Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale-Anno II-Nov./dic. 2006, n.6
GALLERIE IN RETE 
PROPOSTE DI ARTE CONTEMPORANEA

Las ciudades invisibles. Pedro Cano
di Bruna Condoleo




“La pittura ad acquerello è come l'arco- rispondeva Pedro Cano ad una mia intervista dello scorso anno -: bisogna molto pensare dove colpire, poi tendere bene ed infine lasciare in un momento preciso, di massima tensione”. E lui, poeta della materia pittorica, capace di decantare ogni emozione in elegiaco canto, ha certamente colpito con una mostra lungamente pensata, che ha sostato con successo presso importanti città italiane, da Roma a Palermo, da Firenze a Venezia, per approdare ora nella sua Spagna, a Sevilla, presso la Real Academia de Bellas Artes de Santa Isabel de Hungrìa. Si tratta di una serie di 55 acquerelli su carta, dedicati a “Le città invisibili” di Italo Calvino, lo scrittore che Cano conobbe nell'84 a Roma, in occasione di una personale presso la Galleria Giulia, e sono il risultato di un'operazione difficile, ma non





Cloe



Ogni città raccontata da Calvino è riassunta abilmente dal tocco delicato e sapiente dell'artista, leggero come un soffio di vento, eppure lungamente curato, come un'antica reliquia. Luoghi non luoghi, le città dipinte da Pedro Cano, che restituiscono l'impressione della vita, non quella superficiale e banale che appare all'occhio, ma quella più profonda, alimentata dalla memoria e trasfigurata dal tempo fluido della coscienza che offusca i dettagli delle cose senza farle sparire e sfalda le certezze per esaltarne il mistero.
Lo spazio ricreato negli acquerelli di Cano è carico di silenzi, scandito dai ritmi sommessi dell'animo e sopra tutto s'impone l'astratta armonia della visione, enigma fascinoso ed indecifrabile.





Valdrada



Cano si arricchiscono del vissuto personale e di un'atmosfera surreale ed impalpabile, affine alla fiabesca creatività di Calvino, ma in cui s'intrecciano ricordi e melanconie, paesaggi reali e visioni oniriche. Dai molteplici viaggi effettuati dal pittore giungono, infatti, spunti e suggerimenti che si sovrappongono alle descrizioni calviniane: il fascino silenzioso di assolati siti africani affiora nella doppia immagine di Valdrada ; il ricordo di un oriente dolcemente covato entro la sua anima araba, traspare nelle sembianze veneziane di Esmeraldina, mentre gli indistinti ed arsi panorami di Pentesilea ripropongono paesaggi consueti alla fervida immaginativa dell'artista spagnolo. Nell'acquerello intitolato Dorotea le torri che si stagliano alte nel cielo somigliano a quelle della natia Blanca mentre in Aglaura , città nei cui angoli a volte accadono strani prodigi, un cortile nascosto, illuminato da un raggio di sole, assume l'aspetto familiare di un angolo della casa ove il pittore trascorre parte della vita.

La mostra “ Las ciudades invisibles- Pedro Cano “ si svolge in Spagna, a Sevilla, presso la Real Academia de Bellas Artes de Santa Isabel de Hungrìa, dal 2 dicembre 2006 al 4 gennaio 2007.




Dorotea

 


Pedro Cano: Bauci, acquerello, 2005


inconsueta nella storia dell'arte: tradurre in immagini la colta inventiva di uno scrittore. L'artista spagnolo da oltre 30 anni espone in tutto il mondo oli ed acquerelli in cui si mescolano con levità poetica melanconia iberica e mistero arabo. In questa affascinante mostra Cano, divenuto ideale viaggiatore aggiuntosi a Marco Polo, che con la fantasia visionaria propria del narratore italiano racconta a Kublai Kan le città del suo immenso impero, dà una rilettura interiorizzata del testo di Calvino, permettendo di identificare ogni città grazie alla sua originale cifra stilistica. Con acquerelli di raffinata fattura il pittore delinea l'immateriale apparizione di mondi sconosciuti, pervasi di allegorie e metafore, palinsesti su cui far approdare anche le immagini di un personale viaggio interiore.



Tamara


“Io comincio i miei dipinti come fossero romanzi” mi confida Cano, ed infatti i suoi acquerelli si leggono come racconti, frugando nei meandri delle forme, nei contorni sinuosi delle linee, nell'espressività dei colori. Le calde sfumature degli azzurri, dei verdi, delle ocre fanno somigliare il quadro ad un reperto salvato alla rovina, segnato da lettere di alfabeti arcaici, gravido del sentimento struggente del divenire, capace di far trapelare i segreti di un racconto intimo, intriso di solitudine e di amore.
Per effetto di un'espansione emotiva, le immagini sembrano fuoriuscire dai limiti spaziali e temporali, subiscono una mutazione ed entrano in una dimensione nuova in cui il soggetto diviene “immateriale”, mentre la materia dell'acquerello prende miracolosamente “corpo”.
Bauci sorge su alte palafitte, tutta celata agli sguardi umani, Tamara è simile ad una scacchiera di oggetti consueti e misteriosi, Cloé è riassunta in un ventaglio veneziano: trasposizioni liriche delle sensazioni che la lettura di “Le città invisibili” ha creato nell'artista, gli acquerelli di



Pentesilea





Aglaura


Pedro Cano è nato a Blanca, nella Murcia spagnola, nell'agosto del '44. Finiti gli studi accademici, grazie ad una borsa di studio si trasferisce nel '69 a Roma e da allora inizia a viaggiare, prima in America Latina, poi a New York, in Europa ed in Africa. Stabilitosi in Italia, dove ha esposto fin dal '75 presso gallerie prestigiose, ottiene fama e successo grazie a mostre personali effettuate ovunque: a Monaco, a Madrid, ad Amsterdam, a New York, a Dallas, a Toronto, a Los Angeles, a Buenos Aires. Nominato cittadino onorario di Anguillara, paesino sul lago di Bracciano (RM), dove vive e lavora parte dell'anno, Cano ha ricevuto nel 2001 dal Re Juan Carlos di Spagna l'alta onorificenza di “La Encomienda de Numero de Isabel La Catolica”, destinata soltanto ad artisti che abbiano saputo tenere alto nel mondo il prestigio della cultura spagnola. Il 24 settembre 2005 è stato investito "honoris causa" del dottorato in Storia dell'Arte dall'Università della Murcia.



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