Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XVI - n.68 - Aprile - giugno 2021
ARCHITETTURA DEL 2000


La Philharmonie di Parigi: l'Auditorium di JEAN NOUVEL
di Ilaria D'Ambrosi



Jean Nouvel, la Philarmonie di Parigi. Auditorium 2015. Foto © Arch. Luigi Terribile


La nostra redazione è tornata nuovamente a Parigi, ancora al Parc de la Villette firmato da Bernard Tshumi, ma questa volta per parlare ai nostri lettori della Philharmonie de Paris realizzata da Jean Nouvel. Con questo edificio tutto dedicato alla musica, a distanza di vent’anni dall’ultimo cantiere, lo Studio d’architettura ha completato il progetto della Cité de la Musique disegnata da Christian de Portzamparc nel 19esimo arrondissement, nel quadrante nord-est della capitale francese, già fornita del Conservatoire National supérieur de musique et de danse de Paris ( Conservatorio nazionale di musica e di danza) e del Teatro Paris-Villette.
Dopo lunghe e aspre polemiche attorno al progetto dell’atelier dell'architetto Jean Nouvel, accusato di non aver fornito un adeguato bilancio delle spese (partito da poco più di 170 milioni di euro e arrivato a oltre 380), dovuto a continui ripensamenti e rettifiche del progetto, comunque vincitore nel 2007 del Concorso nazionale bandito proprio per la Philharmonie, la costruzione è stata inaugurata con due anni di ritardo nel gennaio del 2015, mentre i giornali e la critica la battezzavano come “la sala concerti più costosa del mondo” (The Guardian)!
La Filarmonica di Parigi è interamente pensata come tempio della musica soprattutto sinfonica, ma anche del jazz e della world music: sulla scia del progetto acustico elaborato per la Berlin Philharmonie di Hans Scharoun, le sedute abbracciano il palco, venendo di conseguenza avvolte dalla musica, intensificata appunto dalla strettissima vicinanza tra i musicisti e gli ascoltatori.







La Philarmonie, part. esterno © Foto Copyright


Philarmonie, part. esterno © Foto Copyright




Philarmonie, decorazzione esterna. foto © Copyright


Particolare della decorazione esterna. foto © Copyright




"Una architettura dai riflessi ponderati”- afferma l’architetto Jean Nouvel durante un’intervista- “creata da un calmo rilievo, materializzata da pannelli di alluminio che disegnano un grafismo esheriano”; un progetto, dunque, che non mira esclusivamente a raggiungere un equilibrio tra spazio e forme, ma anche tra l’auditorium e l’ambiente circostante. L'architettura, infatti, dialoga con il disegno generale del Parco della Villette, punteggiato dalle cosiddette “folies”, i padiglioni metallici di colore rosso, dai quali è possibile ammirare dall’alto l’intera zona e la stessa morfologia della città di Parigi, questo perché, sempre dalle dichiarazioni dell’autore, “la coniugazione di principi acustici, scenografici e architettonici consentono un’osmosi tra il luogo e la musica, tra l’occhio e l’orecchio”.
Entriamo all’interno della Philharmonie di Parigi. La sala concerti principale, la più grande della Città dopo la storica Salle Pleyel, ospita 2400 posti a sedere, organizzati lungo una direttrice ovale che cinge a strettissima distanza il palco centrale; qui gli spettatori vengono accolti in un luogo ameno, interamente rivestito di pannelli in legno lamellare, ottimale per la propagazione delle onde sonore, dove gli spalti ricurvi (definiti dall’architetto “morbide lenzuola di musica e di luce” ) sembrano galleggiare sopra la platea, cercando nella sinuosità delle loro forme di rendere visibili all’occhio le tonalità musicali che altrimenti sarebbero percepite esclusivamente delle orecchie!





Decorazione esterna. foto © Copyright


Collegamenti esterni. Foto © Copyright




Sala interna con illuminazione. Foto © Copyright


Una sala interna. Foto © Copyright



A questa sala si aggiungono gli uffici amministrativi di varie orchestre, tra le quali la celebre Orchestre de Paris, un centro educativo e una biblioteca con importanti funzioni didattiche per lo studio della musica, gli spazi per le esposizioni temporanee, un punto di ristorazione e numerose infrastrutture tecnico-logistiche al servizio del comfort del visitatore.
Una curiosità è quella che contraddistingue il progetto delle toilette, dove per i lavabi e gli orinatoi sono stati mobilitati designer di fama internazionale come Philippe Starck. Esternamente, quello che Nouvel ha definito il “progetto più prestigioso della sua carriera” è caratterizzato da un tetto metallico calpestatile e riflettente che avvolgerà l’intera struttura alta 36 metri e suddivisa internamente su due livelli. Un edificio che coniuga l’arte e la tradizione, rievocate dai numerosi concerti organizzati al suo interno, con un aspetto futuristico e perfettamente in linea con la logica progettuale dell’Architetto francese, già più volte messo alla prova nella realizzazione di sale da concerto, come per esempio il Teatro dell’Opera di Lione, l’Auditorium di Lucerna e quello di Copenaghen.



Philarmonie de Paris. Foto © Arch. Luigi Terribile- Copyright







Un'architettura innovativa, allestita su un'area di oltre 20.000 metri quadrati, in cui il flusso continuo delle direttrici visive ribadisce il carattere deciso, ma allo stesso tempo morbido, dell'interazione e della successione dei piani: nell'ambito sensoriale la superficie specchiante, quasi alla stregua delle squame dei pesci, riflette i colori del cielo e dell'ambiente circostante, nonché il passaggio dei visitatori. Il guscio esterno, inoltre, è interamente rivestito da oltre 340.000 uccelli in sette forme e quattro tonalità differenti che vogliono simboleggiare, soprattutto in facciata, una sorta di punto dal quale innalzarsi in volo, un decollo metaforico che, rivelandosi nelle sale interne e negli spazi di raccordo tra i diversi locali, alimenta la ferma volontà di decostruire il tradizionale "edificio-scatola" per i concerti!
Dopo un lungo e travagliato percorso la Philharmonie di Parigi nasce con lo scopo di rivolgersi agli amanti della musica, ma anche con la volontà di interessare e coinvolgere un nuovo pubblico che, attraverso l'esuberanza dell'architettura venga incuriosito a esplorare il mondo delle arti e magari a riscoprirsi appassionato di un più innovativo, di certo contemporaneo, modo di vivere gli spazi urbani.



Philarmonie de Paris. Foto © Arch. Luigi Terribile- Copyright




Nota: Si ringrazia lo studio dell'arch. Luigi Terribile per la gentile concessione delle foto, tutte coperte da copyright


Ilaria D'Ambrosi, architetto e Urban Planner
e-mail: ila.dambrosi@gmail.com




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