Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XI - n.48 - Aprile-giugno 2016
GALLERIE IN RETE 

PROPOSTE DI ARTE CONTEMPORANEA

Lo spazio in movimento: omaggio ad Albert Einstein!
di Carmelita Brunetti






Rocco Pangaro




Gianmarco Pulimeni




La rassegna “Spazio in movimento. Omaggio ad Albert Einstein” nasce per festeggiare i cento anni dalla nascita della teoria di Einstein sulle “onde gravitazionali”. Era il 1916 quando lo scienziato scopre che uno dei nodi insoluti della Relatività Generale era la presenza delle onde gravitazionali, prodotte dallo scontro di due buchi neri o stelle che si propagano nel cosmo. Finalmente oggi si può ascoltare la musica dell’universo, o immaginare con l’occhio dell’artista come lo spazio si muove e s’increspa. La fantascienza, il cartone animato Futurama, il telefilm Star Trek, hanno reso familiari l’effetto delle onde gravitazionali quando ancora non erano dimostrabili scientificamente. I viaggi nel tempo, il teletrasporto brevettato da un inventore americano nel 2006 , il romanzo di Herbert G. Wells “La macchina del tempo” del 1859, e le loro possibili applicazioni hanno influenzato e ispirato autori come Ray Bradbury, Poul Anderson, Fritz Leiber e altri. E così che dalla fantascienza si passa alla realtà con la dimostrazione della teoria dello scienziato.
La rassegna, curata da me con la collaborazione di Alessandra Primicerio, ha voluto coinvolgere i seguenti artisti: Luigia Granata, Rocco Pangaro, Giuseppe Perrone, Gianmarco Pulimeni, Anna Letizia Candelise, Inna Varivonchik, Demetrio Giuffré ed Emiliano Zucchini, per mettere a confronto la creatività artistica di ognuno di loro con quella del pensiero di un grande genio come Einstein. La sperimentazione dei nostri artisti li ha portati a realizzare opere uniche e molto suggestive. Giuseppe Perrone, ad esempio, ha rappresentato un’opera metafisica per farci immaginare la creazione dell’universo tramite la relazione fra l’essere umano e lo spazio. Luigia Granata, con i suoi acquerelli su carta pregiata, ha raffigurato delle spirali colorate che simbolicamente rappresentano il cielo e la continuità ciclica della vita: un modo immediato per far catapultare nell’infinito universo l’essere umano. Gianmarco Pulimeni con il suo lavoro concettuale dove delle piccole sedie di legno dipinte di bianco, fatte a mano dall’artista, posizionate su un supporto quadrato indicante la superficie terrestre, chiuse dentro una grande teca, regala all’osservatore un senso di movimento e di forte effetto gravitazionale in un lavoro che si presenta raffinato e colto. Grazie all’uso del rosso l'opera di Rocco Pangaro è rapsodica e ipnotizza grazie al movimento che ottiene dai pezzi di vetro tagliati e attaccati sulla superficie rettangolare della tela. Inna Varivonchik interpreta il tema della mostra con un’opera molto sensuale e nello stesso tempo poetica: la tela è dipinta con uno sfondo nero in cui campeggiano dei cerchi concentrici bianchi su cui ruotano due corpi: una donna e un uomo che s’incontrano in una danza amorosa ideale che fa pensare alla creazione dell’universo. Demetrio Giuffré con il suo “colore strappato” fa notare come la luce sia fondamentale per il colore e per gli effetti che ne derivano. Il suo lavoro materico e concettuale s’intreccia perfettamente nelle linee di ricerca tipiche dell’artista sperimentatore, e Giuffré diventa maestro dell’alchimia. Anna Letizia Candelise propone un’interpretazione della teoria di Einstein usando un linguaggio astratto: ella ricorre alla fantasia tirando in causa anche la dea Urania per riportare l’individuo dal gioco dell’informale alla razionalità e alla concretezza della vita. Emiliano Zucchini con “Uomo Antenna” ha presentato il rapporto massmediatico che nella nostra società va ad inficiare le relazioni e nello stesso tempo trasforma la radice e la discendenza dell’essere umano, facendo rapportare l’individuo al mondo tecnologico in una concezione spazio-tempo fatto da numerosi bit.
Anche i grandi artisti del passato si sono confrontati con la scienza, come Leonardo da Vinci se pensiamo ai suoi esperimenti, Filippo Brunelleschi, noto per i suoi studi sulla prospettiva, oppure Paolo Uccello per l’uso della matematica nei suoi dipinti. In questa collettiva “ l’arte e la scienza” vengono messe a confronto dai nostri artisti, passando dal figurativo all’astrazione per approdare al concettuale.
La sera dell’inaugurazione, giorno 8 aprile 2016, si sono ascoltati i versi lirici e.intensi di poesie inedite di Vincenzo Napolillo e della attrice Katia Di Leone. L’evento, ospitato in questa prima tappa a Cosenza, nel Museo delle Arti e dei Mestieri, sarà itinerante: prossima esposizione in autunno nella Capitale!



Emiliano Zucchini





Giuseppe Perrone





Luigia Granata





Demetrio Giuffrè






Inna Varinonchik




Anna Letizia Candelise





Carmelita Brunetti, specializzata in Psicologia dell'arte, Direttore Responsabile della rivista "Arte Contemporanea".
e-mail:
carmelita.arte@libero.it


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