Work in progress - Anno XIV - n.59 - Gennaio - marzo 2019
Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIV - n.60 - Aprile - giugno 2019
ARCHITETTURA DEL 2000


La Fondazione PRADA. Quando l' arte sposa il design
di Ilaria D'Ambrosi



La Fondazione Prada si veste di griffe, ma questa volta la firma è quella dell’archistar Rem Koolhaas. La nuova sede permanente della Fondazione milanese è stata ufficialmente trasferita in Largo Isarco, a sud del centro dI MILANO, in una ex distilleria di gin: la costruzione, risalente agli anni ’10 del secolo scorso, era ormai lasciata in uno stato di abbandono quando Miuccia Prada e l’architetto olandese hanno deciso di inglobare le strutture preesistenti in un articolato progetto architettonico.
Il nuovo e l’esistente interagiscono, convivono in un esempio di riqualificazione urbana che per sintonia con il contesto e qualità progettuale supera le recenti sistemazioni che hanno coinvolto gli ex edifici industriali milanesi. Qui, le strutture dure e rigide dei magazzini, laboratori e silos di fermentazione, dialogano con tre nuovi edifici che circondano un ampio cortile centrale: il cosiddetto Podium, uno spazio per mostre temporanee; il Cinema, un auditorium multimediale; la Torre, un edificio di dieci piani adibito a spazio espositivo permanente per la collezione d'arte e per le attività della Fondazione. Un progetto, quello degli architetti Koolhaas, Chris van Duijn e Federico Pompignoli, che prende le mosse dal tradizionale repertorio tipologico museale per fornire ai visitatori un spazio nuovo, generato dall’essenza stessa di una contemporaneità che necessita di esporre l’arte e di  condividerla con il pubblico.





I nuovi spazi della Fondazione Prada. Photograph by Iwan Baan, Courtesy of OMA (1)


Un progetto che a detta dello stesso architetto “non è un progetto di conservazione e non è una nuova architettura. Due condizioni che di solito vengono tenute separate qui si confrontano l’una con l’altra in uno stato di interazione permanente che offre un insieme di frammenti che non si coagula in una singola immagine, né consente a una parte di dominare le altre.”
Del tutto fuori dalle consuetudini per la costruzione della sua sede la Fondazione Prada ha richiesto la collaborazione di Giannetta Otilia Latis, una neuropediatra che ha lavorato gomito a gomito con i progettisti e con gli studenti dell’École Nationale Supérieure d’Architecture de Versailles per la realizzazione nell’edificio d’ingresso dell’area dedicata ai bambini, mentre il regista Wes Anderson ha trovato l’atmosfera giusta per il Bar Luce, dove ha ricreato l’ambientazione di un tipico caffè milanese di inizio Novecento. Proprio intorno a questo spazio, un locale dedicato al tempo libero e ai gusti del pubblico, si sono spese diverse considerazioni: un luogo denso di informazioni visive che  dalle strutture in acciaio a vista rimaste appese alle pareti dal suo ultimo utilizzo, agli arredi che ricalcano la moda popolare anni Cinquanta, dal soffitto coperto da una volta in vetro ai mobili in formica e le boiserie che rivestono le pareti, liberano lo spirito della cultura italiana del secondo dopo guerra, rievocando i capolavori cinematografici del Neorealismo di De Sica e Visconti.




Photograph by Bas Princen, Courtesy of Fondazione Prada (1)





Photograph by Bas Princen, Courtesy of Fondazione Prada (1)



Lasciando la languida ed evocativa atmosfera del Bar Luce, ciò che appare assolutamente distintiva dello stile della Fondazione Prada è la Torre, un edificio in cemento bianco alto 60 metri che si innesta con carattere deciso e inconfondibile sul paesaggio urbano milanese. La pianta, l’altezza e l’orientamento sono i principi cardine di questa costruzione. L’elemento di trasparenza, ovvero le vetrate che si aprono per illuminare i sei piani di sale espositive, si alterna ad ampie tamponature di cemento armato, scandendo una successione di pieni e vuoti che garantisce un' esposizione luminosa sempre differente dei locali interni, oltre ad aprire un punto panoramico, una sequenza di cannocchiali prospettici verso il circostante contesto cittadino, godibile senza soluzione di continuità dalla terrazza panoramica posta all’apice della costruzione.




Photograph by Bas Princen, Courtesy of Fondazione Prada (1)


Photograph by Bas Princen, Courtesy of Fondazione Prada (1)


Vecchio e nuovo, orizzontale e verticale, ampio e stretto, bianco e nero, aperto e chiuso” dichiara Rem Koolhaas “, contrasti che stabiliscono la varietà di opposizioni che descrive la natura della nuova Fondazione. Introducendo numerose variabili spaziali, la complessità del progetto architettonico contribuisce allo sviluppo di una programmazione culturale aperta e in costante evoluzione, nella quale sia l’arte che l’architettura trarranno beneficio dalle loro reciproche sfide. “Opposizioni e frammenti” sono le due parole che meglio descrivono la logica progettuale degli architetti dell’OMA, qui perfettamente rielaborate nel contesto visivo e progettuale dell’edificio: l’alternanza vuoto-pieno, luce-ombre, opacità-trasparenze raggiunge il vertice della costruzione nella terrazza dove prende le forme della pavimentazione “optical” a scacchi bianca e nera e nella balaustra specchiata creasuggestivi effetti ottici.






La collezione permanente d'arte situata nella TORRE. Photograph by Charlie Koolhaas, Courtesy of OMA OMA (1)

(1)The images may not be passed to any third parties without further permission.
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Nella Torre l’architettura e l’arte si fondono in un profondo connubio fatto di successioni e opposizioni, in cui risalta  la collezione permanente della Fondazione, curata da Germano Celant, che consta di importanti opere dagli anni 1960 al 2016. Inaugurata da poco meno di un anno, la TORRE si erge a simbolo di una città viva e in fermento, un esempio fondamentale per la comprensione degli sviluppi dell’architettura contemporanea ormai irreversibilmente diretti verso la compenetrazione delle Arti e il dialogo con il costruito urbano circostante.



Ilaria D'Ambrosi, architetto e Urban Planner

e-mail: ila.dambrosi@gmail.com





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