Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XI - n.50 - Ottobre-dicembre 2016
ARTE NEL MONDO 

STREET ART al Trullo: l'arte tra la gente!
di Artemisia





Una carrellata di immagini di STREET ART A ROMA NELLA BORGATA " IL TRULLO"


Trullo è il nome di una borgata romana, situata nelle adiacenze del quartiere Portuense, che conserva la denominazione di un antico sepolcro a forma di trullo pugliese, trasformato in chiesa nel Medioevo. Il Trullo nel ‘700 era una zona di latifondi; essa divenne un insediamento urbano soltanto nel 1939 quando l’Istituto delle Case Popolari in età fascista creò un tipo di edilizia popolare atta ad accogliere i coloni italiani rimpatriati allo scoppio della seconda Guerra mondiale. Il progetto, denominato "Borgata Costanzo Ciano", ideato dagli architetti razionalisti Nicolosi e Nicolini, era costituito da gruppi di case a 2/3 piani, disposte a schiera in maniera geometrica attorno ad un cortile pieno di verde, progetto valido che purtroppo subì negli anni Sessanta i danni di un abusivismo incontrollato.














In questa periferia oggi si possono vedere sui muri delle case le opere di quella che viene definita street art: un modo vivace di abbellire un quartiere, finalizzato non soltanto a riscattare il degrado dei luoghi periferici, spesso abbandonati dalle amministrazioni locali, pur ricchi di vitalità e di idee, ma soprattutto capace di esprimere all’aperto e per la fruizione di tutti un linguaggio immediato e sincero, che esprima una forma di integrazione culturale fra le diverse etnie dei quartieri cittadini.
Nata negli anni ‘70 nelle periferie newyorchesi con la volontà rivendicatrice di appropriarsi di spazi urbani degradati e di denunciare liberamente le difficoltà esistenziali, da qualche tempo la street art ha superato lo spirito corrosivo inziale per un approccio più diretto con la gente e un desiderio di condivisione di messaggi tutti inneggianti alla libertà, al di là delle diverse culture, delle religioni, delle idee politiche.
I muri di molte case del Trullo sono stati già da tempo abbelliti dai semplici ma efficaci versi dei “poeti di strada” in occasione del Festival Internazionale di Poesia di strada, tenutosi a Roma lo scorso anno. Ma chiunque si inoltri nelle vie della borgata può ammirare oggi dipinti di differenti stili pittorici, che narrano storie di gente comune attraverso le immagini di occhi che scrutano, pesci che volano, mani che si stringono, visi che parlano di sofferenze e di speranze...












Molti degli autori di queste opere sono anonimi e tali vogliono rimanere; altri invece espongono la loro firma, altri ancora corredano le immagini con poesie suggestive e toccanti. Percorrere le strade del Trullo è un’esperienza umana, più che estetica; tra le viuzze e i muri di vividi colori della borgata si dimentica immediatamente la grande metropoli, la sua arte grandiosa e la sua storia antica, e si viene coinvolti in un mondo quotidiano, senz’altro pieno di problematiche, ma anche ricco di risorse, di empatia e di poesia.
La Capitale già da tempo ha aperto le porte alla street art: ben 150 strade sono interessate a tali esperimenti ed esiste una vera e propria mappatura dell’ arte di strada che racconta come tanti muri della Città siano stati trasformati dalle mani di artisti dilettanti, da artisti internazionali, ma anche e soprattutto da artisti romani, come Sten Lex, Jerico e Alice Pasquini.



Uno dei più coinvolgenti dipinti, corredato da una splendida poesia!


OVUNQUE SONO
Pioveva rabbia e lei danzava,
nera sul cemento.
Correva il film del mio lasciare,
oltre il campo
a veder la luce
e lei mi tirava fisso al mondo.
Sono uscito all'alba
da tende e case,
piene e vuote,
sempre il suo bacio
caro, sulla mia fronte.
Freddo il piazzale,
bagnato il prato,
mi copriva delle parole di mia madre.
Non sentivo altro.
Non sentivo il vento.
Tra i segni della mia vita,
scalza, mi seguiva.
Mi rotolavo su di lei
da bambino.
Ora annulla la mia solitudine
sacrificando il suo volto.
Se mi ritraggo si allunga,
se sono in bilico
mi afferra.
Il nero che vedo
lungo il cammino
contiene tutto.
Fa lo zingaro viandante
e il viandante specchio dell'uomo.
La mia ombra
la mia casa,
il mio linguaggio.


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