Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XI - n.48 - Aprile-giugno 2016
ARCHITETTURA DEL 2000
Il nuovo Palazzo di Giustizia di Arezzo:
un progetto dello Studio NICOLETTI

di Ilaria D'Ambrosi



Il progetto del Nuovo Palazzo di Giustizia realizzato dallo Studio di Architettura NICOLETTI ad Arezzo


All’interno del parco storico dell’ex ospedale sanatoriale Antonio Garbasso, otto anni fa è stato inaugurato il nuovo Palazzo di Giustizia di Arezzo. Due volumi, uno preesistente e di matrice neoclassica, l’altro dal gusto decisamente più moderno, collegati da un ponte di acciaio e vetro sospeso a 5 metri d’altezza, costituiscono rispettivamente l’edificio contenente gli archivi e quello che accoglie l’aula del Tribunale e uno spettacolare atrio d’accesso. Un progetto ideato e realizzato dallo Studio di Architettura NICOLETTI e Associati, quasi a voler rimarcare la linea nel tempo, il dialogo dell’uomo con la storia e con la natura. Proprio per questo intervento di recupero e di nuovo inserimento allo studio Nicoletti è stato riconosciuto il Premio Internazionale IAA per il migliore edificio del 2002 (1).
L’architettura bioclimatica e la progettazione urbana sostenibile sono il cavallo di battaglia di Manfredi Nicoletti il quale, già docente di Architettura ecosistemica presso l’Università Valle Giulia di Roma, trae ispirazione dalla natura per le forme dei suoi edifici realizzando tensostrutture e grandi strutture urbane secondo i principi della tutela ambientale.













Tornando al Palazzo di Giustizia di Arezzo il nuovo volume, un edificio che rievoca il passato e la storia della città, è contenuto verso nord da una massiccia e imponente parete in granito nero degli Urali, mentre verso sud insiste la vera anima dell’edificio. Qui, infatti, una “morbida” tenda di brise-soleil muove la facciata permettendo alla luce di penetrare all’interno e lasciando respirare l’edificio con una forma flessuosa che richiama gli elementi dei giardini e del parco che lo circondano. La bioclimatica e i precetti di architettura ecocompatibile sono i motivi vincolanti della scelta dello studio Nicoletti di impiegare il granito lungo la parete più esposta alle intemperie e i brise-solieil su quella rivolta verso la luce e l’irraggiamento solare. Quello del Palazzo di Giustizia di Arezzo è, quindi, un guscio concavo che ricalca la logica progettuale di Manfredi Nicoletti con l’impiego dell’acciaio spazzolato, nella proposta seriale di pareti trasparenti e con l’allusione al tema della geometria organica e alla geoarchitettura.









Non è un caso, infatti, che l’Architetto abbia studiato nei dettagli il progetto dal punto di vista bioclimatico: l’esposizione a sud e l’inserimento di strutture frangisole sono fondamentali per la dispersione delle radiazioni termiche, mentre la parete in granito fiammato è essenziale per il contenimento dell’energia irradiata, e ancora le aperture per l’areazione naturale sono l’elemento basilare per il raffrescamento estivo dei locali interni per mezzo dell’effetto camino. Effetto, quest’ultimo, che viene accentuato dalla pianta ellittica dell’edificio stesso e dall’elevazione forma tronco conoidale che intorno alla hall d’ingresso a tutt’altezza accoglie e contiene i visitatori in un ambiente ameno e termoregolato in modo naturale.
La facciata sud, spettacolare in questo progetto aretino, è alta quasi 17 metri ed è caratterizzata da una doppia parete convessa, “rigata” dai due livelli sovrapposti, curvi e traslucidi, di elementi frangisole che hanno la duplice funzione di ombreggiare durante il periodo estivo e al contempo, durante l’inverno, di riflettere la luce solare naturale all’interno dell’edificio stesso.











Sul lato opposto di 20 metri, lungo la parete nord, una serie di lastre di granito sono disposte sul muro portante di cemento armato, lasciando lo spazio necessario per areare la parete ventilata; le stesse che, poste in opera secondo inclinazioni differenti, associano alla funzionalità bioclimatica un elegante effetto di non complanarità e ruvidezza.
Un progetto, il nuovo Palazzo di Giustizia, che riflette sulla bellezza del paesaggio e sulla struttura urbana di Arezzo, un edificio che nasce dall’esigenza di coniugare la conservazione storica delle preesistenze (inserite tra i beni vincolati dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici) all’esigenza di ottenere alte prestazioni impiantistiche e distributive. Gli elementi architettonici si rapportano fondendosi alle forme naturali e con le vasche d’acqua che circondano l’edificio, assolvendo contemporaneamente alla funzione bioclimatica.
Un manufatto d’argento che brilla sotto i raggi del sole e che di notte si lascia illuminare dall’interno, un progetto dagli spazi diafani e dalle forme dinamiche, organiche, vibranti. Quasi a voler parlare del nuovo Palazzo di Giustizia di Arezzo come di un essere vivente!










Si ringrazia lo Studio di Architettura Nicoletti per la gentile concessione delle immagini

(1) Moltissimi e prestigiosi i progetti realizzati dallo Studio di Architettura Nicoletti e Associati, sia in Italia (Roma, Siracusa, Bari, Reggio Calabria, Udine, Campobasso) che all'estero: Malaysia, Kazakistan, Corea del Sud, Cina, Russia, Nigeria, Emirati Arabi Uniti.


Ilaria D'Ambrosi, architetto e Urban Planner





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