Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
 
Work in progress - Anno XIV - n.60 - Aprile - giugno 2019
ARTE NEL MONDO 



La street art romana al quartiere Ostiense

di Artemisia

Murale antropomorfo nel Quartiere Ostiense
Particolare del murale


La street art,  ormai diffusa in tutte le principali capitali del mondo, non è più soltanto un modo vivace di abbellire  un quartiere, né un’operazione finalizzata a riscattare il degrado dei luoghi periferici, che, pur ricchi di vitalità e di idee, spesso  sono abbandonati dalle amministrazioni locali. La street art si sta rivelando un fenomeno sociale capace di esprimere all’aperto e alla portata di tutti un linguaggio nuovo, una forma di integrazione culturale, attuata attraverso l’arte,  fra le diverse etnie che abitano i luoghi delle città. 
Nata negli anni ‘70 nelle periferie newyorchesi con la volontà rivendicatrice di appropriarsi di spazi urbani degradati e di esprimere liberamente le difficoltà esistenziali, da qualche tempo la street art  ha tralasciato lo spirito acerbato e polemico inziale per un approccio più diretto con la gente e un desiderio di condivisione di messaggi pregnanti, tutti inneggianti alla libertà, al di là delle culture, delle religioni, delle idee politiche.


Blu , 2013, ritratto di Alexis Grigoropoulos
SAM3, Silhouette



Anche a Roma, nei quartieri più lontani dal centro storico artisti locali e personalità di writers stranieri hanno ricoperto muri e facciate di palazzi di murales colorati e molto significativi, spesso allusivi agli stili di grandi artisti del ‘900 che li hanno ispirati nelle loro creazioni. Passeggiando tra queste vie di questi quartieri, per lo più periferici, ci si  dimentica della grande metropoli, della sua arte magnifica e della sua storia antica, e si viene invece coinvolti in un mondo quotidiano,  senz’altro gravato di problematiche, ma anche ricco di risorse,  di empatia e di poesia.  La Capitale da molto tempo ha aperto le porte alla street art: ben 150 strade sono interessate a tali esperimenti ed esiste una vera e propria mappatura dell’ arte di strada che racconta come tanti muri della Città siano stati trasformati dalle mani di artisti dilettanti, ma anche da artisti di spessore internazionale.
Dopo aver visitato il Trullo, il Quadraro/Tuscolano e Tor Marancia, AeF vuole occuparsi di Ostiense District,un’iniziativa di valorizzazione e promozione del quartiere Ostiense come luogo della contemporaneità. Il progetto, nato da un’idea dell’agenzia di comunicazione Pescerosso e della Galleria d’arte contemporanea 999, si propone di promuovere la zona compresa tra Piramide e San Paolo, costellata da punti di interesse affascinanti e poco inseriti nei circuiti turistici tradizionali, definendo una mappa dei luoghi di interesse e realizzando campagne di comunicazione, nuovi servizi informativi cartacei e digitali e interventi installativi site specific di cui i primi affidati agli artisti Clemens Behr e Spy.




Gaia, Il piccone demolitore e risanatore
Brus, Citazioni calligrafiche


Ecco di  seguito alcuni murali realizzati da artisti impegnati nell’espressione delle nuove realtà che si vivono nelle grandi metropoli del XXI secolo.
L’artista Blu a febbraio 2013 ha realizzato nel quartiere Ostiense un’opera che raffigura delle automobili incatenate e un ritratto di Alexis Grigoropoulos, lo studente greco di 15 anni ucciso da un colpo di pistola sparato da un poliziotto a Exarchia, il quartiere anarchico di Atene, il 6 dicembre 2008.
SAM3 ha realizzato Silhouette, un murale raffigurante una silhouette nera vestita di stelle che guarda davanti a sè una sfera di luce, forse la luna, al cui interno si muovono uomini senza identità.
Gaia si ispira al Maestro della Metafisica Giorgio De Chirico nella creazione del murale Il piccone demolitore e risanatore, che vede in primo piano una delle figure del Foro italico, poco più in là una serie di banane in putrefazione e ‘La Nuvola’ di Fuksas. Sullo sfondo l’artista americano ha realizzato quelle che sono le sagoma del Palazzo della Civiltà Italiana, meglio noto come il Colosseo quadrato, e la facciata del MACRO; in lontananza un monumento cancellato che rivolge il piccone verso un cavallo.
Brus, artista romano classe 1980, nell’arco di 12 anni ha viaggiato attraverso le capitali europee. Le radici del suo lavoro affondano nel writing puro e una delle sue caratteristiche si connota sulla ricerca calligrafica, come si vede nel murale Citazioni calligrafiche , realizzato in occasione del festival Outdoor 2012.




Borondo, 2012
Agostino Iacurci, La conquista dello spazio



I murales i Agostino Iacurci come  La conquista dello spazio, sono illustrazioni monumentali ispirate all’epressionismo realistico che si diffuse in Germania negli anni ’50 del 1900. L’universo pittorico dell’artista si configura, infatti, come un mondo magico e poetico, con richiami surrealisti che stimolano l'inconscio di chi osserva. Iacurci si appropria della città in qualità di luogo pulsante di vita, esperienze, problematiche sociali,  rielaborandola in un’immagine mentale personale e critica. I giganti sorridenti, dall’espressione bonaria e dagli atteggiamenti bizzarri, sono figure apparentemente innocue che mettono in scena situazioni divertenti, ma che nascondono allo stesso tempo presagi di inquietanti catastrofi.
Borondo è nato a Valladolid, in Spagna, nel 1989; trasferitosi nel 2011 a Roma per frequentare l’Accademia di Belle Arti, si è da subito imposto sulla scena della street art capitolina. Lavora prevalentemente nello spazio urbano, interagendo con strutture architettoniche e superfici di ogni sorta. La sua poetica, legata prevalentemente alla figura antropomorfa, si situa in un filone introspettivo dove l’essere umano ha un ruolo da protagonista con tutto il suo carico emotivo. L’opera, realizzata in occasione del festival Outdoor 2012,  è un grande murale dipinto su due pareti dell’edificio che ospita il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli. Infine citiamo l’opera di Guy Denning ispirata al XXXI canto dell’Inferno di Dante Alighieri che con i suoi violenti colori ci trasporta in luoghi assurdi e paurosi, spesso simili alle realtà crudeli in cui viviamo.



Guy Denning, murale ispirato al canto XXXI dell'Inferno di Dante Alighieri




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