Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XII - n.53 - Luglio-settembre 2017
ARTE NEL MONDO 


Roma: “BIG CITY LIFE”. Street Art a Tor Marancia
di Artemisia



Roma: Il quartiere TOR MARANCIA


Gaia (America): spettacolo, rinnovamento, maturità


Mr Klevra (Italia): Santa Maria di Shangai



Da qualche anno Roma è diventata una delle Capitali europee che ha dato ampio spazio alla street art, non più considerata abusiva intrusione nelle città di forme anticonvenzionali e corrosive, ma una realtà acquisita, ricca di contenuti sociali e umani che mostra spesso le doti creative di chi la mette in pratica. Uno degli ultimi eventi romani dedicati all'arte di strada è stata nel 2015 la realizzazione del  progetto di riqualificazione urbana Big City Life a Tor Marancia, quartiere creatosi nel periodo fascista quando, dopo lo sventramento della Spina di Borgo, oggi via della Conciliazione, i suoi abitanti furono trasferiti in un’altra zona della Città, chiamata appunto Tor Marancia, una borgata paludosa di casette in muratura, risanata poi nel '48.
Ideato da 999Contemporary, finanziato da Fondazione Roma e dal Campidoglio, patrocinato dal VIII Municipio e condiviso con l’Ater, il progetto contemporaneo di riqualificazione è consistito nella dipintura gratuita delle facciate delle case da parte di 20 street artists di diverse nazionalità, fra cui alcuni italiani, come Alberonero, Danilo Bucchi, Diamond, Mr Klevra, Moneyless. Gli artisti hanno collaborato con gli abitanti del Quartiere scegliendo molti dei soggetti; hanno ascoltato le storie gioiose e tragiche legate alla loro vita quotidiana e da loro, infine, hanno avuto l’approvazione per abbellire di forme e colori 11 delle 22 palazzine.



Alberonero (Italia): A Carlo Alberto- 93 colori

Satone (Germania): Cascate di parole

Diamond (Italia): Hic sunt adamentes



Chi si voglia inoltrare nell’originale quartiere avrà un’esperienza singolare e rimarrà stupito dai murales creati dagli street artists con acrilici e speciali vernici spray resistenti ai fenomeni atmosferici: le immagini, tutte titolate, sono grandiose e coprono l’intero spazio delle facciate con soggetti tratti dalle vicende dei residenti, dalla nascita del quartiere, ma anche dai gusti degli artisti stranieri che si sono lasciati affascinare dall’Italia e dalle sue bellezze. Una grande “arancia”, o meglio un mandarino, simbolo delle coltivazioni mediterranee, diviene anche l’emblema del Quartiere, avvicinata a un antico volto di statua romana e a un pesce, a memoria degli allagamenti cui andava soggetto il luogo: è l’opera originale e colorata di Gaia, uno dei più interessanti artisti di strada americani!
Una Madonna bizantina con il Bambino giganteggia su un’altra facciata, dipinta da Mr Klevra, con il titolo “Santa Maria di Shangai”, che allude ai tempi in cui il quartiere era ritenuto uno squallido luogo abbandonato e insalubre simile a un antico quartiere cinese.


Pantonio (Portogallo): Il ponentino

Guido

Jaz (Argentina): Il peso della storia




E si continua ad emozionarsi tra le stradine ben curate di Tor Marancia con dipinti che rammentano episodi drammatici, come quello di Seth, uno street artist francese che con poetica delicatezza immagina un bimbo del quartiere morto per un incidente, ritratto di spalle su di una scala mentre cerca di guardare al di là del palazzo, verso un futuro purtroppo negatogli dal destino.
Tanti gli spunti accolti dagli artisti, dall’astronomia, alla storia antica, dalla bellezza della tavolozza cromatica alle dinamiche forme marine, dai simboli di pace, come le due mani che si cercano tra rami fioriti, ai volti espressivi e malinconici di fanciulli e di adulti. Dalla prima opera realizzata in loco dall’argentino di origini italiane Jaz, intitolata “Il peso della storia”, in cui si vedono due lottatori, uno dei quali porta sulle proprie spalle l’altro, uniti dallo stesso legame che esiste fra la terra argentina e l’Italia, sino all’ultimo dipinto, il Quartiere di Tor Marancia è un susseguirsi di immagini ricche di sentimenti, di valori e di disinteressato amore per l’arte che riesce a strappare dal degrado luoghi urbani abbandonati, restituendo loro dignità e riscattando socialmente gli abitanti attraverso la Bellezza. (foto Frank copyright)




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