioni della chiesa. L’edificio fu rialzato, sette pilastri per lato divisero le tre navate e una cappella settentrionale speculare a quella altomedievale diede vita a una pianta a transetto. A questo periodo risale anche il nuovo pavimento in cotto, a circa 65 cm sopra il precedente. “Controverse sono le ipotesi relative alla cripta” - spiegano gli archeologi Lorenza Camin e Fabrizio Paolucci - secondo quella più accreditata essa fu realizzata sotto la navata centrale già nell’XI secolo, per essere poi ampliata nel corso del XIII sino ad occupare le navate laterali”. La chiesa fu decorata con affreschi e continuò a essere un luogo di sepoltura privilegiato fino alla fine del XIV secolo, quando il cantiere della nuova cattedrale, Santa Maria del Fiore, era già in un’avanzata fase di esecuzione.

Per informazioni sugli orari di apertura e modalità di visita della Chiesa di Santa Reparata:
http://www.ilgrandemuseodelduomo.it/


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