Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno I - Gen./feb. 2006, n. 1
GALLERIE IN RETE 

LUIGI BRINI

"Risonanze"
di Bruna Condoleo

 


La Galleria Tondinelli, con sede a Roma, nel Complesso monumentale borrominiano di S. Carlino alle Quattro Fontane (via Quattro Fontane 128/a), espone la più recente produzione pittorica dell'artista Luigi Brini , dal titolo “Dinamiche parallele”. Dal 18 gennaio al 20 febbraio 2006.


“In principio Dio creò….la donna”, suggerisce il ciclo pittorico che Luigi Brini propone in questa fase della sua attività figurativa, dove l'immagine femminile campeggia sovrana, icona dominante dell'arte, ispirazione eterna dell'immaginario poetico. Siano esse frutto di memorie o introiezioni di forme universali, le invenzioni pittoriche di Brini, vitale miscellanea di forma-colore, conservano simultaneamente lo stupore di un occhio fanciullo e la malinconia sofferta dell'uomo. Il dinamismo dei gialli, l'intensità degli azzurri, la vibrazione dei rossi, la gradazione dei toni dell'arancio, l'assolutezza dei neri rappresentano per l'artista il mezzo più efficace per comunicare un'emozione e concretizzano la sua poetica tesa a definire, attraverso ponderati equilibri compositivi, ciò che Henry Matisse chiamava “lo spazio spirituale” del dipinto.
Partito da un'esperienza gravitante nell'ambito dell'informale, Luigi Brini ha riconquistato stralci di figuratività, pur restando fedele a un processo di metaforica astrazione dal vero visibile. Entro una partitura di raffinate accensioni cromatiche l'artista inserisce immagini fotografiche ritagliate, rielaborate, spesso trasfigurate da interventi diversi che si immergono nel magma di ardenti coaguli di colore e di frementi gesti pittorici. Il colore è per lui strumento privilegiato di comunicazione emotiva: esso s'intreccia e si sovrappone dinamizzando le superfici, modulando accordi tonali e vibranti mélanges di tinte, ritmato da segni incisivi. E' un incessante rapporto tra il flusso spontaneo del colore, con le sue evocazioni psichiche, e l'intervento dell'artista che lo articola e lo regola sino a farne un vigile sistema linguistico. L'essenzialità allusiva del gesto e una pittura materica rivelano suggestioni dall'action painting americana, tuttavia il suo talento naturale sa distanziarsi equamente da uno vieto naturalismo come dall'irrazionalismo della tecnica informale.
Nel solco di un originale espressionismo cromatico ecco riemergere nell'arte di Brini il bagaglio iconico e culturale dell'Occidente europeo, come sospinto da un'incontenibile marea interiore. Visioni dalla Grecia antica, brani di neoclassica perfezione, madonne quattrocentesche e veneri botticelliane, ma anche immagini pubblicitarie o teatrali aprono varchi nella coscienza del pittore, come sulla tela, frammenti vaganti di incorruttibilità che egli capta nell'immaginario fervido della propria mente. Icone di bellezza, più raramente di ermetico dolore, infrangono il “muro” dipinto costruito da Brini, architetto della propria storia interiore, muro su cui stendere il colore, preservando nelle “edicole” della memoria stille di grazia e d'eternità. Non è un caso, infatti, che queste figure siano femminili: donne o dee, madri o fanciulle innamorate, tutte rimandano a una dimensione archetipica. E' ciò che si è lungamente sedimentato nella coscienza ad espandersi sulla tela: immagini attinte alla cultura artistica e alle meditazioni filosofiche, più che all'esistenza vera, fanno intendere che per Brini la realtà pittorica coincida con quella salvata dalla contaminazione terrena e dalla banalità del vissuto quotidiano.
Figure evocate dall'interiorità, offuscate dalla rilettura continua del tempo si incastonano come gemme nell'intricata tessitura di segno-colore che sembra preservarle dall' inevitabile corruttibilità.
Ogni tela è spazio definito che si modula attorno a una precisa scala cromatica, in sintonia con le emozioni che l'hanno generata: tutta la superficie del quadro è ossessivamente dipinta ad evitare che il vuoto possa alludere a un'assenza, ad una privazione o a un pensiero di morte da cui l'artista rifugge. La parte inferiore del dipinto rappresenta il piedistallo compositivo ed emotivo dell'intera struttura pittorica sulla quale si intesse gradualmente il fitto reticolo di colpi di spatola, intreccio magico di gestualità colorate, realizzato in una sorta di stabilità in sospensione. Tutto nasce e si sviluppa nell'hortus conclusus della tela, al cui interno premono squarci di trasfigurata realtà: in questa dialettica di forze, di suggerimenti contingenti e barlumi d'eternità, tra apparizioni e rarefazioni di forme, l'opera esprime la sua essenza più profonda.
Non l'immagine della “terrenità” della donna affascina Brini, né quella in cui si riflettono le comuni problematiche esistenziali, ma una dimensione soprasensibile, l'archetipo stesso della femminilità, dove confluiscono di volta in volta la sessualità, la maternità e il dolore, la ieraticità e il mistero. A volte soffocate, a volte sospinte in superficie dalla materia colorata, le figure intrecciano tra loro dialoghi misterios e suggeriscono percorsi criptici: teneri abbracci, affetti eterni, arcane simbologie si interscambiano significati e valori. Da questa fusione alchemica di elaborate realtà e immaginario profondo nascono sensazioni inafferrabili ed evocazioni difficilmente traducibili in un linguaggio verbale, più affini, semmai, all'essenza spirituale della musica. La predilezione dei toni del blu rende visibile la tensione verso l'assoluto: pittura che emoziona come musica, risonanze musicali che si trasformano in folgoranti intuizioni pittoriche (non a caso Brini suona il piano), nel desiderio, mai pago, di attingere all'indistinta energia che pulsa dentro di noi e che pervade l'universo.


Luigi Brini, architetto e pittore, è nato a Roma, il 25 marzo nel 1948. Tra le mostre più prestigiose, la personale del 2003 a New York, al “Jacob K. Javits Convention Center” e nel 2005 l'esposizione dedicata al Messico, presso la galleria “Ta Matete” di Roma.


 



L. Brini: dinamiche parallele IX- 2005, tecnica mista su tela







L. Brini: dinamiche parallele X- 2005, tecnica mista su tela







L. Brini: dinamiche parallele XII- 2005, tecnica mista su tela.







L. Brini: dinamiche parallele IV- 2005, tecnica mista su tela