Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XVII - n.71 - Aprile - giugno 2022
ARCHITETTURA DEL 2000


Roma. Piazza San Silvestro di Paolo Portoghesi
di Ilaria D'Ambrosi



Roma. Piazza San Silvestro Il nuovo progetto dell'architetto Paolo Portoghesi (2011/2012)



Visti i recenti sviluppi, un commento da parte della nostra redazione lo merita il progetto di Paolo Portoghesi per Piazza San Silvestro a Roma. Qui, l’impiego a titolo gratuito dell’architetto romano si è ben presto tradotto in un intervento poco apprezzato dall’opinione pubblica, trascinato per anni verso una conclusione che, ad oggi, stenta ancora ad arrivare!
Ripercorriamo le fasi della realizzazione per capire perché il progetto ai cittadini romani (e non solo) proprio non va giù.
Nel cuore del rione Colonna, la piazza San Silvestro fu occupata dai capolinea degli autobus sin dagli anni ’40 del secolo scorso; solo nel 2011, infatti, l’amministrazione capitolina incaricò l'architettp Paolo Portoghesi di redigere un progetto di riqualificazione che comprendesse una superficie complessiva di circa 6300 metri quadrati. L’architetto è intervenuto in prima battuta spostando le linee per il trasporto pubblico e pedonalizzando di conseguenza dell’intera zona, poi ha pensato all’abbattimento delle barriere architettoniche e alla realizzazione di percorsi per i non vedenti, infine alla ripavimentazione con sampietrini e asfalto fonoassorbente e all’istallazione di un nuovo impianto di illuminazione e, a corollario di questo intervento, alla progettazione di uno spazio verde che si riallacciasse al corridoio ecologico passante per il Centro urbano.









Solo una corsia carrabile è sopravvissuta all'antica destinazione d'uso, dedicata al transito dei mezzi pubblici elettrici, che funge allo stesso tempo anche da spartiacque tra due zone distinte della piazza: una di forma rettangolare, delimitata da panchine angolari e in asse con la chiesa di San Silvestro, quasi ne volesse ricalcare il sagrato; l'altra ovale, circoscritta da quattro enormi panchine di travertino provenienti dalle storiche cave di Guidonia Montecelio, memori dell'intervento michelangiolesco per la piazza del Campidoglio. Al centro di quest'ultima sarebbe dovuto zampillare il getto di una fontana, elemento che - insieme alla forma ellittica - contraddistingue la sistemazione urbanistica di molte piazze cinquecentesche romane. È con gli elementi progettati e mai inseriti che, in un'Italia delle opere incompiute e degli ecomostri, scivola clamorosamente anche questo intervento: tralasciando la scelta compositiva, molto rigida e schematica, la piazza sarebbe dovuta diventare un luogo interculturale, uno spazio multidisciplinare in cui allestire istallazioni artistiche, un palcoscenico per le rappresentazioni teatrali e concertistiche, eppure ciò che più salta all'occhio sono gli esiti controversi di questo luogo di aggregazione mai inaugurato.











Basti pensare che per quell’ameno spazio verde che secondo le proposte dall’Architetto avrebbe dovuto ombreggiare la piazza durante l’estate, solo molto di recente solo stati piantumati quattro alberi, ma unicamente a seguito di numerosi solleciti da parte del municipio e le raccolte firme da parte delle associazioni di quartiere!
Certamente non possiamo parlare di un tentativo fallito, ma non è possibile neanche restituire l’attenzione e il plauso che meriterebbe il progetto di un architetto noto come Paolo Portoghesi, un abbaglio che indubbiamente non è da imputare unicamente al progettista della nuova Moschea di Roma e della chiesa dei SS. Cipriano e Cornelio di Calcata, o della famosissima casa Papanice, ma piuttosto da ascrivere alla lenta e disorganizzata amministrazione comunale, la quale si è affrettata a inaugurare nel marzo del 2012 un progetto di fatto incompiuto in una zona centrale e ampiamente frequentata di Roma. Una riqualificazione non adeguata, che - con l’intento di conferire una nuova identità alla piazza - di fatto l'ha lasciata senza una vera e propria vocazione. La riqualificazione essenziale di Portoghesi ha dunque sortito una riuscita poco efficace, nonostante gli interessanti e suggestivi spunti che l’architetto ha voluto introdurre nel progetto. A più di dieci anni di distanza dall’inizio dei lavori, la nostra speranza è che prima o poi questo luogo trovi un nuovo indirizzo, non tanto nell’ordine urbanistico, quanto nella reale fruizione da parte del pubblico!









Ilaria D'Ambrosi, architetto e Urban Planner
e-mail: ila.dambrosi@gmail.com




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