Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
 
Work in progress - Anno XV - n.63 - Gennaio - marzo 2020
ARTE NEL MONDO 



Amsterdam. In mostra "Caravaggio - Bernini"

a cura della redazione




Nei primi decenni del XVII secolo una nuova generazione di artisti dalle forti personalità come il Caravaggio nella pittura e il Bernini nella scultura risvegliano la Città eterna, introducendo un nuovo linguaggio artistico in cui si predilige all'eleganza formale e ideale del Rinascimento una visione più reale della vita, con l'esaltazione delle emozioni che ne scaturiscono. Arte teatrale con dinamicità e grande perizia tecnica, un'arte in cui pittura, scultura e architettura si sono fuse creando un unico insieme. Questa vera e propria rivoluzione nell'arte occidentale inizia a Roma e si divulgherà non soltanto lungo la Penisola, soprattutto nel Sud, ma lascerà importanti e prestigiose tracce in tutta Europa. Al Rijksmuseum di Amsterdam oltre settanta capolavori di Caravaggio, Bernini e dei loro contemporanei possono essere ammirati nella mostra "Caravaggio-Bernini. Barok in Rome". I quadri e le sculture provengono da musei internazionali e collezioni private; la mostra è stata realizzata grazie al contributo di Ammodo, ING, Kvadrat, ai sostenitori dei Rijksmuseum e al Ministero per l'istruzione, la cultura e la scienza dei Paesi Bassi.



Caravaggio, The crowning with Thorns, Roma c.1603, Vienna Kunsthistorisches Museum



L'arte del Barocco romano ha portato nei Paesi Bassi un tocco di leggerezza italiana nella cultura sommessa e austera che ha caratterizzato il XVII secolo olandese protestante. Il Barocco romano ha creato una rivoluzione estetica che si è fatta sentire in tutta l'Europa di tradizione cattolico: personaggi di spicco sono stati il pittore Michelangelo Merisi, detto Caravaggio dal paese natio dei genitori (Milano 1571-Porto Ercole 1610) e lo scultore, pittore, architetto e scenografo Gian Lorenzo Bernini (Napoli 1598-Roma 1680). Intorno a questi due geni si sono riuniti molti altri talenti artistici, tanto che la Città eterna nei primi decenni del XVII secolo è al centro di un vero e proprio "boom" in campo artistico. In un periodo breve, Roma diventa una fucina internazionale ricca di idee e correnti artistiche nuove e questo clima in fermento è il terreno fertile per far nascere un nuovo stile, che sarà chiamato Barocco un secolo più tardi, in età neoclassica, con un termine di carattere dispregiativo, che probabilmente indicava la forma irregolare di una perla naturale. Più che in altri movimenti artistici, pittori e scultori si ritrovano a lavorare insieme; infatti i protagonisti della mostra olandese, Caravaggio, Bernini e gli artisti a loro più vicini, incarnano questo gemellaggio artistico che ripropone l'enorme slancio artistico nell'arte a Roma tra il 1600 e il 1640. Il filo conduttore è dato dai termini principali del vocabolario artistico dell'epoca, concetti come "meraviglia", "vivezza", "movimento" "ironia" o "verismo" e "terribilità".



Caravaggio, Narcissus,Romec. 1600.Palazzo Barberini. FotoGallerie Nazionali d'Arte Antica-Biblioteca Hertziana







Caravaggio, Boy Bitten by a Lizard 1597.98, Firenze, Fondazione di Studi di Storia dell'Arte Roberto Longhi


Caravaggio e Bernini
Nella Città sulle sponde del Tevere nell'ultimo decennio del '500 giunge Caravaggio, un giovane sconosciuto artista proveniente da Milano che in breve tempo, grazie al suo immenso talento e ad amicizie importanti presso la Curia pontificia, comincia a furoreggiare con i suoi dipinti, che manifestano una vena naturalistica del tutto nuova rispetto ai canoni cinquecenteschi quanto disarmante, caratterizzata da potenti effetti luministici. Dalla sua arte radicale, che rifiuta la tradizione sia iconografica che tecnica, nasce una scuola pittorica con molti seguaci, poi chiamati Caravaggeschi, tra cui i Gentileschi padre e figlia, Guido Borgianni, Bartolomeo Manfredi, Guercino, Giovanni Baglione e Mattia Preti. Nel gruppo sono da annoverare anche artisti olandesi come Ter Brugghen, van Honthorst e van Baburen. Alcuni anni dopo la morte di Caravaggio avvenuta nel 1610, a soli 39 anni, il poliedrico Gian Lorenzo Bernini mostra la sua vena artistica con una serie di sculture tecnicamente virtuosistiche, piene di movimento, pathos e naturale vivacità. Nei decenni successivi, l'eredità artistica di Caravaggio, seppur tradotta con un linguaggio esuberante ed enfatico, viene ripresa dal Bernini, che muta l'aspetto di Roma con le sue sculture imponenti, con le sue fantasiose fontane, con i palazzi nobiliari, le piazze grandiose e le chiese maestose.
Le tele più importanti della mostra sono il suggestivo Narciso, il Ragazzo morso da un ramarro, l'Incoronazione di spine, opere celeberrime di Caravaggio cui si aggiungono le sculture giovanili del Bernini, come Bacco, il commovente San Sebastiano, il busto di Medusa, ma anche rari ritratti marmorei di Thomas Baker, del cardinale Richelieu e un autoritratto. Saranno esposti, tra gli altri, anche dipinti di Ludovico e Annibale Carracci, Guido Reni, Giovanni Baglione, di Artemisia Gentileschi, di Nicolas Poussin, Simon Vouet e dell'eccentrico Tanzio da Varallo, opere di artisti molto diversi ma che traducono il complesso e ricco volto di un secolo d'oro per l'arte. Inoltre sono esposte sculture di Alessandro Algardi, tra cui Sonno (Slaap) di marmo nero, la statua danzante del Fauno Rondinini del fiammingo François du Quesnoy, anche lui esponente del Barocco romano, e una statua equestre in bronzo di Francesco Mochi.



Gian Lorenzo Bernini, Medusa, Rome 1638-40. Musei Capitolini. PInacoteca Capitolina, Foto Andrea Jemolo







Bernini, Thomas Baker, (1606-1657.58), Rome, Victoria and Albert Museum London



La mostra è stata progettata dallo studio Formafantasma di Amsterdam, composto dal duo Simone Farresin e Andrea Trimarchi, designers italiani che hanno optato per uno stile elegante e sobrio che lascia ampio spazio al linguaggio barocco delle opere esposte. L'uso discreto di colori e materiali, compresi i tessuti Kvadrat in tonalità calde, crea un ambiente contemporaneo da abbinare alla potenza del XVII secolo. Il loro lavoro è stato acquisito nella collezione permanente di musei come il MoMA di New York, il Victoria and Albert di Londra, il Metropolitan Museum di New York, il Chicago Art Institute, il Centre Georges Pompidou di Parigi, il Textiel Museum di Tilburg, lo Stedelijk Museum di 's-Hertogenbosch, lo Stedelijk Museum di Amsterdam, il MUDAC di Losanna, il Mint Museum of Craft and Design in North Carolina, il MAK Museum di Vienna, la Fondation Cartier di Parigi, il Centraal Museum di Utrecht, Les Arts Décoratifs e il CNAP di Parigi e il Central Museum di Utrecht.

La mostra olandese, che terminerà il 7 giugno 2020, è stata realizzata in stretta collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna dove l'esposizione si è già tenuta dal 15 ottobre 2019 al 19 gennaio 2020.




Una panoramica dell'allestimento della mostra, curata dai designers italiani Simone Farresin e Andrea Trimarchi di Formafantasma


Anna Malagoli
PR Manager
Ente Nazionale Olandese del Turismo
T +39 02 76022115
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