Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale -Anno IV- Giugno/agosto 2008, n.15
ARCHITETTURA DEL 2000

Pechino 2008
di Ilaria D'Ambrosi

english version


 
il "Bird net"


Herzog e De Meuron spiccano il volo verso Pechino. Lo stadio da loro progettato per le Olimpiadi di Pechino 2008 - una forma a “nido d'uccello” - è ufficialmente pronto. Dopo una lunga attesa durata quattro anni, è stato aperto al pubblico lo Stadio Nazionale di Pechino, nonostante le problematiche che puntualmente si presentavano: l'ubicazione sul territorio, la realizzazione di una struttura molto più che complessa, lo smog, l'eco-compatibilità dell'impianto…


Il" nido d'uccello" illuminato per l'inaugurazione il giorno 8/08/08

Questa strabiliante opera dello studio svizzero fu commissionata in sostituzione al tradizionale stadio nella città di Canton, il Guangdong Olympic Stadium (1999), troppo lontano dalla capitale. Scelta vincente! Il Nido di uccello– simbolo dei giochi cinesi – è il fiore all'occhiello pechinese, una creazione avveniristica ad esaltazione dei giochi più antichi del mondo.
Durante alcune interviste gli architetti Herzog e De Meuron hanno spiegato come si siano ispirati, per una prima elaborazione progettuale, ai dipinti dell’artista contemporaneo cinese Ai Weiwei e come la forma dell’impianto ricordi un simbolo fondamentale per la cultura del posto, appunto il nido di rondine.

Pechino: Il Water Cube, di giorno
  Il “tempio degli atleti” è una struttura studiata a misura di atleta nel minimo dettaglio: dall’indotta assenza di ventilazioni casuali alla studio di una membrana di copertura che ombreggi filtrando la luce omogeneamente. Ma è anche una spettacolare sintesi tra architettura, tecnologia e design, un magico intreccio di luci ed acciaio, di colori e funzionalità.
Alto 70 metri da terra, largo 220 e lungo 330 metri, è l’edificio tecnologicamente perfetto per la disputa dei giochi atletici: 45.000 tonnellate di acciaio abbracceranno 91.000 spettatori! L’elemento caratterizzante è la copertura: indipendente dal contesto strutturale dell’edificio, si plasma in un groviglio sapiente di travi metalliche che, intrecciandosi, disegnano i vani semi-trasparenti da cui filtra la luce. Qui, la tecnologia regna sovrana.
Lo stadio è alimentato, come molte altre delle dodici opere commissionate per le Olimpiadi di Pechino 2008, di impianti fotovoltaici e pannelli solari, di sistemi di recupero delle acque meteoriche e di protezione-sfruttamento del vento. Purtroppo, per motivi di sicurezza, durante la realizzazione del progetto è stata abbandonata l’idea di costruire un impianto mobile che avrebbe permesso la chiusura dell’area in caso di intemperie. Nonostante ciò, la grandiosità dello Stadio di Herzog e De Meuron è assolutamente indiscussa, la maestosità del progetto e la perfezione tecnica sono la forza di quest’opera architettonica, in tutto e per tutto paragonabile alla “bellezza-funzionale” dell’arena romana.
L'attesa per l'inaugurazione del Nido di Rondine, in concomitanza con la cerimonia di apertura e chiusura dei Giochi Olimpic, ha lasciato in fibrillazione gli appassionati (di architettura e di sport), tenuti volutamente allo scuro di molti particolari, mentre solo pochi fortunatissimi esponenti della politica mondiale avevano potuto visitare lo Stadio in fase di costruzione: ora che tutto è stato svelato, grande è l'ammirazione del mondo per queste opere superbe.
Oltre al Nido di uccello, anche il Beijing Water Cube, opera degli Architetti australiani PTW, rientra tra le dodici opere previste dal piano cinese di organizzazione di Pechino per le Olimpiadi, che la città sta ospitando dall’ 8 al 24 agosto 2008. La particolarità che rende eccezionale la progettazione dell’impianto è l’impiego dell’ETFE (particolare tipo di teflon) per i pannelli appesi lungo tutto il perimetro della struttura: questi ultimi, per la loro forma, sembrano “bolle di sapone” che, grazie alle caratteristiche chimiche del materiale, cambiano colore riflettendo le sfaccettature della luce solare.


Lo stadio del nuoto, Il Beijng Water Cube di notte

L'immagine che ne deriva è decisamente stupefacente e scenografica, ma non è solo un fattore estetico: come per molti elementi del Nido, anche qui le “bolle” non potevano che essere belle esteticamente e funzionali. Infatti ogni “bolla” è progettata per incanalare più luce possibile e trasformarla in energia che riscalderà l'acqua delle piscine dove si disputeranno le gare di nuoto, tuffo, nuoto sicronizzato…
Altra curiosità: l’acqua delle piscine non è altro che acqua piovana che, dopo essere incanalata in tubazioni locate sulla copertura, viene depurata, trattata e rilasciata per alimentare le vasche. Al Nido di Uccello ed al Water Cube si affiancano le ristrutturazione di altri edifici e l’ubicazione di numerose installazioni temporanee: tutti particolarissimi impianti che cattuano l’occhio suscitando curiosità con le loro stravaganti forme, celate dagli organizzatori fino al giorno dell'inaugurazione. Il mese delle Olimpiadi più attese e contestate sta ora svelando tutti i segreti di Pechino!


Lo Stadio di Pechino durante la serata d'inaugurazione dei giochi Olimpici

Si ringrazia per la concessione di immagini il sig. Zhang Jianda, dell'Ufficio Culturale dell'Ambasciata Cinese a Roma




E' vietata la riproduzione anche parziale dell'articolo e delle immagini © Copyright