Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno VII - n.28 - Marzo-maggio 2011
ARCHITETTURA DEL 2000
Il Ponte della Musica
di Ilaria D'Ambrosi


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Roma: il Ponte della Musica (in fase di ultimazione)





Aspre polemiche si snodano intorno alla costruzione a Roma del Ponte della Musica: troppo costoso, troppo vicino a Ponte Milvio e al Ponte Pietro Nenni, dell'architetto Luigi Moretti, troppo avveniristico per funzioni e design e per altri semplicemente troppo "brutto"!
Eppure qualcosa di positivo su questo discusso progetto si potrebbe dire.
Prossimo all'inaugurazione, prevista per la primavera 2011 (in concomitanza del Natale di Roma, 21 aprile), il Ponte, lungo poco meno di 190 metri, sarà destinato al passaggio pedonale, ciclabile e della linea tramviaria dei mezzi pubblici; quest'ultima, emulazione del piano metropolitano di Roma, sembra quasi voler girare intorno alle problematiche relative ai lavori di escavazione per le linee sotterranee, richiamando la logica organizzativa della



Una dinamica prospettiva del nuovo Ponte romano

mobilità dei piccoli centri del nord Europa. Cadremo anche noi nella polemica se ragionassimo sui tempi e sui costi di realizzazione di una rete di tram (volutamente soppressa in alcune zone della capitale) nelle aeree che ne sono sprovviste… perciò taciamo!
Il quarantasettesimo ponte di Roma, già previsto dal PRG del 1916 e del 1962, disegnerà la linea di collegamento tra la contemporaneità, idealmente incarnata dai progetti degli architetti Renzo Piano e Zaha Hadid, ovvero dell'Auditorium e del MaXXi, le architetture di Pier Luigi Nervi e Adalberto Libera, il Palazzetto dello Sport e il Villaggio Olimpico, e i prorompenti interventi nell'area del Foro Italico ad opera degli architetti razionalisti Enrico Del Debbio e Luigi Moretti.
“A Roma ci dovrebbero essere più ponti” – asserisce durante la conferenza stampa l'Assessore all'Urbanistica Marco Corsini – “ in fondo quello della Musica si colloca in uno spazio di un chilometro e mezzo tra ponte Duca d'Aosta e Risorgimento. Si congiungono così due aree culturalmente importanti e vengono facilitati i rapporti tra due quartieri, il Flaminio e il Delle Vittorie, finora poco amalgamati. Inoltre ai piedi del ponte sorgeranno due piazze pedonali che faranno rivivere il rapporto interrotto con il fiume.”
Il Sindaco di Roma Gianni Alemanno aggiunge: "Questo Ponte e' diventato particolarmente importante perche' si inserisce nel progetto del Parco fluviale olimpico e diventa la porta sud del Foro Italico, collegando gli impianti sportivi e culturali del Flaminio con quelli del Foro Italico".
Il Ponte della Musica di Roma, firmato dallo studio inglese Buro Happold, affiancato da quello romano Lotti&Associati, ha subìto numerose modifiche e rallentamenti, per lo più dovuti alle piene del Tevere, che ne hanno sensibilmente determinato anche la progettazione strutturale. Infatti le fondazioni dei larghi piloni sono poste sulle sponde e non in alveo, dove questi sarebbero stati soggetti allo scalzamento erosivo delle acque fluviali.
Quasi simile ad una foglia, se visto dall'alto, per il restringimento della larghezza del percorso che sulle sponde scende da 22 a 14 metri, il Ponte richiama le forme sinuose e leggere dei progetti di Santiago Calatrava, morbide e trasparenti, nonostante l'aggressivo utilizzo dell'acciaio proveniente da una fonderia trevigiana.



Il Ponte della Musica, progettato dallo Studio inglese "Buro Happold", affiancato da "Lotti&Associati"



Due archi, formati da conci tubolari spessi 4 centimetri, sono l'unico elemento visibilmente estraneo al paesaggio circostante, come negarlo ai più agguerriti oppositori? ma senza leggerlo come una violenza allo skyline romano, potrebbe essere assunto come un arricchimento qualitativo di un quartiere in cui è già forte la presenza di grandi esempi architettonici contemporanei.
Aspettando di passeggiare tra le due sponde del Tevere, assecondando il ritmo continuo dell'unica campata del Ponte della Musica, già possiamo immaginare la cucitura col tessuto urbano circostante grazie a questo passaggio snello e aereo. Considerando le strutture sportive potremmo azzardare dicendo che ad opera finita il Ponte sarà un balzo atletico tra il verde della collina di Monte Mario e il cuore delle Arti e degli sport, cui le grandi opere architettoniche dell'ultimo secolo danno degno rilievo.







Ilaria D'Ambrosi, laureata in Architettura all'Università Roma Tre


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