Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
 
Work in progress - Anno XIV - n.59 - Gennaio - marzo 2019
ARTE NEL MONDO 



Caspar van Wittel, l’olandese innamorato dell’Italia!

di Bruna Condoleo



Se pensiamo alla Roma del ‘600, oltre a immaginare il grande fiorire di tutte le arti grazie alla coesistenza di geni come Bernini, Borromini, Pietro da Cortona, per nominarne solo i maggiori, dobbiamo anche ricordare che l’Italia era divenuta già da tempo meta di visitatori, aristocratici, intellettuali e artisti che provenivano da tutte le nazioni d’Europa per ammirare le peculiarità del nostro Paese e apprenderne la grande cultura. Era questo il fenomeno del Grand Tour, denominazione adottata per la prima volta nel “Voyage of Italy” (1670) di Richard Lassels, ovvero il viaggio d’istruzione per eccellenza che aveva come scopo la visita di una Terra dal fascino antico, culla della cristianità, ricca di bellezze naturali e artistiche. Anche Caspar van Wittel, un pittore olandese nato nel 1653 ad Amersfoort, lasciò il paese natale a soli 20  anni per conoscere l’Italia e fu subito amore! L’artista vi restò fino alla morte, attratto dalla stupefacenti architetture, dalle Piazze, dalle antichità e dalla variegata e splendida natura e di questa esperienza esaltante la mostra che si sta svolgendo ad Amersfoort, presso il Museo Kunsthal KAdE dà un resoconto vivido e pregnante. Ogni tourist del Grand Tour intraprendeva un viaggio contrassegnato da mete obbligate in città come Milano, Venezia, Bologna, Verona, Firenze e Roma, cammino che si concludeva nell’incantevole Napoli.


Caspar van Wittel: Piazza Navona, 1699, olio su tela cm. 96,50 x 216. Carmen Thyssen Bornemisza Collection.
Museo Nacional Thyssen Bornemisza, Madrid



I turisti, come si legge spesso nei resoconti di viaggio, si avventuravano in lunghe tappe stenuanti, spesso piene di pericoli, ma foriere di esperienze uniche ed esaltanti, ma per i pittori il tour doveva rivestire un interesse e un valore particolari perché le città e i panorami italiani divenivano immancabilmente anche soggetti dei loro dipinti. Alcuni dei viaggiatori, entusiasti del nostro Bel Paese, decidevano di rimanervi, italianizzavano il proprio nome e non tornavano più nella loro patria, come accadde a Caspar Van Wittel, più conosciuto come Gaspare Vanvitelli, che una volta giunto in Italia vi si stabilì fino alla morte, avvenuta a Roma nel 1736. L'artista si dedicò alla pittura di paesaggio, genere molto in voga nel ‘600, consacrato da famosi artisti come i francesi Nicolas Poussin e Claude Lorrain, creatori di paesaggi idillici e mitologici. Tuttavia la scelta di Van Wittel si orientò, soprattutto a Roma, verso la realizzazione di panorami scenografici, piazze, fontane e celebri monumenti in cui si muovono piccole figure dinamiche dipinte con pennellate veloci, un genere di vedute urbane, prospettiche e virtuosistiche, che in pieno Settecento sarà consacrato dal sapiente pennello di Giovanni Antonio Canal, detto Canaletto.
Pur avendo soggiornato in molte localitą italiane, furono Venezia, Roma e Napoli ad affascinare più di ogni altro luogo l'Artista: Venezia e il bacino di San Marco lo attraggono per la luminosa maestositą dei panorami, mentre le vedute di Napoli da Posillipo, con il Vesuvio sullo sfondo, posseggono ai suoi occhi una lirica bellezza che il Pittore trasfonde nei sapienti accordi cromatici e nella vastitą degli orizzonti delle sue tele.



C. van Wittel: Piazza del Popolo, 1718, olio su tela cm. 56 x 109. Intesa San Paolo, Collezione Gallerie di Palazzo Zavellos.
Stigliano (NA)


Anche la campagna romana, immensa area archeologica, cosparsa di ruderi suggestivi, conquista Caspar per il suo aspetto selvaggio, ma è la Città Eterna che lo seduce soprattutto per il suo aspetto moderno. Negli ultimi decenni del ‘600, infatti, Roma, trasformatasi in un fervido centro di attività culturali di livello internazionale, aveva già acquistato l’aspetto artistico, monumentale e fastoso, che ancor oggi conserva.
La mostra “Maestro van Wittel. Il maestro olandese delle vedute urbane italiane”, che espone ben 45 dipinti e 30 disegni del pittore olandese, provenienti da molti musei europei, assieme ad altri paesaggisti del tempo, finalmente omaggia l’opera completa di un artista famoso in Europa, ma ancora poco conosciuto nella sua stessa città! La sua arte raffinata, caratterizzata dal gusto di ampi spazi luminosi e da tecniche prospettiche virtuosistiche, offre un’immagine potente e fededegna delle città italiane da lui visitate, ma soprattutto riesce a restituirci il fascino dei luoghi più celebri di Roma, da Piazza di Spagna a Piazza del Popolo, da Castel Sant'Angelo, ritratta dal Tevere, alle vedute di San Pietro e dell' immensa cupola michelangiolesca.
A Napoli, dove, come ricordato, il pittore immortalò il mare limpidissim e la scogliera a picco con le bianche case, nacque il primo figlio, che dal padre ereditò l’amore per l’arte e per la natura: Luigi Vanvitelli, il futuro architetto della grandiosa Reggia borbonica di Caserta (seconda metà del ‘700),  una delle più splendide dimore d’Europa, anch’essa divenuta più tardi una meta privilegiata del Grand Tour !





C. van Wittel: Veduta di Amersfoort , 1712, gouache, cm.27,5 x 48. Museum Flehite, Amersfoort


La mostra olandese, che si svolge ad Amersfoort, presso il Museo Kunsthal KAdE, si concluderą il 5 maggio 2019




info: Anna Malagoli. Responsabile Ufficio Stampa e PR. Ente Nazionale per Turismo e Congressi
amalagoli@holland.com


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