Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XI - n.49 - Luglio-settembre 2016
I GRANDI RESTAURI 

Il fascino imperituro dell'ARCHEOLOGIA. Premiata tra le 5 pił importanti scoperte dell'anno "la tomba etrusca" di Cittą della Pieve !
di Artemisia



A Città della Pieve (PG), in Umbria, 10 mesi fa è avvenuta un’importante scoperta archeologica: una tomba etrusca ipogeica di forma rettangolare di 5 mq, corredata di sarcofagi e urne cinerarie, risalente al III secolo a. C. Come spesso avviene, l’Archeologia riserva sorprese straordinarie, disvela un passato lontanissimo rendendolo presente: in questo caso nessuno avrebbe pensato che un contadino, intento al quotidiano dissodamento del suo campo, avrebbe incontrato nel terreno una zona franosa che da ben 23 secoli ricopriva l’antichissima camera funeraria etrusca!
Era il mese di ottobre 2015 e immediatamente la Soprintendenza dell’Umbria ha iniziato gli scavi grazie ai quali sono stati portati alla luce le urne, che hanno come coperchi i busti dei defunti e i sarcofagi di travertino alabastrino. Una delle due figure maschili scolpite possiede anche un’iscrizione: “Laris “, probabilmente il nome del patrizio sepolto nella tomba. Com’ è consuetudine nella cultura etrusca, i defunti sono raffigurati da vivi, seduti o distesi su una sorta di lettino conviviale (kline), appoggiati con il braccio sinistro sul cuscino e con la destra che regge una coppa (patera) in atto di libare. Caratteristico è il realismo dell’immagine del defunto, rappresentato con i suoi lineamenti e con le sue fattezze corporee, immerso in un’atmosfera lieta con cui si immagina e ci si augura possa trascorrere la vita dell’oltretomba.


UNA DELLE SCULTURE RITROVATE NELLA TOMBA ETRUSCA, RISALENTE AL III SECOLO A.C.





Fondamentale per la religione etrusca era il culto dei morti, che si fondava sulla convinzione di una visione dell’aldilà felice e materiale, quasi una continuazione dell’esistenza terrena, come dimostrano sculture, arredi e affreschi ritrovati nelle celebri tombe dell’Etruria e dell’Italia centro-occidentale tra Lazio, Umbria e Toscana, da Cerveteri a Vulci, da Populonia a Tarquinia, da Chiusi ad Orvieto.
Gli Etruschi erano soliti progettare per i loro morti dimore simili a quelle reali, con diverse camere e corredate da molti degli oggetti cari di cui si erano circondati in vita: necropoli ipogeiche, come la tomba di Città della Pieve, o aggruppamenti di tumuli circolari in tufo, costruiti all’aria aperta che replicavano le città dei vivi con nomi di strade e numeri civici.
E’ di questi giorni la bella notizia che proprio la tomba di Città della Pieve è candidata alla vittoria dell’International Archaeological Discovery Award “Kaled al-Asaad” (premio intitolato all’archeologo, scrittore e traduttore siriano morto da martire dell’isis a Palmira nell’agosto 2015), come una delle 5 più importanti scoperte del 2015!
Il giorno 28 ottobre p.v. a Paestum nel corso della XIX Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico saranno consegnati i premi.




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