Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale -Anno III- Sett./ott. 2007, n.11
GALLERIE IN RETE 
PROPOSTE DI ARTE CONTEMPORANEA

Salvatore Giunta : “Collisioni”
di Bruna Condoleo

pour la traduction en français


Euritmia, faggio evaporato. Larghezza cm. 102



La Galleria “Satellite” espone a Parigi, dal 26 settembre al 6 ottobre 2007, una scelta di collages e sculture, opere recenti ed in gran parte inedite create da Salvatore Giunta, artista poliedrico, dalla personalità versatile e dalla tecnica raffinata. L’arte di Giunta, che si tratti indifferentemente di pittura, disegno o scultura, tende alla maggiore purezza possibile delle forme: i ritmi dinamici, articolati in equilibri precari, richiamano evoluzioni siderali da cui, malgrado il rigore e la chiarezza compositivi, non è esente il concetto di casualità.
Triangoli, quadrati e trapezi in collisione cinetica, ellissi e cerchi s'intrecciano con leggerezza, si attraggono e dialogano grazie ad eleganti accordi tonali o duellano per mezzo di opposte cromie, proiezioni simboliche delle dinamiche esistenziali.
Senza mai ricorrere alla figurazione, il lirismo metafisico di Giunta attinge alla natura primordiale delle forme, liberate da ogni sovrastruttura naturalistica ed iconica; egli predilige, infatti, i linguaggi geometrici che sono alla base dell'arte dei suoi maestri ideali, Cézanne, Arp, Brancusi, Mondrian. Il quadro è per l'artista un apparato ordinatore degli elementi formali nello spazio, ma, a differenza di tanta arte non oggettiva, dalle ricerche cinetiche del primo ‘900 alle esperienze del gruppo francese “La Nuova Pittura” negli anni '70, il suo personalissimo linguaggio geometrico non impedisce proiezioni mentali o divagazioni oniriche, anzi riflette implicitamente altre dimensioni psichiche ed emotive.
Vicino alle estetiche di artisti italiani postconcettuali, come Ettore Spalletti, o di pittori come Carlo Battaglia ed Elio Marchegiani, egli indaga sul rapporto spazio/ tempo; le sue creazioni scultoree, soprattutto, forme dinamicamente sospese al limite dell'azzardo , vivono una dimensione di incessante divenire, mentre lo spazio-luce è diaframma tra finito ed infinito. La materia, trattata con tecniche che mutano a seconda delle qualità filtranti o rifrangenti delle superfici, è valorizzata al meglio: le proprietà fisiche dei materiali usati, i colori e le vibrazioni delle forme divengono elementi fondamentali di un lavoro artigianale che trasforma l'opera in una diafana superficie in cui è sempre possibile leggere in trasparenza la storia interiore dell'artista.




Dinamica lamellare, acciaio, 2006


Ut pictura poesis: nella cristallina musicalità visiva dell’arte di Giunta, mai scissa dall’enigmaticità delle allusioni simboliche, possono riconoscersi assonanze con i ritmi della poesia; del resto da sempre l’esperienza dell’Artista sconfina verso orizzonti semanticamente più vasti, superando codici, tecniche e procedimenti canonici dei diversi linguaggi artistici e testimoniando la volontà di una comunicativa polisensoriale. Se rigore e lirismo, inventiva e metodo sono principi che spesso risultano tra loro in contrasto dialettico, in lui, come accade in pochi altri artisti dediti all’astrazione (in Luigi Veronesi, ad esempio), sono termini antitetici che sanno amalgamarsi in limpide visioni. Ripetizioni, riprese e variazioni sul tema organizzano il vuoto in giochi formali ricchi di compressa energia; segni come suoni s’intrecciano in melodiose configurazioni dove sottili equilibri grafico-volumetrici, ottenuti grazie a sofisticati bilanciamenti, suggeriscono analogie con altre esperienze sensoriali e tattili e permettono di immergersi nei ritmi silenziosi della mente.
Rifiutando da sempre la banalità del quotidiano, l’artista sorvola con leggerezza poetica il mondo reale per addentrarsi nei significati più riposti della coscienza, sostenuto da una classicità intrinseca che proviene dal proprio bagaglio culturale e genetico.




Collages di carta a mano, carte ruvide e levigate, 2007
 


Locandina della mostra parigina



La luce, elemento ordinatore dei volumi, mutevoli come l’esistenza, è il risultato di un opportuno dosaggio cromatico che stabilisce tra le forme relazioni tonali, metriche, strutturali e percettive assieme.
Nella mostra parigina “ Collisioni”, venti collages ed alcune originali sculture, i riquadri cartacei fanno parte di una sequenza seriale in cui ogni struttura assume una più esatta identità linguistica dalla relazione con le altre unità. L'artista sceglie un'idea di partenza, poi elabora i suoi lavori in conseguenza di quella ideazione, sviluppando le potenzialità delle interazioni spaziali e cromatiche, calcolate sulla base di una progressione musicale e sulla diversa grammatura del colore. La carta a mano è materia sovrana: ciascun elemento formale viene definito grazie al suo contrario e si manifesta nel momento in cui sta opponendosi od integrandosi nell'altro. Carte ruvide e levigate, dispiegando una eccezionale quanto imprevedibile vocazione scultorea, così come legni, bronzi, ferro o alluminio, materiali capaci di reagire differentemente agli stimoli luminosi, sono i protagonisti di un linguaggio minimale che gioca sui lievi contrasti, sull'opacità e sui riflessi, anche su impercettibili scarti formali. L'estro razionale permette all'artista di sfuggire all'insidia della monotonia: positivo e negativo, vuoto e pieno rimbalzano, si oppongono, invertono le posizioni originarie, giocando cineticamente con le forme, creando un prima ed un poi di un racconto poetico in cui il silenzio diviene la nuova frontiera dell'infinito.




Tangente, faggio evaporato, 2006



Egli sembra assente dalla sua opera, risultato perfetto ed alchemico di materia-forma-spazio-luce, ma non è così: il colore mostra la squisita capacità pittorica negli accostamenti raffinati di tonalità sommesse e calibrate ed i movimenti delle strutture, in bilico tra stabilità e dinamismo, sono lo specchio segreto della sensibilità dell’artista e suggeriscono i lievi turbamenti dell’anima.
Nelle opere esposte in “Collisioni” Giunta ha inteso privilegiare la bipolarità del bianco e del nero, ma le tonalità dei bianchi si moltiplicano ed il nero, attraverso il grigio, sa graduare la sua apparente opacità: i sottili cambiamenti percettivi, suggeriti dai ritmi rallentati dei percorsi lineari, sollecitano il pensiero producendo un continuum di sensazioni ottiche ed emotive.
“Saper dipingere- ha detto il pittore parigino Gérard Garouste- è prima di tutto saper prendere coscienza dei propri limiti e delle proprie debolezze e possedere la follia di andare oltre”. Se ciò è vero, Giunta, al di là di farraginose sperimentazioni, trova il suo altrove in questa dimensione di rarefatta levità formale, lontana dalle angosce esistenziali, evocatrice, semmai, di aure sospese e di tenere nostalgie.
Di contro al disordine, alla frantumazione, al convulso peregrinare del nostro tempo, Giunta fa ricorso ad una razionalità geometrica, vivificata dall’armonioso flusso di forme, che testimoniano con i loro rimandi metaforici un’alternativa estetica alla caotica volgarità del presente. In una metafisica del fare e del contemplare, le sue creazioni sanno imporsi quali appropriati stimoli di rigenerazione psicologica, offrendo l’immagine essenziale e disadorna della positività dell’essere.



Parigi, galerie Satellite: inaugurazione della mostra




Nato a Roma nel '43, già docente di Discipline Plastiche al IV° Liceo Artistico, Salvatore Giunta inizia la sua carriera da giovanissimo con una personale al Palazzo delle Esposizioni, in Roma nel 1969 e da allora non interrompe mai l'attività di pittore e scultore. Poliedrico nella creatività, si è interessato con successo di scenografia teatrale e di cinematografia sperimentale, ha ideato “libri d'artista”, medaglie e sculture trofeo per premi prestigiosi, ottenendo riconoscimenti di altissimo livello. Tra le numerose esposizioni effettuate in Italia e all'estero (Francia, Spagna, Stati Uniti, Brasile, Giappone, Malta), si segnalano le collettive più significative: nel '77 “Itinerante aurea”, San Paolo, Rio de Janeiro, Belorizonte, Brasilia; nel '82 la XII° Biennale di Parigi; nel '89 “Libri e pagine d'artista”, Forte del Belvedere, Firenze; nel '98 “Il metallo e la forma”, Accademia di Carrara, Bergamo; nel 2006 “Tra©arte”, Rassegna internazionale, Museo Civico, Foggia; nel 2007 nell'ambito della “52° Biennale Internazionale d'arte” di Venezia, ha partecipato al progetto “Camera 312, pro-memoria per Pierre” . Tra le personali più recenti si ricordano nel 2006 l'importante mostra “Lo spazio della scultura”, MAGI ‘900, Pieve di Cento (Bo) e nel 2007 l'installazione “Al limite dell'azzardo”, Studio d'arte Fuori Centro, Roma.

Galerie Satellite, 7 rue F. de Neufchateau- Paris, Onzième, M° Voltaire-www.galeriesatellite.com; dal 26 settembre al 6 ottobre 2007. Al vernissage sarà presentato il Libro d'Artista "Ritmi della mente" con una poesia di Paolo Guzzi.




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