Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XII - n.52 - Aprile-giugno 2017
ARCHITETTURA DEL 2000

Forest Green Rovers Stadium, l'ultimo progetto di ZAHA HADID!

di Ilaria D'Ambrosi




A un anno dalla scomparsa dell’architetto che ha disegnato il futuro, lo STUDIO ZAHA HADID ARCHITECTS esce dal torpore dovuto alla grave perdita e si prepara alla realizzazione dell’ultimo progetto ideato dall’Archistar irachena: il Forest Green Rovers Stadium, lo stadio di calcio più ecologico del mondo! 
Agli albori della sua carriera, quando Zaha Hadid era considerata solo un “architetto di carta”, come vengono definiti i progettisti troppo visionari che non riescono a realizzare le loro opere, sin dai primissimi progetti (la stazione dei Pompieri di Vitra, il BMW Central Building o lo Sky jump di Bergisel) questa artista intraprendente e sicura ha iniziato a cambiare il volto dell’arte edificatoria lanciando oltre il rigore matematico e la fantasia progettuale uno sguardo carico di emozioni e di raffinata progettualità. Capacità, determinazione e senso pratico, ma anche forza d’animo e un enorme talento hanno costituito il nerbo di un linguaggio architettonico tagliente e anticonformista, monocromatico e di contro-tendenza; caratteristiche grazie alle quali nel 2004 le è stato riconosciuto – per la prima volta a una donna!! – il Premio Pritzker, il “Nobel dell’Architettura”. Dopo di lei solo l’architetto giapponese Kazuyo Sejima è stata insignito nel 2010 del prestigioso premio. Zaha Hadid ha spaziato dall’arte al design, dall’architettura alla riqualificazione urbana, imponendosi nel panorama internazionale come donna professionista dal carisma indelebile, nonché come un simbolo per l’Architettura e per la cultura contemporanea.






STROUD (Inghilterra). Il Forest Green Rovers Stadium: ultimo progetto di Zaha Hadid prima della sua morte.© Zaha Hadid Architects, render by Va
© Zaha Hadid Architects, render by Mir



Con la realizzazione del Forest Green Rovers Stadium a Stroud, in Gran Bretagna, lo stadio per la prima squadra di calcio vegana, (quasi) interamente costruito in legno e a zero emissioni, lo studio londinese Zaha Hadid Architects ha celebrato il mito della sua fondatrice con un impianto sportivo dal cuore “verde”, immerso in una riserva naturale e in un parco aperto al pubblico con campi sportivi, strutture multidisciplinari e servizi commerciali. Un progetto versatile e perfettamente calzante con il fabbisogno della società contemporanea: ecologico e sostenibile, costruito con materiali naturali posti in opera garantendo un basso impatto ambientale, pensato per avere un deciso e continuo dialogo con l’area verde circostante. Il bando di concorso per il nuovo Forest Green Rovers Stadium è stato fortemente voluto da Dale Vince, presidente del squadra di calcio inglese e fondatore della Ecotricity, la maggiore azienda fornitrice di energia elettrica pulita in Gran Bretagna, il quale ha impiegato molte delle sue risorse affinché la nuova struttura rispettasse tutti gli indici ambientali: una sfida colta e risolta con successo dallo studio di architettura londinese. Lo stadio più verde del mondo è quindi il risultato di un lungo lavoro di ricerca sui materiali e sulle tecniche costruttive, un’indagine svolta dallo studio Zaha Hadid Architects nell’ottica di un nuovo approccio alla progettazione che, pur mantenendo i tratti distintivi del linguaggio progettuale dell’architetto iracheno, ha aperto le porte a una diversa tendenza costruttiva, più ecologica, inclusiva e rispettosa dell’ambiente.




Corridoi di accesso dello Stadium inglese
© Zaha Hadid Architects, render by Va
© Zaha Hadid Architects, render by Mir





Le originali ondulazioni delle coperture lignee dei corridoi
© Zaha Hadid Architects, render by Va
© Zaha Hadid Architects, render by Mir




Il legno, un materiale naturale e tradizionalmente impiegato nell’edilizia, è il protagonista di questo progetto. In pochi sanno che il 75 per cento delle emissioni di carbonio delle grandi strutture derivano dalle materie prime con cui esse sono state realizzate, per questa ragione il team di strutturisti si è cimentato nel capire come posare in opera gli elementi portanti lignei, la cui risposta alle sollecitazioni è molto diversa rispetto alla maglia strutturale in cemento armato o acciaio. Ma la soluzione è presto arrivata: sarà possibile costruire lo stadio solo ravvicinando molto gli elementi strutturali e le travi a sbalzo, oltre ai sostegni delle facciate ventilate.
Una curiosità: per rimarcare l’aspetto sostenibile dell’ecoimpianto sportivo, il team di Zaha Hadid ha pensato di avvolgere l’intera struttura con una membrana trasparente che, garantendo la perfetta filtrazione della luce naturale, è in grado di proteggere l’edificio dalle intemperie, rendendolo quanto più “invisibile” nel contesto paesaggistico nel quale è stata inserito!

 





Una spettacolare e dinamica prospettiva del Forest Green Rovers Stadium, il più ecologico del mondo!
© Zaha Hadid Architects, render by Va
© Zaha Hadid Architects, render by Mir



Zaha Hadid è l’ideatrice del Museo Nuragico di Cagliari, del nucleo residenziale CityLife di Milano, del MAXXI di Roma, come del Messner Mountain Museum di Brunico e della stazione marittima di Salerno, quest’ultima inaugurata tre settimane dopo la scomparsa della geniale progettista. Zaha Hadid è stata l’architetto inserita dalla rivista Time tra le cento personalità più influenti del mondo nel 2010, colei che ha ricoperto i ruoli più importanti in ambito accademico nelle Università più prestigiose degli Stati Uniti. E' stata una donna che avendo creduto nelle proprie idee ha superato i pregiudizi, i conformismi e i manierismi dell’architettura contemporanea, per lasciare una traccia di sè, un’eredità fatta di segni forti, spezzati, sovrapposti, intrecciati, che contrastinguerà il linguaggio architettonico dei progettisti del XXI secolo nati sotto la sua stella.






Una suggestiva veduta della leggerissima e trasparente ricopertura dello stadio inglese


Le immagini sono state gentilmente concesse per la pubblicazione dallo STUDIO ZAHA HADID ARCHITECTS, che ringraziamo sentitamente.



Ilaria D'Ambrosi, architetto e Urban Planner





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