Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno V - n.19 - Maggio-giugno 2009
GALLERIE IN RETE 
PROPOSTE DI ARTE CONTEMPORANEA

Gian Paolo Barbieri: fotografare la moda
di Carmelita Brunetti



Un punto nel tempo, una rappresentazione materiale della decisione di un fotografo di premere un pulsante e di lasciare impressa nel tempo una verità che rivive ogni volta che lo sguardo si ferma sulle immagini che il tempo inesorabilmente cancella…La fotografia è un mezzo che permette di lasciare al futuro l'impronta del reale : mentre guardiamo le immagini, infatti, noi rivitalizziamo esperienze passate e gli scatti di Gian Paolo Barbieri, maestro della fotografia italiana di moda (nato a Milano nel 1938), ci fanno partecipi di un mondo ricco di eleganza e raffinatezza, dove la bellezza e lo stile delle Case di moda si rendono uniche ed inconfondibili grazie anche alla magia che egli sa dare attraverso gli scatti.
Un grande amore per il cinema porta Gian Paolo Barbieri nel 1961 a Cinecittà, dove non solo frequenta attori e personaggi dello spettacolo, ma diventa assistente del fotografo ungherese Tom Kublin. Una collaborazione breve quella tra quest'ultimo e Barbieri, ma che ha segnato la vita del giovane fotografo italiano tanto da fargli nascere la passione per la moda e di fargli aprire un piccolo studio a Milano. Dopo un breve periodo trascorso in America, torna a Milano con una tale grinta da attirare l'attenzione della casa di moda Vogue che nel 1965 gli offre la copertina del suo primo numero. Seguiranno le edizioni francesi, americana e tedesca. Quanti scatti ricercati e quanta sensualità nel fotografare le modelle mentre indossano eleganti capi di Gianfranco Ferrè, Gianni Versace, Giorgio Armani, Yves Saint Laurent e Valentino! Stili e tendenze diverse, con in comune uno sguardo attento e una gran fiducia riservata al re della fotografia di moda. Nel 1978 lavora per la rivista tedesca Stern e nel 1982 Armani lo chiama per creare il primo libro (per entrambi) di foto e ritratti 'Artificial'.
Gli anni Novanta sono caratterizzati da un forte cambiamento nello stile di vita e nella moda e, soprattutto, nella vita di Barbieri. Nasce l'epoca del minimalismo e in quel periodo l'artista, attratto dalla natura, fa viaggi in Polinesia, Madagascar, Thaiti e Seychelles dove scatta immagini di donne selvagge che fanno pensare a Gauguin e prendono il sopravvento su top model e passerelle. Quante foto scattate che lo hanno reso famoso in tutto il mondo, immagini che gli hanno fatto conquistare un angolo prestigioso all'interno del Victoria e Albert Museum di Londra e nel Kunsforum a Vienna!
Dopo il recente successo della mostra a Palazzo Reale (Milano, autunno 2007), le sue opere sono ora in mostra a Bologna, nella Galleria Forni, aperta al pubblico dal 9 maggio al 30 giugno. Le foto sono tutte rigorosamente in bianco e nero e di dimensioni medio grandi (da cm.60x70 a cm.100x150): immagini emozionanti e sensuali dove i corpi delle modelle e gli sfondi, molto ricercati, creano un'armoniosa atmosfera di ombre e di luci, dove l'immagine analogon del reale si perde nell'universo dell'immaginazione. Un'attenta selezione di scatti storici, come quello ad Audrey Hepburn realizzato a Roma nel 1969 per Valentino (Vogue Italia), o quelli con evidenti richiami agli anni Trenta e Quaranta che più contraddistinguono l'opera di quel periodo, è affiancata da una serie di scatti più recenti, tra cui quello realizzato a Milano nel 2000, che ritrae Monica Bellucci per Dolce & Gabbana.
una mostra tutta da vedere la personale di Gian Paolo Barbieri, che sarà poi affiancata da un'esposizione di giovani e promettenti fotografi: Marco Alemanno, Davide Bramante, Nicola Cicognani, Francesca Galliani, Andrea Garuti, Vittorio Gui, Jean-Baptiste Huynh, Paolo Mazzanti, Fabio Rangoni, Marco Signorini e Giovanna Zinghi.
 



Eva Malstrom. Vogue (Italia) 1979


Jill Kellington. Vogue (Francia) Port Sudan 1970


Audrey Hepburn per Valentino, Vogue, Italia, 1969



Carmelita Brunetti, laureata in Storia dell'Arte moderna, specializzata in Psicologia dell'arte, docente all'Accademia di Belle Arti FABA di Cosenza
e-mail:
carmelita.arte@libero.it



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