Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale -Anno III- Nov./dic. 2007, n.12
GALLERIE IN RETE 
PROPOSTE DI ARTE CONTEMPORANEA

Giovanni Fattori: disegni ed incisioni
di Claudia Carpineti



G. Fattori con la cartella delle incisioni (foto)



Il fondamento teorico della nuova corrente artistica italiana mira ad un realismo che tuttavia non è d’impressione diretta, come sarà nell'estetica impressionista, ma consegue da un recupero di ciò che è stato osservato. Proprio per questa tendenza realista, la poetica dei macchiaioli si oppone al Romanticismo ed al Purismo dei pittori accademici, sostenendo invece la necessità di rifarsi allo studio diretto del vero.
I macchiaioli teorizzano che in ogni rappresentazione del reale tutti i valori si riducano in macchie di colore e di chiaroscuro, tanto che ogni macchia si carica di una duplice valenza: luce ed ombra, due fattori che non cambiano il colore, ma mutano il tono della raffigurazione, quindi vanno rapportati in un proporzionale equilibrio. Si rinnova perciò il principio della tradizione figurativa toscana, basato sul valore del disegno, che non è da intendersi in maniera accademica, ovvero come il primo fondamento della creazione artistica (delineare la rappresentazione nello spazio e poi solo in ultimo il colorire), ma come risultanza del congiungersi delle

 

La mostra “ Giovanni Fattori ”, allestita negli spazi della Calcografia dell'Istituto Nazionale per la Grafica di Roma, presenta un ricco nucleo di incisioni del celebrato maestro macchiaiolo, 124 acqueforti e 23 litografie della collezione donata da Luigi Franconi all'Accademia Carrara di Bergamo, affiancato da 19 disegni ed un inedito taccuino di schizzi raffiguranti studi d'animali, figure di butteri, soldati e piccoli scorci di paese, conservati nelle collezioni dell'Istituto romano.
Giovanni Fattori (Livorno 1825 – Firenze 1908) nasce in una famiglia di artigiani; avviato agli studi artistici da Giuseppe Baldini, nel 1846 si trasferisce a Firenze dove entra in contatto con il gruppo del Caffè Michelangelo, diventa allievo di Giuseppe Bezzuoli ed inizia a frequentare la scuola di Nudo all’Accademia di Belle Arti. Fattori è considerato uno tra i maggiori esponenti del movimento dei Macchiaioli, che si sviluppa a Firenze nella seconda metà dell’Ottocento, anche se l'artista non aderisce subito alle nuove esperienze del gruppo e fino al 1859 dipinge seguendo un gusto romantico.


Esplorazione, 1907/8, acquaforte su rame




Bovi al carro in Maremma, primi anni del '900, acquaforte


macchie, e quindi come "l’atto ultimo e conclusivo della pittura - come afferma Giulio Carlo Argan -la sintesi che ordina e costruisce nella forma le sensazioni coloristiche e luminose" (G. C. Argan: L'arte moderna, L'Ottocento, Sansoni, 2001).
Nel 1859 Fattori ottiene l'incarico di pittore militare, dieci anni dopo, all'epoca dei capolavori come In vedetta, gli viene affidata la cattedra di pittura all'Accademia di Belle Arti di Firenze e dal 1888 è membro onorifico dell'Accademia di Belle Arti di Bologna.

Tuttavia l'artista si dedica con particolare interesse all'incisione solo nella maturità, a partire dalla metà degli anni Ottanta, ambito artistico che gli offre nuove possibilità espressive e gli consente di ottenere alcuni importanti riconoscimenti, come la medaglia d'oro all'Esposizione Universale di Parigi nel 1900 (dove all'insaputa dell'artista fu inviata l'acquaforte Bovi al carro in Maremma) e la nomina a membro della Commissione per l'indirizzo artistico della Calcografia Nazionale dal 1901 al 1905.
Nell'acquaforte Fattori scopre una tecnica per sperimentare un linguaggio espressivo puro ed istintivo, fino ad arrivare alla noncuranza per il dettaglio e tradurre sempre con maggiore immediatezza quel suo particolare spirito verista.
I macchiaioli fanno sì che il linguaggio figurativo non sia più esclusivamente l'espressione di una élite intellettuale, ma vada incontro anche al popolo il quale vi si può riconoscere. Ciò è visibile


Studio di buttero, disegno a grafite

 

Veduta con ponte, disegno a grafite





proprio nell'opera grafica di Fattori, che ritrae motivi frequentati anche in pittura: soggetti militari, contadini al lavoro, cavalli, buoi al pascolo, scenari della Toscana natia.
L’esposizione romana alla Calcografia consente al grande pubblico di comprendere il percorso grafico di uno dei maggiori incisori dell’Ottocento italiano, fruendo di alcuni esemplari unici e di una serie tirata da Fattori stesso con il suo piccolo torchio a mano. Inoltre è esposta una cartella di tirature eseguite nel 1958 per la mostra "Le incisioni di Fattori", curata dall’allora direttore della Calcografia Nazionale Carlo Alberto Petrucci, in occasione del 50° anniversario della morte dell’artista.
I disegni presentati, oltre a dimostrare la bellezza e la sicurezza del segno del Maestro, ancor di più rendono testimonianza di come la libera osservazione della quotidianità venga, in un secondo momento, tradotta nell'incisione.
La mostra è accompagnata dal Catalogo generale dell’opera incisa di Fattori, curato da Andrea Baboni e da un Catalogo dei disegni dell’ Artista conservati dall’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma, curato da Fabio Fiorani, con la collaborazione di Claudia Carpineti.


Claudia Carpineti, laureata in Scienze storico-artistiche e dei Beni Culturali, collabora presso l'Istituto Nazionale per la Grafica di Roma- Laboratorio di Restauro Opere d'Arte su Carta



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