Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno I - Mag./giu. 2006, n. 3
GALLERIE IN RETE 

SALVATORE GIUNTA

Il funambolo della scultura
di Bruna Condoleo





Salvatore Giunta con Giulio Bargellini, fondatore del MAGI - Pieve di Cento


Da oltre 35 anni Salvatore Giunta ricerca e sperimenta nel campo delle arti con un desiderio precipuo: captare la forma nel suo valore intrinseco, individuarne gli elementi costitutivi, svelarne le armonie, i rimandi simbolici, le aggregazioni psichiche. L'amore per la forma lo porta, fin dagli anni '70, a prediligere la scultura come mezzo espressivo capace di tradurre idee ed emozioni connesse con il concetto della spazialità, sia attraverso le grandi dimensioni ed i materiali classici, come il bronzo, il legno e la ceramica, sia attraverso i piccoli formati ed i materiali meno consueti, come il ferro od il poliestere.
Arp, Brancusi e Moore sono i riferimenti tradizionali per la cultura artistica di Giunta fino agli anni '80, quando le sue opere, grandi totem di gusto arcaicizzante, fanno trapelare un interesse architettonico, del resto mai sopito: poi inizia un lungo periodo di riflessione sulle forme nello spazio, sul loro equilibrio e sul loro rapporto, una ricerca originale che lo conduce anche ad affrontare il problema dell'opera scultorea nell'ambiente, del suo inserimento nella natura, della sua vita mai autonoma, bensì in stretta simbiosi con l'aria, la luce, la terra e l'acqua.
Le sculture di Giunta propongono sempre un equilibrio “al limite”, le forme plastiche suggeriscono l'esistenza di uno spazio ambiguo quanto indefinito, dove il “precario”, a livello percettivo ed emotivo, vince sullo “stabile” e sulla solidità. Elementi rettilinei si incrociano con curve e sfere, ricercando una stabilità improbabile: ellissi, mezzi archi, cerchi che non si chiudono, s'intrecciano in danze armoniose, si tendono in sottili opposizioni, oppure sono lamelle parallele, in allumino o acciaio, che si inseguono nello spazio, sospinte verticalmente e vibranti sotto i riflessi della luce. L'impressione è che questi oggetti spaziali, o meglio concetti plastici, studiati con cura, levigati e resi perfetti, composti in equilibri provvisori, anelanti verso l'infinito, alludano a stati d'animo contrapposti: certezze e dubbi, solidità e precarietà, essere e divenire, gli eterni dilemmi dell'esistere.
Senza mai ricorrere alla figurazione ed all'esplicito, Giunta mostra di prediligere, fin dai suoi esordi nel lontano '69, i linguaggi di artisti come Paul Cézanne, per l'essenzialità geometrica della forma o come Piet Mondrian, per la perfezione ed il rigore matematico della composizione  e di orientarsi verso un'astrazione, da sempre più consona alla propria sensibilità estetica.
Dal 3 giugno 2006 a Pieve di Cento, presso il MAGI ‘900, (museo- arte- generazioni italiane), nato sei anni fa e da poco rinnovato, nella sala "Ospiti", destinata a mostre contemporanee, Salvatore Giunta esporrà sculture recenti, opere grafiche e tavole di elaborazioni al computer, ove, al di là del concetto spaziale, filo conduttore potrebbe definirsi la leggerezza dei volumi. Impegnato da tempo in un discorso sulla "sofficità" della materia, per cui ha effettuato rielaborazioni grafiche di grande raffinatezza cromatica sul tema delle nuvole, in questa personale emiliana, intitolata “Lo spazio della scultura”, l'artista elabora un discorso sul dinamismo, uno degli aspetti prevalenti dell'arte di Giunta, matematico della forma che sa intridere di lirica intensità le proprie composizioni.
Una tensione di ordine mentale e psichico si crea in quelle sfere che scivolano su piani inclinati, nel tentativo utopistico di non precipitare nel nulla. In quei ritmi contrapposti di linee e di forme, destinate a non incontrarsi mai, nelle sospensioni dinamiche dei volumi che indicano la profondità dello spazio ed evocano attese, possibili mutamenti, assetti diversi, c'è tutta la sostanza profonda di un artista, istintivamente e coscientemente attratto dal rigore dell'astrazione e dal'assoluta purezza della forma plastica.



Dopo aver frequentato la facoltà di Architettura ed essersi diplomato in Scenografia, Salvatore Giunta inizia la sua carriera artistica nel '69, con una personale presso il Palazzo delle Esposizioni, in Roma e da allora non interrompe mai l'attività di pittore e scultore. Poliedrico nella creatività, Giunta si è interessato con successo della scenografia teatrale, della cinematografia sperimentale, dell'ideazione di “libri d'artista”, ove ha ottenuto riconoscimenti di prestigio, finanche della medaglistica, realizzando sculture-trofeo per premi letterari e per celebrazioni storiche. Nato a Roma nel '43, già docente di Discipline Plastiche al Liceo Artistico, Salvatore Giunta vive nella Capitale.
L'attuale mostra, dal titolo “Lo spazio della scultura”, da cui sono tratte le opere, è visibile presso il MAGI ‘900, a Pieve di Cento (Bo), fino al 25/06 2006. Catalogo Beniamini Group.

(info@magi900.com-www.magi900.com)





 



Equilibrio provvisorio, acciaio - 2005






Precarietà, legno - 2002





Tangente, essenze diverse - 2002