Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
 
Work in progress - Anno XIV - n.61 - Luglio - settembre 2019
ARTE NEL MONDO 



JORIT AGOCH. La street art a Napoli!

di Bruna Condoleo


Jorit, i due murales dedicati a CHE GUEVARA a S. Giovanni a Teduccio (NA)

La street art ha ormai raggiunto una diffusione e una risonanza mondiale e tra i nomi più affermati di street artist spicca quello del napoletano Jorit Agoch (Ciro Cerullo) che a poco meno di 30 anni è già celebre e molto apprezzato per le sue creazioni nelle città di tutta Europa. Diplomato all'Accademia di Belle Arti, Jorit dipinge i muri dei palazzi di Napoli con immagini gigantesche, volti di personalità del mondo della cultura, dello sport, della storia recente, per lui molto significativi, ma anche anonimi visi di bambini, ognuno dei quali porta con sé un messaggio ben preciso. Per Jorit la pittura è una necessità che ha origine da un bisogno di comunicazione con la gente; egli ammira, infatti, la portata culturale e politica delle opere di Obey, di Blu, soprattutto di Banksy. A differenza di quest'ultimo egli non adotta l' anonimato, poiché grazie alla sua personalità schietta e comunicativa vuole lavorare tra i cittadini con cui istituisce un rapporto empatico e di solidarietà, ascoltando le loro problematiche e condividendo le loro speranze di riscatto.
I suoi murales denotano una tecnica accurata desunta dagli studi accademici e rivelano, come egli stesso ha affermato, che la bellezza e la perfezione formale e cromatica dei dipinti sono per lui elementi importanti e anche necessari alla comprensione dell’opera. Rifiuta pertanto ogni approsimazione o sciatteria e ritiene suoi maestri di tecnica i Grandi del passato, fra tutti Caravaggio e Rembrandt.
Nelle recenti opere dipinte sulle palazzine a San Giovanni a Teduccio, ovvero i volti di Maradona e di Che Guevara, il forte plasticismo dei lineamenti mostra l’estrema cura di Jorit nel costruire la forma e l’ interesse ad evidenziare la psicologia del personaggio ritratto che deve essere capace di comunicare all’uomo di strada la
Murale dedicato a MARADONA e allo scugnizzo Niccolò
propria interiorità, i sentimenti, l'impegno politico e la propria carica umana. I "graffi rossi" che si vedono sui volti di Maradona, dello scugnizzo Niccolò, dipinto accanto a lui e sul doppio profilo del generale Che sono la firma dello street artist e percorrono anche il bel ritratto di San Gennaro, cui ha prestato i lineamenti un amico di Jorit, omonimo del Santo.  E’ quest’ultima un’immagine iconica, di afflato quasi mistico, con la tiara vescovile dorata e l’ampolla allusiva al celebre miracolo del Santo di cui tutta Napoli è devota, ma nel contempo è caratterizzata da uno spiccato realismo e una verosimiglianza con il modello, quasi a significare quanto la religiosità napoletana pervada lo spirito locale e non sia pertanto confinata in una sfera trascendente, ma faccia parte della quotidianità.

Murale dedicato a San Gennaro, Napoli
Il nome di Jorit è da tempo simbolo di una street art che, tralasciata la primitiva finalità  di rivalutazione estetica delle periferie, è ormai linguaggio di denuncia e di protesta, di  stimolo a mutare abitudini, di volontà a contrastare le ingiustizie, di militanza non sempre facile di artisti che intendono disseminare nel territorio, a cielo aperto, messaggi ricchi di valori. Ricordiamo a tal proposito che lo scorso anno Jorit è stato arrestato a Betlemme per aver dipinto sul muro della città il ritratto dell'attivista Ahed Tamimi, e da allora i contenuti della sua arte si collegano strettamente alle problematiche dei luoghi ove opera e alla diffusione di idee che scuotano l’apatia e l’acquiescenza dell’opinione pubblica al potere e interroghino le nostre coscienze. Il doppio profilo di Che Guevara, i due più grandi murales del mondo, realizzati da Jorit e autofinanziati con l’aiuto di tutta la popolazione, s’impone con la sua potenza espressiva sulle facciate laterali delle palazzine di un quartiere periferico, denominato Bronks, che forse proprio dall'arte "di strada" potrà iniziare il suo riscatto sociale e culturale.






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