Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno I - Mag./giu. 2006, n. 3
SI',VIAGGIARE ...


"Se vuoi essere universale, parla del tuo paese”
(Bertold Brecht)

TRANI: una perla nel mare
di Ilaria D'Ambrosi





Quando all'alba i pescherecci si allontanano dalla costa, inizia a vivere Trani, ma non la caotica cittadina assalita dai turisti, bensì quella antica, di cui fanno parte il centro storico e la chiesa dedicata a S. Nicola Pellegrino. All'alba, bagnata dai raggi ancora fiochi del sole, si sveglia la cattedrale che, fiancheggiata dalla torre campanaria, spicca dal blu profondo del mare per stagliarsi, quasi prepotentemente, sopra tutto il paese.

Trani: la cattedrale romanica (XI sec.) (f. Zitoli)

  “La regina delle cattedrali di Puglia”, come la definì Lenormand, mostra fiera quell'unità e semplicità che rendono incomparabili le slanciate strutture romaniche ed unica la sua collocazione in riva al mare. Iniziata la costruzione nel 1099, la Cattedrale, sviluppata su una pianta a croce latina, tripartita in navate, è l'unico esempio di chiesa pugliese romanica sorretta da colonne binate e connessa a due cripte sotterranee:




Trani: il castello federiciano (f. Zitoli)

quella di Santa Maria (conosciuta anche come chiesa) e quella di S. Nicola, le quali, voltate a crociere ribassate, ricalcano l'esatto perimetro dell'elevato nella zona del transetto.
All’interno della chiesa si possono ammirare, aperte sulla navata centrale, quattordici bellissime trifore che ritmicamente scandiscono l’andamento del matroneo; ma è l’arco trionfale che cattura l’attenzione del visitatore: la maestosità della sua forma suggerisce la grandiosità del transetto e preannuncia quella delle altissime absidi cui immette. La costruzione di pietra bianca rosata sembra richiamare la spuma del vicinissimo mare ed al pellegrino la chiesa appare come una perla approdata sulla spiaggia: uniforme e perfetta, come è la facciata, in cui prevalgono i pieni della muratura sui vuoti della monofora, del rosone, delle tre finestre a tutto sesto e, più in basso, degli otto archi ciechi, addossati alla parete. Il portale a formelle bronzee, nota colorata nell’abbagliante prospetto, è opera dello scultore Barisano da Trani: l’originale, risalente al 1175, debitamente restaurato e conservato all’interno della chiesa, è un capolavoro di essenzialità e di eleganza bizantineggiante!
Un arco ogivale, quasi come un’onda, connette la chiesa al bel campanile, di un certo “Nicolaus protomagister”: qui è particolarmente evidente la dicotomica commistione di stili architettonici tra la base ed i piani in elevato, dovuta ai diversi periodi storici dei cantieri, e lo slancio e la leggerezza dell’insieme, esaltati dal ritmo delle aperture, crescente verso l’alto.
Non costa molta fatica al viaggiatore arrivare fino al Castello, perché la passeggiata tra i vicoli e le stradine è resa piacevole dai suggestivi scorci che lo accompagnano nel cammino: qui si vede l’insenatura del porto, di qua la Cattedrale, mentre di là ancora la penisola di Colonna…

 
Portale bronzeo di Barisano da Trani (f.Zitoli)
Siamo arrivati. Il Castello, fatto erigere da Federico II nel XIII secolo nelle vicinanze della Cattedrale, sorge dove anticamente era ubicato un piccolo avamposto, poi agglomerato nelle fondazioni del castello, perché quella posizione strategica, quanto spettacolare, un tempo consentiva di controllare il porto e le vie d'accesso all'entroterra; oggi, insieme all'esuberante bellezza della Chiesa di S. Nicola, sembra essere l'ultimo baluardo che ci lega alla storia ed alla legenda.
Lo stesso Castello che secondo la tradizione ospitò Manfredi e la sua sposa, Elena d’Epiro, oggi si presenta eretto su una pianta quadrangolare centrata su un vasto cortile, delimitato da quattro torri angolari e cinto da un antemurale, un muro fortificato, percorribile e munito di freccere.


Festa notturna sul mare (f. Zitoli)

 

  Esso è il prodotto di mutilazioni e rifacimenti che a partire dal 1533, anno in cui furono cimate le due torri e sostituita la merlatura balistica a quella medievale, inficeranno lo splendore dell'architettura fortilizia medievale del Castello di Trani; tuttavia nel Museo interno è ancora possibile ricostruire, con l'aiuto di un plastico ligneo, l'aspetto originario della fortezza sveva.
Molte di queste demolizioni dipesero dalla necessità di modificare le murature medioevali, alte e sottili, con mura a scarpa, basse e robuste, in grado di resistere al neonato attacco con armi da fuoco.
 

Cattedrale: interno (f. Zitoli)
Direttamente consequenziale è stata dunque la costruzione di un terrapieno, addossato alla cortina del muro di cinta, dove furono riversati i materiali della demolizione di un limitrofo insediamento francescano. Tra i materiali di spolio reimpiegati, celebre è la scala a chiocciola dell'ala sud del Castello, costruita con stele funerarie sagomate!.
La storia dell'antichissima cittadina pugliese, fondata in epoca leggendaria dal figlio di Diomede, Tirenum, è strettamente collegata al mare che la bagna, dal Medioevo, cui risale il suo più antico codice marittimo del 1063, gli “Ordinamenta maris”, fino ad oggi, soprattutto nell'occasione di feste popolari, come avviene nella solenne processione di barche, chiamata “Croce di Colonna”, che si rinnova ogni anno a maggio.
Ultima tappa di una giornata alla scoperta della splendida Trani è la Villa Comunale, che ingloba il fortino di Sant'Antonio e l'omonima chiesa sconsacrata: qui il visitatore, stanco più del peso della storia che non del cammino, può riposarsi, affascinato dai colori e dai profumi del giardino terrazzato, il quale dalle antiche mura giunge fino al mare che riporta a casa i pescherecci, mentre la città si assopisce sotto il velo della sera.
 

Trani: il porto( f. Zitoli)


Si ringrazia il Comune di Trani per la gentile concessione delle immagini, realizzate da Luciano Zitoli