Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XII - n.54 - Ottobre-dicembre 2017
ARCHITETTURA DEL 2000

Il Ponte di Calatrava a Cosenza, simbolo del futuro della cittą calabra

di Ilaria D'Ambrosi






Cosenza: il Ponte Nicola Calipari progettato da Santiago Calatrava



Dopo diciassette anni di dibattiti, polemiche e contestazioni accesissime, lo scorso luglio è stata conclusa e inaugurata la prima parte del Ponte progettato per la città di Cosenza dall’architetto Santiago Calatrava, vincitore del concorso bandito dal Comune del 2000. Sfiorando gli 82 metri, proprio grazie all’edificazione dell’antenna, il ponte cosentino verrà riconosciuto come l’infrastruttura strallata (retta da una serie di cavi) più alta d’Europa; un progetto ardito, l’ennesimo rallentato dalla macchina burocratica ai danni dei cittadini e dello sviluppo urbano, la cui attesa per il completamento è stata definita da molti “il sintomo delle contraddizioni tra la città moderna e quella morente”.
L’opera, già nel 2005 dedicata alla memoria di Nicola Calipari, il funzionario calabrese ucciso a Baghdad, è situata tra le sponde del fiume Crati e collegherà la contrada Gergeri, Sant’Antonio degli Orti a via Reggio Calabria, svettando con il dinamismo distintivo del linguaggio dell’architetto spagnolo: un ponte dal disegno potente e loquace, una freccia bianca sopra i tetti della città. L’antenna inclinata è sorretta da una fila di cavi disposti lungo un lato del ponte ad evidenziare la tensione e lo slancio repentino verso l’alto, quasi a contrastare lo sviluppo orizzontale del tessuto urbanistico circostante, “un’opera importante” – afferma il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto – che unisce la città antica a quella nuova”.















Il Ponte firmato Calatrava si inserirà, infatti, in un programma di riqualificazione urbanistica di quartieri storicamente marginalizzati e degradati, costituendo un collegamento pedonale verso l’ingresso al Parco Mancini, con “l’obiettivo – continua il sindaco – di aumentare la fruibilità, il benessere e la qualità della vita dei cittadini”. Il sollevamento dell’antenna vuole essere dunque il segno di una città che si trasforma, un faro di speranza che fa auspicare in un miglioramento e in un cambio di rotta verso il recupero delle frazioni periferiche cosentine, limitrofi al ponte, finora occupate in parte dall’area servizi pertinente alla discarica cittadina e da una baraccopoli, ma, nonostante tutto, inserite in un’area riconosciuta da Legambiente come il suo ecosistema urbano. Infatti, il Ponte progettato da Santiago Calatrava, sottolinea il sindaco  Occhiuto “rappresenta non soltanto un valore aggiunto in termini architettonici per la città, ma una significativa testimonianza delle politiche sulla rigenerazione urbana che noi sindaci stiamo portando avanti in tutta Italia, guardando alla riqualificazione delle periferie attraverso le grandi opere”.







Cosenza: il Ponte Calipari. Lunghezza m. 104, altezza m.80, peso 800 tonnellate



E proprio di una grande opera si parla, non solo per il contesto nel quale nasce e per l’obiettivo sociale che si prefigge, ma anche per l’imponenza della costruzione stessa: il Ponte Calipari sarà lungo 104 metri, alto, come già detto, oltre 80 e avrà un peso di 800 tonnellate tra cemento e acciaio posto in opera. Intorno a questi numeri e al costo dell’impresa, sempre maggiore col passare degli anni, come pure a riguardo dei processi aperti per la realizzazione dell’opera e le inchieste che hanno riguardato la bonifica della discarica su cui sorge il cantiere e lo sgombero della baraccopoli, sono corsi fiumi di contestazioni e critiche pungenti. Il nostro punto di vista, ben lungi da posizioni politiche o ideologiche, rimane sempre propositivo, a sostegno di tutte le azioni rivolte al benessere dei cittadini e ad incentivare le attività culturali del territorio.
Come abbiamo già menzionato in passato, il BelPaese ha bisogno di ritrovare la propria identità civica e culturale, di scrollarsi di dosso un po’ di polvere per riuscire a innescare di nuovo la miccia creativa che ha contraddistinto il furor artistico italiano durante tanti periodi storici. L’Italia ha bisogno di trovare un ponte ideale che possa restituire la società contemporanea al sodalizio con la Bellezza nel nostro passato a Cosenza, in Calabria, alle radici della più antica cultura mediterranea: il Ponte Nicola Calipari a Cosenza potrebbe costituire un passo verso questo collegamento con il pensiero creativo.

 




Ilaria D'Ambrosi, architetto e Urban Planner





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