Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno X - n.43 - Gennaio - marzo 2015
I GRANDI RESTAURI 

Vitale da Bologna: il restauro della "Madonna dei Battuti"

di Bruna Condoleo

Uno stupefacente restauro, concluso due mesi or sono e presentato alla stampa presso i Musei Vaticani, ovvero la tavola trecentesca di Vitale da Bologna dal titolo “La Madonna dei Battuti Bianchi”, ci conferma ancora una volta l’eccellenza dei nostri restauratori, scienziati e storici dell’arte!
Si tratta del recupero di un capolavoro di Vitale da Bologna, artista attivo in Emilia Romagna e nel Veneto alla metà del ‘300, autore di affreschi e tavole preziose a Bologna, a Pomposa, nel Duomo di Udine, il cui stile raffinato rivela interferenze gotiche d’oltralpe, ma anche un gusto analitico desunto dalla conoscenza delle miniature bolognesi, oltre a una squisita capacità espressiva e cromatica.
Al lavoro paziente di esame della tavola e del suo conseguente recupero hanno contribuito diverse professionalità e competenze cui si devono ascrivere gli ottimi risultati finali: Anna Maria De Strobel, curatore per l’Arte Bizantina e Medioevale dei Musei Vaticani, il prof. Ulderico Santamaria del Laboratorio di Diagnostica per la Conservazione e per il Restauro dei dipinti dei M.V. e Alessandra Zarelli, restauratrice dei Dipinti e dei Manufatti Lignei dei M. V.
La prof.ssa Strobel ha approfondito la nascita del Movimento dei Battuti* e la sua diffusione nella Penisola tra la metà del ‘200 e la metà del ‘300, nonché ha chiarito la storia dell’opera, degli spostamenti geografici e dei suoi restauri. il prof. Santamaria ha illustrato il lavoro minuzioso d'indagine scientifica effettuato sulla tavola con i più moderni strumenti tecnologici: i RX, la riflettologia, l'infrarosso e la fluorescenza UV; infine la restauratrice Zarelli ha spiegato la metodologia di intervento di recupero e i principi ispiratori, corredando la presentazione del lavoro svolto con immagini, alcune delle quali visibili nell’articolo.
L’intervento di Alessandra Zarelli, qui di seguito riportato integralmente, permetterà di capire l’iter restaurativo dell’opera e l’attuale rinnovato aspetto figurativo.


Madonna dei Battuti, prima del restauro.
Pinacoteca Vaticana. Foto © Musei Vaticani.



Madonna dei Battuti, dopo il restauro.
Pinacoteca Vaticana. Foto © Musei Vaticani




“Il restauro della Madonna dei Battuti, iniziato nel settembre del 2011, fu sollecitato da un peggioramento dello stato di conservazione che aveva determinato sollevamenti della pellicola pittorica e deformazioni a livello della preparazione, causati dai movimenti del supporto ligneo, già più volte rilevati negli anni passati. Si era da tempo a conoscenza del fatto che l'opera di Vitale da Bologna fosse giunta a noi alterata da evidenti ridipinture, pur non avendo alcuna documentazione degli interventi precedenti ad eccezione di quelli eseguiti in Vaticano. Infatti, un semplice confronto con le altre opere di Vitale, evidenziava caratteri stilistici e tecnici non assimilabili alla sua tecnica pittorica. A tutto questo si aggiungeva il sospetto che anche la decorazione a rilievo del fondo dorato nei due angoli superiori, fosse stata rimaneggiata se non addirittura aggiunta. Si temeva però che la stesura originale fosse ormai irrecuperabile. La necessità di eseguire gli interventi che l'avevano così cambiata, era stata forse attribuita ad un cattivo stato di conservazione che ne aveva richiesto un così consistente intervento, oltre ad un sopraggiunto cambiamento di gusto. Iniziando quindi il nostro restauro, pensavamo di doverci occupare del controllo e della revisione delle condizioni del supporto, del consolidamento della superficie pittorica, della rimozione della vernice ormai ossidata e di alcuni ritocchi alterati, per poter così restituire presto l'opera alla Pinacoteca Vaticana. Ma, terminate le prime fasi dell'intervento ed iniziata la pulitura, dai primi tasselli eseguiti sul manto della Madonna, emerse una splendida stesura di colore verde. Da quel momento, con sorpresa ed emozione, è iniziato un diverso e più complesso intervento di restauro che ha richiesto approfondite ricerche, attente e pazienti osservazioni, accurate indagini scientifiche, test di pulitura mirati, incontri e discussioni.




Madonna dei Battuti, il cambiamento degli occhi dopo il restauro. Pinacoteca Vaticana. Foto © Musei Vaticani






Non avendo, infatti, nessuna documentazione che ci fornisse informazioni utili, tutto doveva esserci raccontato dall’opera che, tra immagine e materia, ci ha fornito tutti gli elementi indispensabili per giungere all’importante decisione di procedere con fiducia nel recupero dell’opera di Vitale che da tanto tempo aspettava di esserci restituita.
Questo lavoro ha richiesto un lungo tempo, poiché, in situazioni così particolari e complesse, è necessario assicurarsi di non commettere valutazioni affrettate che portino a scelte sbagliate, che esse siano in una direzione o in quella opposta.
E’ stata quindi completata la pulitura, eseguita con diversi metodi poiché diverse erano le situazioni che si presentavano sulla superficie dipinta. Sul manto della Madonna sono state rimosse ben due ridipinture, risalenti ad epoche diverse, eseguite con tecniche e materiali differenti, recuperando preziosi pigmenti e raffinate decorazioni. Sui volti della Madonna e del Bambino invece, ritocchi localizzati avevano modificato alcuni lineamenti ed erano poi stati ulteriormente integrati in epoche successive. Anche sulla decorazione dorata in rilievo è stato individuato un intervento precedente che non ha sostanzialmente modificato il modellato originale; per questo motivo non è stato rimosso ma solo documentato.
Grazie alle indagini scientifiche è stato anche possibile fornire una datazione, almeno approssimativa, degli interventi di ridipintura.





Madonna dei Battuti, dopo il restauro.
Particolare del volto della Madonna
Pinacoteca Vaticana. Foto © Musei Vaticani.



Madonna dei Battuti, dopo il restauro.
Particolare dei Battuti Bianchi
Pinacoteca Vaticana. Foto © Musei Vaticani.






Al termine della rimozione di tutte le sovrammissioni, è tornata alla luce la Madonna dei Battuti dipinta da Vitale da Bologna. Ora il confronto con le altre opere di Vitale ci fa riconoscere in ogni particolare la mano autografa del pittore.
Sono ovviamente emersi anche i segni degli interventi che in parte l’hanno danneggiata, come anche quelli dovuti all’uso che ne veniva fatto nell’Oratorio per il quale era stata realizzata, oltre a quelli di un inevitabile deterioramento dovuto a fattori ambientali.

Nella reintegrazione pittorica abbiamo applicato un criterio che permettesse di mantenere visibili tutte le tracce della storia conservativa, rendendo però l’immagine perfettamente leggibile.
E’ molto importante per me anche sottolineare che questo entusiasmante restauro è stato possibile grazie all’interazione e alla massima collaborazione fra tutti i partecipanti, che hanno reso di eguale e fondamentale importanza ogni contributo dato, rendendolo un lavoro completo in ogni suo aspetto."

(Alessandra Zarelli, Restauratrice Laboratorio Restauro Dipinti e Manufatti Lignei dei Musei Vaticani).


*nota: la Confraternita medioevale dei Battuti Bianchi praticava la preghiera e la flagellazione penitenziale; si occupava dei poveri, degli ammalati e delle vedove. La caratteristica era l'uso di un saio bianco con cappuccio, come si può vedere nel particolare della tavola, a destra della Madonna.

Ci complimentiamo con l'equipe dei Musei Vaticani per l'importante restauro e ringraziamo l'Ufficio Stampa dei musei per la gentile concessione delle immagini.



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