Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XVII - n.72 - Luglio - settembre 2022
ARCHITETTURA DEL 2000


A Parigi il nuovo negozio di TIFFANY: una camera delle meraviglie!!
di Ilaria D'Ambrosi

Photograph by Benoit Florençon, Courtesy OMA




Photograph by Benoit Florençon, Courtesy OMA



A Parigi, nel cuore dell'Ottavo arrondissement, è stato da pochissimo inaugurato, con la prestigiosa firma dell'OMA, il nuovo Tiffany Temporary Store. Il team di architetti e designer, capeggiato dal progettista Giulio Margheri e con la collaborazione di Ellen van Loon, ha elaborato un progetto che, riallacciandosi al design parigino a cavallo tra il XIX e il XX secolo, mitiga le forme più estreme dell'architettura degli interni contemporanea con dettagli di gusto retrò: un accenno al passato che mantiene un legame con il presente grazie alla finezza accattivante dei contrasti cromatici e ai tagli netti e geometrici delle pareti. Cos'è questo nuovo punto vendita parigino, situato in Avenue Montaigne, della famosissima azienda statunitense? Non un semplice negozio, ma uno scrigno d'arte, una piccola camera delle meraviglie, in cui l'avvicendarsi delle stanze costituisce gli spazi allestitivi in cui fanno bella mostra le collezioni in vendita, ma anche gli esemplari più noti dei gioielli realizzati nei 185 anni di attività da Tiffany & Co! Proprio per questa ragione lo stesso team di architetti ha dichiarato che il "progetto è stato elaborato con un design adattivo, dovuto al fatto che l'atmosfera del negozio è stata pensata per potersi trasformare, per riflettere di volta in volta il carattere delle collezioni che ospiterà durante tutto l'anno."


Photograph by Benoit Florençon, Courtesy OMA.




Photograph by Benoit Florençon, Courtesy OMA.



Entrando virtualmente nella boutique ci accorgiamo che per l'esposizione dei pezzi d'archivio del marchio newyorkese nato nel 1837, lo Studio di architettura ha introdotto una sorta di rotonda al centro del progetto, nella quale questi sensazionali gioielli sono esposti fisicamente o su schermi digitali; mentre, alla presentazione al pubblico delle ultime collezioni è dedicata una sala ottagonale, elegante e lussuosa, dai tenui colori pastello. Solo su appuntamento, per chi volesse acquistare un pezzo di alta gioielleria, sono aperte le sale più interne, intime e dalle dimensioni più contenute, dove l'acquirente viene accolto nel massimo dei confort; inoltre, qui, viene presentato al fortunatissimo pubblico (seppur ristretto) anche il catalogo dal 1887 dei gioielli della corona francese. "Tiffany & Co. ha una ricca storia" afferma Ellen van Loon, partner dell'OMA "sia nella creazione di gioielli che nel design dei prodotti. Per noi era importante mostrare quella storia. Più che un'occasione per scoprire l'ultima collezione di Tiffany, una visita al negozio diventa anche un viaggio nel tempo".
Quella allestista dall'OMA per l'azienda Tiffany & Co. a Parigi è una boutique che non lascia nulla al caso: nella sequenza di ambienti, tutti che suggeriscono atmosfere, e epoche e mode differenti, non può mancare una citazione al film del 1961 "Colazione da Tiffany", in cui l'immagine del personaggio, Holly Golightly, interpretato da una meravigliosa Audrey Hepburn, fa capolino da un angolo quasi a voler rievocare la celeberrima scena in cui la protagonista fa la sua comparsa indossando un abito nero di Givenchy!




Photograph by Benoit Florençon, Courtesy OMA.



Photograph by Benoit Florençon, Courtesy OMA.



Simbolo di eleganza e di raffinatezza, ultimo baluardo di un mondo oggi fin troppo annebbiato dalla banalità e dal kitsch, il nuovo punto vendita parigino di Tiffany esprime il desiderio di un gusto ricercato e non anacronistico, semplicemente fine e prezioso. Uno spazio di altissimo design, in cui varrebbe la pena programmare una visita (a prescindere dalla possibilità di fare o meno acquisti), anche solo per rimanere stupiti dal mobilio, disegnato per l'occasione con lo scopo di invogliare i visitatori a passeggiare nello showroom e a provare i gioielli esposti, oppure dalla ricercatezza delle lampade moderne, ma progettate da Tiffany riprendendo lo stile Liberty con cui Louis Comfort Tiffany realizzava le sue creazioni in vetro e stagno nei primissimi anni del 1900. Infine, un tocco di attualità: la scelta del blu per la tappezzeria e alcuni elementi d'arredo, sono stati inseriti nella scelta progettuale per accentuare al massimo l'esperienza visiva e la percezione del comfort e dell'accoglienza all'interno degli ambienti della boutique.
In conclusione, anche se la nostra proposta per questo numero non è perfettamente calzante con la linea assunta negli anni a questa rubrica, parlare della nuova boutique di Tiffany a Parigi è stata una scelta dovuta in parte al coinvolgimento di un famosissimo Studio di architettura, in parte alla nostra consapevolezza che nell'ampio e meraviglio ambito dell'Arte, anche il Design ha bisogno di avere il suo spazio e il suo ruolo. Chi fosse a Parigi o volesse programmare un viaggio nella capitale francese, non dimentica questa nuova meta: faccia un salto anche ad Avenue Montaigne e di certo nella boutique di Tiffany non rimarrà deluso di un'esperienza eccentrica quanto inedita!




Ilaria D'Ambrosi, architetto e Urban Planner
e-mail: ila.dambrosi@gmail.com




E' vietata la riproduzione anche parziale dell'articolo e delle immagini © Copyright