Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XII - n.51 - Gennaio-marzo 2017
ARTE NEL MONDO 

STREET ART a ROMA. Al Quadraro/Tuscolano l'arte č a cielo aperto!
di Artemisia





Una carrellata di immagini di STREET ART al quartiere Quadraro / Tuscolano


La rivista AeF ha iniziato da qualche tempo a visionare le opere della street art romana con l’intento di far conoscere al pubblico un movimento caratteristico della società contemporanea,  sviluppatosi in tutto il mondo da più di 40 anni. Non sempre i risultati estetici di queste opere sono apprezzabili: dipende dalle capacità creative, dalle tecniche utilizzate e dall’ispirazione di ogni artista se i murali meritano un apprezzamento di livello artistico; tuttavia si tratta di un fenomeno interessante dei nostri tempi e pertanto è giusto darne conto. Le opere dell'arte di strada vogliono essere un modo per comunicare sogni e speranze, per denunciare manchevolezze e bisogni, per esprimere le istanze di una generazione delusa e desiderosa di riqualificare con la bellezza di immagini colorate zone degradate e abbandonate, come sono spesso le periferie delle grandi città in tutto il mondo.
Chi abbia visto i film “Mamma Roma" di Pasolini e “Un borghese piccolo piccolo" di Monicelli forse ricorderà i luoghi e le strade del quartiere Quadraro e Tuscolano, set cinematografici di grande fascino; tuttavia pur riconoscendo oggi quei luoghi popolari vi troverebbe un nuovo assetto urbano. Mi riferisco alle centinaia di opere di street art che colorano muri di case, sottovie, muraglioni, fermate di autobus…, contribuendo a quella rivalutazione urbanistica e culturale iniziata dal 2010. Il progetto MUro, Museo di Urban Art di Roma, su iniziativa dell’artista David DIAVU’ Vecchiato, ha trasformato il quartiere in una galleria d’arte a cielo aperto grazie alle opere di 22 street artists provenienti da tutto il mondo.


















Molte delle opere dipinte lungo i muri delle strade si collegano alla storia del ‘900, agli episodi legati alla seconda Guerra mondiale: alla Resistenza attuata dagli abitanti contro i tedeschi, che valse al quartiere la denominazione di “nido di vespe”, e al terribile rastrellamento del 17 aprile 1944.
Ecco allora un muro assolato dipinto con grandi vespe, smaglianti di tinte; poco più in là la replica della Madonna dei Pellegrini del Caravaggio, firmata da Diavù, oppure grandi volti di mitiche dee che spiano con gli occhi vuoti (in realtà finestrelle!) i movimenti dei passanti
Il quartiere, delimitato dalle mura grandiose dell’antico Acquedotto Felice, possiede una sua bellezza architettonica nelle villini bassi e circondati di verde costruiti ai primi del ‘900, cui si sono aggiunte nel dopoguerra strutture abitative realizzate dal progetto INA Casa, ancora oggi esempi interessanti di architettura razionalista.













Non mancano nel quartiere rilevanze archeologiche, anche se poco curate, come il Monte del Grano, il terzo mausoleo più grande di Roma, dedicato ad Alessandro Severo nel III secolo d.C., dopo quelli più conosciuti di Augusto e di Adriano.
Le opere che decorano i muri spaziano da argomenti effimeri, ma spesso simbolici come il lungo serpente rosa che sta per agguantare un grosso topo verde, a decorazioni fantasiose che abbelliscono luoghi trascurati e un po’ degradati, come un sottopassaggio reso antropomorfo quasi fosse un orco di fiaba o dei cartoni animati. Ma anche l’animo poetico di altri street artists riesce ad esprimersi al Quadraro nei dipinti murali: il "pensatore" di Rodin è appollaiato tra i pesci di un acquario; attorno alle porte di una casetta uccellini festosi saltano sui rami; simpatiche rane ciarliere decorano le finestre di una bella palazzina colorata mentre la Lupa capitolina con i gemelli "in partenza" è un omaggio pieno di ironia a Roma e alle sue origini mitiche. 





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