Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XI - n.49 - Luglio-settembre 2016
ARTE NEL MONDO 

Rayyane Tabet: "La mano de Dios"!
a cura della Redazione




"La Mano De Dios" è la prima personale in Italia di Rayyane Tabet, in corso al Museo Marino Marini (Fi), curata da Leonardo Bigazzi. L'artista, nato nel 1983 a Beirut nel Libano, si è laureato a New York in Architettura e Pianificazione, ma il suo interesse principale è per l'arte i cui temi attingono alla storia del suo Paese e alle vicende del suo passato familiare. Tabet affronta questioni legate a situazioni geo-politiche complesse attraverso una riflessione sulle potenzialità della memoria, ricontestualizzando episodi della storia personale che divengono, però, simboliche di situazioni più universali.
L’artista, assieme al curatore, ha ripercorso durante lo svolgimento della mostra le fasi d’ideazione e progettazione dell'evento espositivo, condotte in oltre un anno di ricerca e sopralluoghi negli spazi del Museo toscano. L’opera esposta (vedi foto) è stata messa in relazione con gli altri quattro capitoli della serie "Five Distant Memories": The Suitcase, The Room, The Toys, The Boat and Maradona (2006-2016), progetto decennale legato alle prime memorie d’infanzia di Tabet e alla capacità che queste hanno di generare e trasformare oggetti e situazioni diverse se ricollocate in un contesto più ampio. Una valigia "pesantissima" pronta in caso di evacuazione, alcuni elementi della camera dell’artista distrutta nei bombardamenti di Beirut, un set di giocattoli di legno e infine una BARCA usata dal padre nel tentativo, immediatamente fallito, di fuggire dal Paese: sono tutti oggetti trovati e "riconfigurati" dall’artista, come fossero le testimonianze archeologiche di un'era passata, con l’obiettivo di creare esperienze simboliche e allusive che si sviluppano in stretto dialogo con lo spazio espositivo.
I quattro capitoli precedenti della serie sono stati tutti commissionati e prodotti da importanti istituzioni internazionali: Darat al Funun (Amman), Centre Georges Pompidou (Parigi), The New Museum (New York), Pinchuk Art Center (Kiev) and Sharjah Art Foundation (Sharjah).

Rayyane Tabet vive e lavora a Beirut, ma ha esposto nel 2013 in Italia alla 55 Biennale di Venezia.
Recentemente ha preso parte a mostre collettive in luoghi istituzionali e in occasione di importanti manifestazioni come: Kunsthaus Hamburg, The Highline New York, Marrakech Biennial 6, Aïshti Foundation Beirut, Marian Goodman Gallery Paris, Sharjah Biennial 12, Stedelijk Museum Bureau Amsterdam, Centre Georges Pompidou, Darat al Funun e New Museum.
Tabet è stato anche vincitore del DAAD Artist Residency nel 2016, del Abraaj Group Art Prize nel 2013, del Jury Prize of the Future Generation Art Prize nel 2012 e del Sharjah Biennial Artist Prize nel 2011.
È rappresentato dalla galleria Sfeir-Semler Gallery Beirut | Amburgo.



Rayyane Tabet, Cyprus (2015), from the series: Five Distant Memories: The Suitcase, The Room, The Toys, The Boat and Maradona (2006-2016). Wooden boat, steel anchor, pulleys, rope and hardware; Dimensions variable. Courtesy of Sharjah Art Foundation and the artist. Photograph by Alfredo Rubio.









E' vietata la riproduzione anche parziale dell'articolo e delle immagini © Copyright