Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno VII - n.27 - Gennaio-febbraio 2011
GALLERIE IN RETE 
PROPOSTE DI ARTE CONTEMPORANEA

Paola Sprovieri. Colorando i sogni di Morfeo
di Carmelita Brunetti


Senso di confusione e straniamento, caos e lotta fra dionisiaco e apollineo avvertiamo in tutti i lavori che la giovane calabrese Paola Sprovieri (1986), laureanda in Architettura, ci presenta in una mostra dal titolo “Colorando i sogni di Morfeo”, a cura della scrivente, allestita nella sala del “Caffe Letterario” di Cosenza, dal 2 al 13 marzo 2011. Le sue composizioni, dalle tinte delicate e forme inusuali, sono come un campo di battaglia su cui l'artista agisce per enucleare le proprie emozioni, il suo stato d'animo; ci conducono nel suo magico mondo dei sogni, quei sogni che la ispirano e la proiettano verso la realizzazione di lavori che hanno un sapore surreale e immaginifico. Dal sogno la pittrice si risveglia ispirata e pronta a mettere in scena il suo sentimento più intimo e complesso, dove le angosce e le paure si trasformano in un lirico linguaggio visivo. “Teatrini”, “Totem” e “Maschere” diventano icone di tutto il suo percorso creativo: Paola Sprovieri attraversa l’arte come campo pericoloso, è il pericolo di chi non accetta le regole e che vede nell’arte il luogo di un immaginario che agisce nella vita per creare un cambiamento totale. La sua pittura si presenta come esplosione epocale in cui gli uomini, le cose, le idee, diventano testimoni di un mutamento sopraggiunto come sconvolgimento, come negazione di una fine, per ricominciare a vivere. Ogni sua creazione è sempre diversa e rivela la spontaneità nell’elaborazione grafica e coloristica. Nella sua dimensione onirica la Sprovieri si perde per ritrovare e meditare sul passato, sul presente e sul futuro. Ella lavora intorno all’immagine senza arrivare a darle una vera definizione, lasciando prevalere solo le sensazioni che il colore dona. La scacchiera di tinte che fissa sui compensati, è il gremito che diventa spazio dominato, come se con le sue scenografie la Sprovieri volesse esorcizzare il caso geometrizzando il mondo. Chi guarda i suo teatrini, ad esempio, “La scala della vita” del 2010, di piccole dimensioni, nota come gli spazi siano stati studiati in modo tale da disorientare l’osservatore e tenerlo fuori dall’opera, costretto ad osservarla da spettatore, non indotto a viverla da dentro come protagonista. In tutti i suoi lavori percepiamo il desiderio di rifugiarsi nel sogno e aspettare il nuovo giorno che verrà: il desiderio di fermare il tempo, un antico sogno dell’uomo, viene realizzato dalla Sprovieri attraverso l’opera d’arte, è nell’arte infatti, che il tempo viene sospeso, nell’arte è la possibilità di riprogettare l’esistenza umana.
Alcuni lavori sembrano surreali, come il “Gallo Matto” di carta pesta, realizzato nel 2010, dove la testa dell'animale è staccata dal corpo: un’esplosione di forme e di colori che freudianamente fanno pensare a un lavoro nato dall' inconscio e non da un’idea progettuale. Il significato simbolico che la mitologia greca attribuiva al gallo, quale simbolo della rinascita, alleato alle forze benefiche e protettrici, con quest’opera diventa invece rivelatore di rabbia e perde anche il principio di virilità e aggressività del combattente. Il gallo della Sprovieri, dunque, non solo disorienta, ma fa riflettere sulla caduta dei valori e dei sentimenti… Del resto la ricerca spirituale di Paola è accompagnata da una forte esigenza di autoaffermazione del sé e quando le chiedo cosa sia l’arte per lei, mi risponde dicendo che è un momento di distacco totale da tutto quello che la circonda e che fa male, una sorta di arte-terapia, oltre che ricerca estetica e confronto stilistico.
 


Paola Sprovieri: Gallo matto



Totem


Nei lavori di Paola non c’è soltanto voglia di provare emozioni attraverso l’uso dei colori, ma desiderio di esplorare nuovi orizzonti per crescere intellettualmente e camminare nel sentiero dell’arte. Diverse composizioni sono realizzate anche con dei sottili fogli di compensato e fili di metallo: il “Totem”, invece, è una striscia stretta di compensato, alta circa un metro, colorata con spruzzi di colore acrilico e cera. Con il “Totem” altra simbologia e altra storia, ma tutte con lo stesso principio: ricollegarsi alla vita reale attraverso il sogno. Anche il titolo della mostra è un richiamo al mondo fantastico dei sogni, amato e celebrato da sempre da poeti e da musicisti!
Il 27 febbraio 2011 alcuni lavori della Sprovieri saranno esposti in una mostra collettiva a Rocca Imperiale (CS), insieme alle opere di altri giovani artisti, nella suggestiva sede dell’antico Monastero. Durante la mostra sarà anche esposta un'opera di Pablo Picasso proveniente da Siena, in onore dell’Ambasciatrice di Giordania, in visita nel territorio calabrese, donna molto amante dell'arte e della cultura.


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