Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XII - n.52 - Aprile-giugno 2017
GALLERIE IN RETE 
PROPOSTE DI ARTE CONTEMPORANEA

Hermann Nitsch al CIAC di Foligno
di Carmelita Brunetti


H.Nitsch, 108.lehration, installazione 2011 Roma GAM



Hermann Nitsch, artista austriaco classe 1938, uno dei più noti artisti internazionali esponente dell’Azionismo viennese, dell’Informale, espone al CIAC , Centro Italiano Arte Contemporanea, di Foligno dal 25 marzo al 9 luglio 2017. La personale è intitolata Hermann Nitsch O.M.T Orgien Mysterien Theatre (Teatro delle Orge e dei Misteri) - Colore dal Rito, ed è curata da Italo Tomassoni e da Giuseppe Morra, lo storico gallerista ed editore  che dal 1974 pubblica gli scritti di Nitsch cui ha anche  dedicato nel 2008 un Museo a Napoli.
La rassegna comprende circa 40 opere realizzate negli anni fra il 1984 e il 2010, allestite come se fosse un’opera unica, ma presentate in 9 sezioni fra installazioni come 18b.malaktion, 1986 Napoli Casa Morra, oppure azioni dimostrative-teoriche come 108.lehration, 2001 Roma Galleria d’Arte Moderna, dove in grandi tele Nitsch evidenzia elementi base del suo teatro, cercando “il segreto profondo del colore” e dando precise indicazioni sulla propria teoria estetica, le sue speculazioni filosofiche e la sua idea del cosmo.
I lavori dell’artista, nati per interpretare al meglio il significato dell’Orgien Mysterien Theater, interpretano riti sacrificali pagani, carcasse di animali sgozzati, con una forte componente dissacratoria con cui Nitsch intende consentire la liberazione catartica da ogni tabù, sia esso religioso, sessuale e moralistico. A tal proposito ricordiamo la sua prima azione importante “Festa del naturalismo psicofisico”, organizzata con Muhl a Vienna il 2 giugno 1963, interrotta dall’intervento della polizia. In quella occasione fu distribuito agli invitati il suo programma che prevedeva: “ Io, con le azioni, intendo pormi in uno stato di eccitazione psicofisica e penetrare fino all’esperienza dell’eccesso originario. Ricopro, spruzzo, insozzo lo spazio di sangue e mi avvoltolo in pozze di colore. Mi stendo completamente nudo su un letto. Sotto le lenzuola saranno ammucchiate budella, intestini e piscio di vacche macellate, capelli, acqua calda  ecc…. Appendo un agnello morto al soffitto della stanza, lo lascio penzolare nel vuoto e colpisco la testa dell’animale con un uncino. Batto, calpesto, schiaffeggio, lapido, frusto, mordo, faccio a pezzi il corpo, lo sventro, ne palpo le viscere umide.” [testo scritto da H. Nitsch su di un foglio distribuito agli invitati della prformance, citato nel volume L’arte del ventesimo secolo. Protagonisti, temi, correnti, di Denys Riout, Einaudi].



H.Nitsch, 10 Tavole di colore




H.Nitsch, 130.aktion installazione di relitti, 2010 Museo Nitsch Napoli 2




Nella rassegna di Foligno sono esposte anche alcune emblematiche stampe su tela, come Die Eroberung Jerusalem, 1971-2008, Grablegung, 2007 e Ultima cena, 1983, opere a carattere religioso dove l’artista è intrigato dal rituale mistico, soprattutto dall’Eucarestia che fa di ogni individuo il corpo e il sangue Cristo.
Ad interessare il nostro occhio sono infine le Tavole di colore, 2008, una installazione composta da dieci tavole disegnate con pastelli a cera, che evidenziano come Nitsch vada alla ricerca della bellezza del colore e dei suoi effetti sulla nostra percezione visiva.
A chiudere il  percorso espositivo sono  nove litografie del ciclo The Architecture of the O.M. Theatr,e eseguite tra il 1984 e il 1987-1991. In questi lavori Nitsch esprime la sua teoria riguardo l’Architettura, l’elemento più complesso e importante del suo Teatro delle Orge e dei Misteri. Queste opere hanno un duplice aspetto: da un lato costituiscono un modello base del labirinto sotterraneo a sei-sette livelli di profondità che Nitsch voleva costruire sotto il suo castello a Prinzerdorf, dall’altro i piani incorporano la dimensione temporale, anticipando il dramma che l’artista avrebbe messo in scena in futuro. Completa la mostra l’esposizione di diversi libri teorici scritti dall’artista, per far conoscere al pubblico anche il lato teorico del suo pensiero. Una personale, dunque, esaustiva  perché presenta nella sua completezza tutta la ricerca e la sperimentazione degli anni in cui la provocazione e la dissacrazione sono elementi fondamentali della crescita artistica di Nitsch e di altri suoi compagni di strada.




H.Nitsch, Ultima Cena, 1983



Carmelita Brunetti, specializzata in Psicologia dell'arte, Direttore Responsabile della rivista "Arte Contemporanea".


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