Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XII - n.52 - Aprile-giugno 2017
ARTE NEL MONDO 

Il futuro è già qui! Le creature digitali di ARTFUTURA
di Marina Turco


Universal Everything Screens of the Future, 2017 Multiple Screen Installation. Demos of our near future





Esteban Diácono, Trypophobia, 2017


Stiamo per essere letteralmente inghiottiti dall'universo digitale!
Questa è la persuasione di Montxo Algora, architetto, visual artist, fondatore e curatore del Festival ArtFutura.
Oggi la strabiliante mostra, che ha visto i suoi natali nel 1990 a Barcellona, dopo aver girato tutto il mondo, è alla sua 26 esima edizione, ospitata a Roma negli hangar dell 'Ex Dogana fino al 10 settembre.
Una sapiente, sorpendente selezione di progetti, fra i più intriganti del panorama internazionale in materia di new media, interactive design, videogames e digital animation, testimoni di come l'arte, fra non molto, non potrà più essere considerata un mondo distinto dalla tecnologia. Il futuro è già qui , solo la nostra mentalità è troppo antiquata per seguire i giganti balzi in avanti del progresso. Il termine tecnologia, nell' opinione del curatore non sembra di per se' incarnare un'accezione positiva o negativa, questo, egli aggiunge,  dipenderà unicamente dall'uso che ne faremo.



Paul Friedlander, Spinning Cosmos, 2017 Light and Sound Installation. Kinetic Sculptures, Mirrors, Videoprojections and Holographic Curtains





Sachiko Kodama, Protrude Flow, 2008 Magnetic Ferrofluid, Computer, Microphone, Videocamera


I 6 artisti internazionali che presentano le loro opere nell' interessante spazio espositivo romano sono:
Paul Friedlander (UK), Esteban Diácono (Argentina), Can Buyukberber (Turchia/USA), Sachiko Kodama (Giappone), di Chico MacMurtrie (USA) e il collettivo Universal Everything (UK)

Cosa dire di un'opera come Morphogenesis dell'artista turco Can Buyukberber, le cui creazioni sono state esposte in tutto il mondo? Mi spingo temerariamente a definirla "divina", dal momento che il suo studio sull' immedesimazione nella percezione umana autorizza uno sconfinamento fluido fra arte, scienza e digitale.
Assistiamo in sostanza al prodigio di una sintesi narrativa spazio-temporale costruita sulla proliferazione e sulla mutazione continua di pattern geometrici  e ci troviamo sospinti in un fluido transito trascendente, oltremondano.  Si ha la sensazione di assistere a un fluttuare cosmico incorporeo, cosi' come lo abbiamo immaginato mille volte senza mai averlo potuto descrivere, di assistere perciò a qualcosa di "proibito", di spiare illecitamente nel significato di tutte le cose. Le altre sue due opere, Generative Issues e Celestial Collision, sono invece installazioni immersive dove l'osservatore puo' interagire e trovarsi dentro l'opera.



ArtFutura, Kouhei – Nakama Diffusion, 2016





ArtFutura Show – Falter Salon Alpin, 2016



Fra le meraviglie dell'esposizione anche: l'Amorphic robot "Organich Arches" di Chico MacMurtrie, costruito con materiali tessili ultralegger; le divertenti animazioni grottesche-surreali Esteban Diácono che sfidano le leggi della fisica; le manipolazioni di ferrofluidi della fisica giapponese Sachiko Kodama, ossia metalli liquidi che reagiscono alla prossimità  dei campi magnetici creando forme curiose; gli spinning cosmos del fisico matematico  Paul Friedlander,  ipnotici ologrammi dai colori cangianti e le chromostrobic light che cambiano di tinta più velocemente di quanto l'occhio umano possa percepire; infine i prototipi visionari dell' Universal Everything frutto di tecnologie all'avanguardia come display flessibili e materiali che cambiano forma e funzionalità.

Dulcis in fundo: le mirabolanti creazioni sono poi stemperate  dalle gradevolissime  proiezione di corti digitali  provenienti da tutto il mondo.

La mostra sarà visitabile fino al 10 settembre 2017: da non perdere!


Marina Turco, laureata in Lettere, giornalista e ricycling artist




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