Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale-Anno III - Mar./apr. 2007, n. 8
SI, VIAGGIARE ...  


"Se vuoi essere universale, parla del tuo paese”
(Bertold Brecht)

CASTELSARDO: una porta tra passato e presente
di Ilaria D'Ambrosi



Veduta di Castelsardo (Ss)



Arrivando dalla costa settentrionale della Sardegna presso il Golfo dell'Asinara, in provincia di Sassari, è inevitabile rimanere suggestionati quando appare Castelsardo, tra le curve ampie della roccia lavica: la bellezza del promontorio su cui il paese poggia, quasi con presunzione sfoggia il vecchio borgo, impreziosito, sul lato sud, dal porto Frigianu, gremito di imbarcazioni, che incuriosisce il visitatore intento ad osservare dal mare l'alto bastione saraceno ed il campanile della Cattedrale, confusi tra gli alberi maestri delle barche. Inizia la nostra passeggiata per le strade di Castelsardo, un tempo fortezza dei Doria, chiamato prima Castelgenovese, poi Castellaragonese. Il borgo moderno, abbarbicato a quello medievale, custodisce, tra le botteghe ed i piccoli ristoranti, le peculiarità della tradizione sarda, che vede tra i piatti tipici le pietanze a base di pesce azzurro e di crostacei ed il fiorente artigianato di manufatti locali, fonte principale dell'economia dopo la pesca ed il turismo.
Anche se il porto ha strutture moderne, sembra da sempre far parte integrante dello scenografico panorama, mentre i ruderi maestosi e severi del Castello proteggono da tempi antichissimi la quiete di Castelsardo. Man mano che si risalgono le viuzze strette e ripide del borgo antico, tra i mille gradini e le case “botteghe”, dove si intrecciano canestri dalle più svariate forme davanti agli occhi ammirati dei turisti, si abbandona il ricordo della modernità per immergersi nel misterioso fascino medievale, ancora vivo nel dedalo di vicoli della maestosa Rocca.



dalla Cattedrale: terrazza a picco sul mare


allora una palla di cannone, lanciata dalla flotta avversaria e caduta nella piazza della Misericordia, fu incastonata nell'architrave della porta del convento di S. Marino in memoria dell'evento.
La chiesa di S. Maria delle Grazie tuttora ospita la confraternita di Santa Croce, depositaria della tradizione del “Lunissanti”, cerimonia celebrata il lunedì dopo la domenica delle Palme. Proseguendo la passeggiata si giunge alla Cattedrale cinquecentesca di S. Antonio Abate, costruita per volontà del Vescovo Giovanni Sanna su di una preesistenza romanica. Ad unica navata, interrotta da un transetto nel cui braccio sinistro si conservano l’altare dedicato a S.Antonio Abate ed in quello destro quello dedicato a S.Giorgio, la chiesa accoglie il dipinto quattrocentesco della "Madonna con Bambino ed Angeli" del pittore conosciuto come Maestro di Castelsardo. Questa è forse la costruzione più bella del borgo antico, esaltata dal particolare campanile in pietra lavica, sormontato da una cupola rivestita in maiolica colorata e dal panorama mozzafiato del mare turchino che si ammira dal sagrato.



panorama del porto

 


Campanile della Cattedrale


La Fortezza Bellavista, restaurata in tempi recenti, ospita il Museo dell'Intreccio Mediterraneo, un'esposizione di antichi oggetti di artigianato di provenienza sarda, italica e di numerosi paesi mediterranei, quasi tutti ottenuti dall'intreccio delle fibre vegetali. Il Museo è anche la testimonianza di unità e di convivenza di popolazioni differenti, accomunate da una cultura legata al mare, ed infatti non è un caso che usciti dal Museo, si scorga tra un edificio e l'altro il mare e, nei giorni tersi, l'isola gemella: la Corsica. Si giunge poi alla chiesa di Santa Maria delle Grazie che, priva di facciata, si rende interessante per il ponderato uso della pietra trachitica e del calcare. La chiesa ha un impianto medioevale, modificato nel '600, nella navata unica affacciano gli altari minori in stile barocco ed il pulpito, mentre alle spalle dell'altare maggiore una cappella voltata a crociera conserva la prestigiosa reliquia trecentesca del Crocifisso del Cristo Nero. La leggenda vuole che quest'opera sia miracolosa, poiché dopo un attacco della flotta di Andrea Doria alla cittadina, i frati posero il Crocefisso sul bastione e grazie alla preghiera, indussero il mare ad ingrossarsi facendo salpare le navi nemiche: da


il castello-fortezza

L'evento che caratterizza il paese è, come si è detto, il Lunissanti , una pittoresca ed antichissima tradizione popolare che vede processioni e pellegrinaggi alla basilica di Tergu. Tutto il popolo intona il pianto-canto in latino del “Attitu”, dedicato al Cristo morto, mentre la sera, nella piazza detta “Pianedda”, le luci del paese vengono spente quando magicamente si accendono le fiaccole lungo i vicoli : osservando questo emozionante spettacolo, che risale all' epoca medioevale, si ha la sensazione di vivere in un paese ancora immerso in un contesto d'altri tempi. Dieci apostoli in tunica bianca, accompagnati da Li Sureddi (consorelle) e da tre cori, raggiungono la chiesa di S. Maria delle Grazie, dove si conclude la cerimonia, con il racconto al popolo della Passione di Cristo.
Molte ancora sono le manifestazioni organizzate dal Comune e tantissimi i luoghi, poco lontani dal paese, dove la storia sarda ha lasciato le sue tracce: gli
stanziamenti preistorici della Roccia dell’ Elefante con le “domus de janas”, i ruderi della muraglia prenuragica (Multeddu) ed i nuraghi di Paddaju, i resti di foreste pietrificate, la chiesa romanico-pisana di Nostra Signora di Tergu; ma forse è meglio concludere qui questa visita virtuale tra le strade, i vicoli e le piazzette di Castelsardo, lasciando al turista la sorpresa di scoprire personalmente ulteriori angoli inaspettati, dintorni spettacolari e siti archeologici in questo incrocio di bellezze antiche e moderne, tra storia millenaria e natura incantevole.



Viuzze del borgo antico
 

Il mare fa capolino....

 

...dovunque




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