Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XVI - n.69 - Ottobre - dicembre 2021
I GRANDI RESTAURI 


Collepardo (FR). Riaperta AL PUBBLICO LA CERTOSA DI TRISULTI !
di Artemisia



Collepardo (FR). Panoramica della Certosa di Trisulti immersa nel verde


La Certosa di Trisulti, secolare complesso monastico a Collepardo, in provincia di Frosinone, ha riaperto al pubblico: ad annunciarlo, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta lunedì 8 novembre 2021 nel Refettorio della Certosa, il Ministro della Cultura Dario Franceschini, il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il Direttore Generale Musei Massimo Osanna e il Direttore regionale Musei Lazio Stefano Petrocchi.
Il Monastero sorge a 850 metri di altitudine, tra foreste e rupi dei monti Ernici; il suo nome, di origine latina, deriva da “tres saltibus”, ovvero luogo dei tre valichi che conducono in Abruzzo, a Roma e in Ciociaria.
La prima fondazione risale alla fine del X secolo ad opera di San Domenico, ma la storia della Certosa di Trisulti inizia nei primi anni del 1200, quando Papa Innocenzo III assegnò ai Certosini la primitiva Abbazia benedettina, a poca distanza dall’attuale complesso, fondata da San Domenico di Sora. Nel 1204 venne costruita l’attuale Certosa con al centro la chiesa di San Bartolomeo consacrata nel 1211, in cui ancora si conserva il leone proveniente dall’originario protiro, oggi posto sulla cordonata di fronte al cosiddetto Palazzo di Innocenzo III, nei cui ambienti medievali è oggi ospitata la Biblioteca Nazionale della Certosa, che possiede ben 36.000 volumi!


Il Chiostro della Certosa con il giardin
ph Stefania Casellato





L'elegante salotto di attesa della Farmacia © Copyright
ph Stefania Casellato



Tra gli edifici del nuovo complesso spicca la Farmacia settecentesca che testimonia come l'attivitą principale della Certosa, fino all'epoca moderna, fosse la produzione di medicamenti e liquori. Di fronte all'ingresso, si trova il giardino all'italiana, oggi restituito al suo originario aspetto, decorato con forme animali e in cui si conservano le erbe medicinali usate per l'attivitą farmaceutica dei monaci. L'interno ha mantenuto l'arredo ottocentesco, le vetrine con i vasi decorati da farmacia e gli armadi contenenti le scatole per le erbe. Nell'ingresso e nel salotto di attesa č visibile la raffinata decorazione del pittore napoletano Filippo Balbi, operoso anche a Roma nelle chiese di Santa Maria sopra Minerva, San Paolo fuori le Mura e Santa Maria degli Angeli. Interessanti i suoi dipinti in stile pompeiano nella Farmacia e i trompe-l'oeil in cui sono raffigurati Benedetto Ricciardi, il monaco responsabile della Farmacia intorno al 1857, ma anche le preziose nature morte, gli animali, le figure caricaturali di popolani realizzati dal pittore con realismo e secondo complesse simbologie alchemiche cui alludono numerose iscrizioni e motti.




L'interno della Farmacia con il soffitto decorato in stile pompeiano © Copyright
ph Stefania Casellato





Un angolo della farmacia con vasellame artistico e mobili d'epoca (Copyright)

Nella grande Corte, dove domina la fontana settecentesca, è stata eretta la Chiesa di San Bartolomeo, dedicata alla Vergine, a San Bruno e a San Bartolomeo; nata in stile gotico fu poi trasformata in forme barocche. All'interno si conservano due bellissimi cori in legno del 1564 e del 1688 realizzati da maestri certosini; alle pareti dipinti e affreschi rappresentano glorie di santi, tra cui "il martirio dei Certosini a Londra", opera di Filippo Balbi, datato 1863, espressione di un' eleganza di rubensiana memoria e di un drammatico realismo.
Dal 1947 il Complesso monasteriale è passato sotto tutela dei Cistercensi che custodiscono la bellissima Abbazia di Casamari; il monastero è finalmente rientrato nella piena gestione della Direzione Regionale Musei Lazio, dopo diverse traversie giudiziarie conseguenti all’assegnazione nel 2018 della Certosa a  Benjamin Harnwell, presidente del "Dignitatis Humanae Institute", l’associazione vicina a Steve Bannon che avrebbe voluto trasformare il monastero in una scuola del sovranismo europeo. Dopo due anni e mezzo si è dunque conclusa una vicenda fatta di ricorsi e controricorsi, con la parola fine messa dalla Cassazione; da oggi in poi la Certosa sarà nuovamente visitabile grazie alla collaborazione tra il Ministero della Cultura - Direzione Regionale Musei Lazio, la Regione Lazio e la società regionale in house LAZIOcrea S.p.a.





Il leone in pietra dell'originario protiro della primitiva chiesa gotica di San Bartolomeo
Il bel Chiostro rettangolare della Certosa
ph Stefania Casellato


Un nuovo percorso di visita a ingresso gratuito permetterà al pubblico tutti i giorni di scoprire la storia e le bellezze degli edifici che compongono il Complesso certosino, tra cui alcuni angoli inediti del perimetro monasteriale. Sabato, domenica e nei giorni festivi, si potrà inoltre, previa prenotazione, prendere parte a interessanti visite guidate gratuite. Con la riapertura del sito nei giorni festivi riprenderanno anche le funzioni religiose nella Chiesa di San Bartolomeo, restituendo un luogo di culto tanto amato dal territorio e dalla comunità locale.
Inoltre saranno aperti per la prima volta al pubblico l’edificio monasteriale a fianco alla chiesa, il grande Chiostro rettangolare e il monumentale Refettorio, mentre a breve saranno visitabili il piccolo chiostro con il cimitero dei monaci e la sala capitolare, decorata con dipinti murali e altari realizzati alle fine del Settecento, restaurati grazie ai fondi del programma ArtBonus e a un finanziamento messo a disposizione dalla Regione Lazio.







La suggestiva strada di accesso alla Chiesa e a complesso della Certosa di Trisulti, ph Stefania Casellato




info:
Certosa di Trisulti, via Trisulti, 8 Collepardo (FR)
tel:077547024 e-mail: drm-laz.certosatrisulti@beniculturali.it
www.polomusealelazio.beniculturali.it
orari di visita:
15 aprile-15 ottobre: dalle 10 alle13,30 / dalle 14,30 alle18
16 ottobre-14 aprile: 10-16 orario continuato


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