Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno VII - n.27 - Gennaio-febbraio 2011
ARCHITETTURA DEL 2000
Il futuro MAC a Milano
di Ilaria D'Ambrosi


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Daniel Libeskind: realizzazione virtuale del futuro MAC a Milano




Nuovo anno, nuovo progetto! Così la città di Milano inaugura l'inizio di un 2011 denso di grandi pianificazioni e riorganizzazioni del territorio comunale che porteranno alla città lombarda un nuovo polo museale firmato Daniel Libeskind.
Il Museo di Arte Contemporanea – MAC – è già agli occhi della Giunta comunale e di gran parte dei cittadini il fulcro della vita culturale della città; infatti, oltre al tradizionale spazio espositivo, il nuovo museo ospiterà un centro termale e un giardino botanico pensile, ubicato sulla copertura. Il “debutto” dell'edificio dell'architetto polacco è previsto entro la primavera dell'anno appena iniziato, prima della scadenza del mandato del sindaco Letizia Moratti, la quale sin dalla presentazione del progetto, avvenuta durante la Triennale milanese, si è mostrata più che entusiasta della creazione di Libeskind, considerando il nuovo polo come un punto di riferimento per il panorama artistico internazionale. "Il Museo d'Arte Contemporanea– ha dichiarato il Sindaco –



Una dinamica immagine del MAC




Una visione aerea del MAc




nato per la nostra città, è capace di raccoglierne la cultura e la tradizione, favorirà scambi culturali con altre grandi istituzioni, potrà essere l'occasione per portare a Milano quanto c'è di meglio negli altri Paesi, ma anche far conoscere le nostre eccellenze culturali ". Fra poco più di quattro mesi, nell’area storica dell’ex Fiera, all’interno del quadro di riqualificazione urbanistica CityLife (sostenuto dallo stesso Libeskind, affiancato da Zaha Hadid, Arata Isozaki e Pier Paolo Maggiora), il MAC darà degno risalto alla convivenza tra le opere d’arte e le performance artistiche dei generi più disparati, tra le esposizioni temporanee e gli ateliers a disposizione degli artisti: insomma, dopo anni di attesa e dibattiti agguerriti, finalmente un luogo che ricalchi consapevolmente l’incandescenza che anima le Arti nella città lombarda. “Questo museo è pensato unicamente per la città di Milano, la migliore città per l'architettura”, asserisce Libeskind; forse non è un caso che il museo sarà rivestito con il marmo di Candoglia, lo stesso con cui è costruito il Duomo, mentre i giochi d’acqua ricorderanno i Navigli.
Il concept all’avanguardia, nonostante richiami la tradizione rinascimentale (l’equilibrio armonico e l’uomo vitruviano di Leonardo da Vinci) nella fusione tra la geometria del quadrato e del cerchio, concretizzata nel progetto di Libeskind nella resa spaziale della due forme pure, non segna un limite al nuovo progetto, ma un punto di partenza per uno sviluppo e una proiezione della città di Milano verso la scena internazionale, apertura già postulata con l’inaugurazione del Triennale Design Museum di Viale Alemagna. “Mi sono chiesto” - dice l'architetto – come riportare nel XXI secolo l'idea rinascimentale dell'uomo al centro dell'universo. Da qui ho lavorato sulla torsione del quadrato e del cerchio. Una forma organica con i quattro angoli che rappresentano le stagioni e che ha all'interno uno spazio fluido pronto a essere vissuto a pieno dal pubblico”.
Il progetto varato da Daniel Libeskind si polarizza intorno al forte legame con il territorio, alla centralità del visitatore e dell’artista, accogliendo di quest’ultimo il flusso creativo in una struttura permeabile, flessibile e multifunzionale, in cui i riferimenti umanistici, racchiusi nella forma quadrata della pianta, vengono contestualizzati alla nostra epoca attraverso la rotazione della pianta su uno dei vertici, torcendo quindi le linee guida dell’edificio che in ultima istanza si plasma in una struttura circolare. Il MAC avrà quindi una struttura quadrata alla base, mentre all’apice l’immagine di una torre in torsione culmina con un corpo circolare; all’interno del complesso cinque piani di alzato ospiteranno un’ampia rosa di servizi culturali e per il tempo libero, mentre sul tetto, dove una terrazza panoramica e un ampio giardino accoglieranno il Parco delle sculture, l’importanza del verde ha una particolare rilevanza progettuale.
L'architetto spiega di aver voluto creare “ un edificio ecologicamente sostenibile che produca energia e non la consumi ”. Il recupero del passato, il rilancio del museo come nucleo pulsante della città e la sostenibilità sono sinonimo di una parola sola: archistar. " Il progetto – ha dichiarato l'assessore Vittorio Sgarbi – è innovativo e si inserisce in un filone di musei che sono monumenti essi stessi prima che contenitori di opere, come il Guggenheim di New York, quello di Bilbao e il Beaubourg di Parigi: luoghi in cui l'architetto diventa garante per l'arte contemporanea essendo lui stesso un artista contemporaneo ".
Ai piedi delle tre torri, simbolo di CityLife, il nuovo quartiere milanese, il progetto dell'architetto ideatore del Museo Ebraico di Berlino verrà affiancato non solo dal Museo del Design, ma anche dal Museo del Novecento (oggi in fase di realizzazione), tutto questo non senza ampie polemiche da parte dei cittadini (atterriti all'idea di un edifico che copra loro la luce) e persino dall'ordine degli Architetti, che ha presentato un ricorso riguardante la scelta di affidare il progetto senza una gara d'appalto o un concorso pubblico. Di recente il TAR di Milano ha respinto il ricorso, lasciando una speranza alla realizzazione di questo ambizioso spazio culturale. Sperando che niente altro blocchi la costruzione del quartiere City Life, il prossimo appuntamento è per l'inaugurazione del MAC nel giugno 2011.



Daniel Libeskind: Museo Ebraico a Berlino




Berlino: un particolare delle finestre del Museo Ebraico





Ilaria D'Ambrosi, laureanda in Architettura all'Università Roma TRE


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