Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XV - n.66 - Ottobre - dicembre 2020
ARCHITETTURA DEL 2000


Il nuovo Ponte Genova San Giorgio di RENZO PIANO
di Ilaria D'Ambrosi



2018-12-20 Polcevera A3 2 Render © Renzo Piano



Schizzo- Renzo Piano © Renzo Piano


Avanzamento dei lavori del Ponte Polcevera
©Stefano Goldberg 04.12.2019


In un’Italia che vuole mostrarsi moderna e all’avanguardia, ma in cui purtroppo crollano ponti, viadotti e gallerie autostradali mietendo vittime e deturpando il nostro territorio, è difficile sostenere la causa delle grandi imprese costruttrici e degli enti pubblici impegnati nelle infrastrutture; tuttavia va riconosciuta (oseremo dire, ancora una volta) l’importanza dell’intervento generoso del famoso architetto RENZO PIANO per una città come Genova, ancora scossa e indignata dopo il tragico crollo del Ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto 2018. Lo scorso 3 agosto è stato aperto al traffico il Ponte Genova-San Giorgio, progettato dall’architetto genovese sulle macerie di quello costruito egregiamente tra il 1963 e il 1967 dall’ingegnere Riccardo Morandi, cui è mancata la necessaria e doverosa manutenzione durante gli anni trascorsi.
Un omaggio da parte di Renzo Piano alla città natale è il progetto del ponte che, eretto in cemento armato, si presenta come un viadotto dalle linee essenziali: i suoi 1067 metri si dispiegano lungo 19 campate elevate a 40 metri di altezza sul fiume Polcevera; un ponte le cui dilatazioni, trazioni e compressioni, nonché qualsiasi movimento strutturale, verranno monitorate da oltre 240 sensori posti sotto l’asfalto. Il progetto vuole costituire anche un punto di orgoglio da cui far ripartire l’intera rigenerazione del quartiere limitrofo, dove verrà aperto il Parco del Ponte, grazie alla collaborazione tra gli studi di Stefano Boeri Architetti, Metrogramma Milano (per la progettazione architettonica) e Inside Outside | Petra Blaisse (per la progettazione paesaggistica), vincitori del Concorso per la valorizzazione della zona della Val Polcevera sottostante il nuovo  viadotto.






Avanzamento dei lavori del Ponte – Ramp,a 18.07.2020 Ph. Shunji Ishida


Avanzamento dei lavori del Ponte 28.07.2020 Ph. Shunji Ishida



Da molti battezzato, utilizzando il gergo comune, come il “ponte smart”, effettivamente il nuovo Ponte di Genova presenta caratteri di autosufficienza: i citati sensori monitorano la sicurezza della struttura, testandone in tempo reale il minimo sussulto, mentre l’automazione robotica garantirà l’ispezione e la pulizia del viadotto, insieme a un sistema di pannelli fotovoltaici che garantiscono il 95 per cento del fabbisogno energetico in maniera sostenibile. Il tutto andrà a costituire grafici e dati che, una volta tradotti in algoritmi, confluiranno in sistemi applicativi per la manutenzione di questo, come di tutti gli altri ponti, in realtà aumentata. Un apparato di misurazione e controllo strutturale (gestito da Cetena SPA, una società del gruppo Fincantieri) che costituisce un vero punto di partenza per la nuova tecnologia delle costruzioni, un baluardo quello dell’innovazione reso concreto in questo lungimirante e significativo prototipo genovese! Pensando alle strade italiane, molte delle quali ormai obsolete o tristemente malconce, c’è solo da chiedersi se doveva avvenire la tragedia della morte di ben 43 persone prima di sollecitare l’amministrazione pubblica alla ricerca e all’applicazione di questi sistemi!
Ma torniamo al progetto di Piano. I nuovi sensori, potremmo dire “sottocutanei”, immersi nell’asfalto, si dimostreranno utilissimi per pesare il carico  cui viene sottoposto il ponte durante il transito dei veicoli.





19.07.2020 Ph. Shunji Ishida


Render © Renzo Piano


A questi si sommano altri sensori di spostamento a tecnologia radar situati nei punti di congiunzione fra impalcato e piloni, con lo scopo di percepire le variazioni dovute alle deformazioni termiche dell’unica travata, costituta dalle saldature delle 19 campate; i plinti saranno dotati di sensori che garantiscano la loro assoluta verticalità e indeformabilità sotto la spinta del vento e di eventuali scosse sismiche. Il tutto non soltanto nelle mani di tecnici altamente specializzati, ma anche di robot che si muoveranno là dove non è possibile all’uomo raggiungere le parti da monitorare o da pulire, come le barriere antivento e i pannelli solari. Il  progetto, alle soglie della fantascienza,  segna un’eccellenza tutta italiana: pensato dallo studio di Renzo Piano, è stato realizzato e brevettato dell’Istituto Italiano di Tecnologia come primo sistema meccatronico di ispezione e pulizia delle infrastrutture al mondo!
Il progetto architettonico, pur nella sua linearità e compostezza formale, presenta evidenti novità tecnologiche: il lungo nastro viario è sostenuto da 18 piloni che affondano nel terreno con profondità variabili (garantendo, così, stabilità in caso di terremoto o inondazione), lasciando però libero il passaggio del fiume Polcevera, con il cui letto in qualche modo dialoga per il candore della sua mole, quest’ultima – a detta dell’Architetto genovese – ispirata “a una nave ormeggiata nella valle.”





Sezione trasversale Cross section Bluprint © Renzo Piano


31.07.2020 Ph. Shunji Ishida




Non pochi sono i richiami alla sobrietà caratteristica dei genovesi e alla loro ben nota storia legata al mare: un esempio è la carenatura su cui posa l’impalcato che ricorda la forma di una chiglia, in questo caso composta da conci in acciaio isolati dai piloni attraverso alcuni separatori che ne permettono piccoli movimenti elastici. Il disegno del ponte si restringe poi alle estremità, lasciando sporgere due grigliature orizzontali su cui poggiano le pareti laterali continue di sicurezza. Altra eco marinaresca è il cono di luce prodotto dai singoli lampioni, dalla particolare forma a triangolo rovesciato, memore del profilo delle barche a vela!
Indubbiamente con il Ponte Genova- San Giorgio si tenta di ricucire le ferite dovute alla mala gestione delle risorse pubbliche, il cui tragico apice è stato simboleggiato nel camioncino di una nota catena di supermercati “fermo” sul Ponte Morandi poco prima delle parti crollate! Sarà questo progetto a segnare una nuova epoca ricostruttiva pr il Bel Paese? Dopo i crolli del ponte di Annone Brianza nel 2016, di quello di Camerano nel 2017, dell’altro sulla A6 nel 2019 e in ultimo del ponte ad Albiano Magra nel 2020, si tornerà alla buona architettura, quella fatta anche secondo criteri estetici ma in primis basata sulla sicurezza e sul calcolo della durata dei materiali impiegati? Noi non possiamo far altro che augurarci che non si allarghi ulteriormente la lista delle disgrazie dovute al degrado infrastrutturale ma, ancor più gravemente, alla noncuranza e all’incoscienza delle aziende detentrici degli appalti di costruzione e di manutenzione. Un grande plauso a RENZO PIANO e alle maestranze che, tra mille difficoltà, hanno costruito il ponte Genova-San Giorgio, sperando che questa opera architettonica sia di buon auspicio per la realizzazione di altri progetti ugualmente utili, e non divenga, come molto spesso accade in Italia, una rara e isolata mosca bianca!






Vista generale illuminata con i colori italiani- 31.07.2020 Ph. Enrico Canoi


Prospetto generale General Elévation © Renzo Piano



Il Periodico Arsetfuror ringrazia lo Studio dell'architetto Renzo Piano per la cortese concessione delle immagini e dei disegni progettuali©.


Ilaria D'Ambrosi, architetto e Urban Planner
e-mail: ila.dambrosi@gmail.com






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