Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno I - Mar./apr. 2006, n. 2
GALLERIE IN RETE 

UGO COSSU

L'essenzialità della forma
di Artemisia





Nato a Bosa, in Sardegna, nel 1950, pittore e scultore, Ugo Cossu è ricercatore di forme e di tecniche le più diverse. Appassionato da sempre di culture primitive, Cossu ha elaborato un linguaggio espressivo che oltrepassa la mera rappresentazione del reale per tendere all'”essenza” delle cose. Forme geometriche e lineari, volumi semplificati, piani levigati, profili netti si modulano nelle sue sculture in organica continuità.
Lo stile di Cossu è fatto di rigore e di armonia: ridotti alla purezza originaria, i volumi ripropongono la semplicità delle forme arcaiche, l'enigmaticità delle sculture dell'isola di Pasqua, il magico vigore che contraddistingue la modellazione primitiva.
Spaziando liberamente dall'Astrattismo al Surrealismo al Cubismo, lo scultore ha abbandonato il naturalismo della visione ottocentesca, per un'arte che accetta come unico riferimento il proprio autonomo linguaggio.
Gli echi dei grandi Maestri del ‘900, Afro,Brancusi, Arp, Picasso ed il fascino dell'arte precolombiana e nuragica si fondono nell'opera di Cossu, che fin da bambino ha sentito l'attrazione per culture antichissime, come quella egizia. Trasferitosi a Roma, frequenta studi di artisti affermati e matura una padronanza tecnica di lavorazione di svariati materiali, dalla terracotta, al marmo, al legno, all'asfodelo... Tuttavia i frequenti viaggi in Europa e nell'America Latina gli offrono l'opportunità di approfondire la sua ricerca artistica, già orientata verso originali modi espressivi.
Della terra natia l'artista conserva il rigore e la personalità schiva, dalle peregrinazioni in paesi lontani gli rimane l'urgenza di scoprire nei linguaggi delle antiche civiltà le tracce di una incontaminata bellezza. Permeate di gusto geometrico, le sue sculture tendono, infatti, ad esaltare la pura essenzialità delle forme e conducono in un luogo remoto di un'umanità che riscopre le radici dell'essere attraverso immagini non inquinate dal presente.
Anche dalle sue tele, in cui la materia pittorica si arricchisce di incisioni misteriose, sprigiona l'ansia di uno spirito primitivo, navigatore dell'infinito; ma è nella scultura che il suo animo plastico esprime la vera essenza. La scultura, asserisce Cossu, vive nello spazio ed attraverso lo spazio, con una concretezza ed una corposità negate alla pittura. Con la modellazione scultorea, che avviene per via di “togliere”, la forma si costruisce lentamente, con fatica, per concavità e convessità, in un giustapporsi di pieni e di vuoti, secondo una logica costruttiva, ma anche una libertà tridimensionale, ignote alla pittura.
Benché i soggetti prediletti si colleghino ai millenari temi della maternità, della figura umana e del mito, l'artista non tralascia di farsi anche suggestionare dalla forza evocatrice della poesia: Giuseppe Ungaretti, Pablo Neruda, il poeta turco Nazim Hikmet sanno suggerirgli immagini pregne di liricità e divenire fonti di ispirazione.
Assecondando le qualità visive dei materiali usati ed indagandone le leggi interne, oltre alle capacità spaziali, egli scolpisce piani che si offrono variamente alla luce, generando emozioni diverse. Le sue opere sanno riproporre con moderna sensibilità l'imperturbabilità di un kouros greco, il mistero di un totem africano, la ieraticità di una scultura cicladica. Giocolieri, madri, cavalli o Narciso divengono forme quasi astratte, reliquie di una “preistoria”, dissepolta a fatica dalla propria interiorità.
Da quasi trenta anni l'innata versatilità ha permesso all'artista di partecipare con successo al dibattito artistico; molte sue opere, infatti, fanno parte di collezioni, italiane e straniere, di Enti e di musei, come quelle esposte al Museo di Arte Moderna di Guadalajara in Messico.


La riproduzione in capo alla pagina è l'autoritratto di Artemisia Gentileschi, disegnato dalla restauratrice Francesca Secchi



 







U. Cossu: Cavallo e cavaliere, legno






Ugo Cossu: Figura in piedi, marmo