Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno VI - n.23 - Gennaio-marzo 2010
GALLERIE IN RETE 
PROPOSTE DI ARTE CONTEMPORANEA

Mimmo Paladino, il segno e la forma
di Carmelita Brunetti



Un artista poliedrico come Mimmo Paladino (Paduli 1948), uno dei più originali protagonisti della Transavanguardia, movimento artistico fondato nel 1980 da Achille Bonito Oliva, non poteva non suscitare un grande interesse nel panorama contemporaneo di mostre prestigiose con una personale intitolata Il segno e la forma, curata da Enzo Di Martino e allestita presso il Centro Saint-Bénin di Aosta (aperta al pubblico fino al 2 maggio 2010).
Tutta la ricerca di Mimmo Paladino affonda le radici negli anni Settanta, quando l'artista faceva i primi passi nell'ambito di una figurazione ricca di elementi simbolici che ancora costituiscono l'essenza del suo linguaggio figurativo, come, ad esempio, nelle opere esposte in mostra: l' acquatinta "Concerto" del 2007 e l’acquaforte "Matematico 3" del 2001. La sua ricerca si è subito evoluta ed aperta a nuove forme espressive, passando attraverso il concettuale e la fotografia per realizzare opere scenograficamente coinvolgenti. Così non solo la pittura è protagonista nei suoi lavori, ma anche il mosaico, l’incisione e più tardi negli anni Ottanta arrivano la scultura in bronzo in grandi dimensioni e le numerose installazioni. Paladino ha intrapreso diversi percorsi linguistici, ama la contaminazione e sperimenta diverse tecniche che gli permettono di rappresentare il proprio mondo interiore, primordiale e magico. Immagini astratte e oniriche si susseguono su grandi tele dai forti valori timbrici, nello spazio campeggiano forme geometriche oppure rami e maschere che ricordano riti ancestrali e figurazioni arcaiche. La rassegna di Aosta, infatti, cattura il fruitore con più di trenta opere grafiche e una decina di sculture del nostro Maestro ed offre al pubblico l’opportunità di ammirare i due aspetti significativi della vasta ed eterogenea produzione di Paladino. Le sue opere si aprono al mondo e come recitail filosofo Heidegger “l’opera d’arte è tale se sa aprire un mondo. Quest’apertura si produce innanzitutto come una sorta di collasso del mondo già costituito. Perché l’opera possa svolgere la sua funzione di apertura su un altro mondo è necessario che venga sospeso il rapporto con il mondo come qualcosa di già noto, di già visto, di già conosciuto”. Nella sua attività da artista work en progress veniamo colpiti da un effetto sinestetico e magicamente straniante. Molte sue opere sono a buon diritto collocate in permanenza in alcuni dei principali musei del mondo, tra cui il Metropolitan Museum of Art di New York.
 




Mimmo Paladino: Shield 1





Concerto K432, 2007, acquatinta acquaforte







Matematico 3, 2001, acquaforte, acquatinta





Carmelita Brunetti, laureata in Storia dell'Arte moderna, specializzata in Psicologia dell'arte, docente all'Accademia di Belle Arti FABA di Cosenza
e-mail:
carmelita.arte@libero.it



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