Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIII - n.58 -Ottobre-dicembre 2018
GALLERIE IN RETE 

PROPOSTE DI ARTE CONTEMPORANEA

ADELE LO FEUDO. Il volto e l'anima. Sguardi di donna
a cura di Bruna Condoleo e Paola Valori




Non è mai superfluo mettere l'accento sulle capacità femminili e sul ruolo determinante che le donne hanno avuto e continuano ad avere nella nostra società. A Roma una mostra della pittrice Adele Lo Feudo vuole essere un omaggio ad alcune delle protagoniste del nostro tempo, alle loro vite e al loro talento, alla loro sensibilità, alla loro determinazione e alla forza morale, all' impegno profuso nei più diversi campi della cultura. La parola alle curatrici dell'esposizione!

Paola Valori: un racconto a più voci

Parla una lingua antica l'arte di Adele Lo Feudo. Parla di donne, di personalità femminili, che ritrae come fossero effigi provenienti dall'Antichità, ma che superano il tempo e le epoche, diventando oggetto di una intensa riflessione. Dalla letteratura alla musica, all'arte, sono donne che hanno ispirato generazioni intere e che ci restituiscono in questa mostra un racconto unico a più voci. È vero, le donne le racchiude in piccoli quadri a forma di ogiva. Come i ritratti del Rinascimento, le costringe dentro minuti ovali, ma lì dentro non perdono spessore anzi, le loro storie così diverse si pongono al centro di una rinnovata curiosità, in un viaggio che cattura con grande forza e narrazione. Là dentro, in quadri di piccole dimensioni non ci sono più le donne di una volta, non c'è, tra quelle, una sola donna votata al silenzio o alla sola riproduzione materna. I tondi le raffigurano come personalità "straordinarie" anche nella semplicità della loro vita. C'è la giornalista, e anche la cantante. Abbandonato il ruolo e le costrizioni imposte loro da altri, da secoli di discriminazioni, non sono più semplici compagne, figure ausiliarie, qui sono tutte attrici protagoniste del loro destino. Anche quando si è rivelato crudele lo hanno accettato e interpretato, penso a Franca Viola per esempio, che non si è sottratta neppure di fronte a una sicura morte. Non c'è, tra i lavori di Adele, spazio per una storia dell'arte che soppesa il valore femminile per ruoli o categorie, niente più quadri con languide amanti, come in Tiziano, né più ritratti di odalische ottocentesche mollemente distese dipinte dai pittori francesi. La donna qui ha un volto, il suo corpo, da sempre suo peggior nemico, adesso è assente, come annullato.


Maria Callas




Anna Magnani




Ma la sua ricerca non si ferma qui. Non si ferma solo ai ritratti dalla tavolozza monocroma, ma anche quando indaga attraverso il colore lo studio del nudo femminile, predomina la teatralità del corpo studiata nei dettagli, nella luce e nella composizione formale. Lavorando esclusivamente su soggetti femminili, fa dell'arte un fondamento dello sviluppo umano, perché spesso è specchio e laboratorio dei cambiamenti. E uno di questi si traccia lungo la storia delle donne. Arrivare oggi a una prima conquista di libertà, in certe parti del mondo, è stato lungo e doloroso, i passaggi lenti, e questo step by step Adele lo riproduce nella sua serie di ritratti, dove ogni volto rappresenta non solo la storia di una singola vita. Ogni vicenda, ogni donna ritratta ha una storia di conquista o sofferenza, ma raccoglie anche una parte di storia dell'umanità, la sua metà femminile. Però, dietro quei volti, un po' tra le righe, un dubbio si insinua. Perché insiste sui volti delle donne? E perché anche delle donne a noi più vicine, quasi contemporanee, ne parla come fossero "morte", chiuse nelle scatole dei ricordi di un polveroso, nostalgico passato? Forse oggi non abbiamo abbastanza donne con la stessa tempra, lo stesso incorreggibile spirito? Nessuna tra noi ha lo stesso coraggio, di Lea Garofalo o della Pankhurst? Allora questa "galleria delle donne" di Adele non è soltanto un monito per chi ancora soccombe e non solleva la testa, ma rappresenta il primo guizzo per una decisiva rinascita che porti finalmente a una presa di coscienza più profonda. Mettendo a fuoco questi temi, è nato con Bruna Condoleo un progetto espositivo carico di storia che costituisce per molti una riflessione esistenziale, e un nuovo auspicio.





Benazir Bhutto




Emmeline Pankhurst




Oriana Fallaci




Bruna Condoleo: il volto e l'anima. Sguardi di donna

Una mostra, quella dedicata da Adele Lo Feudo all'indagine attorno all'universo femminile, che si articola in due sezioni complementari: la serie dei volti di donne celebri e i folgoranti autoritratti, due aspetti fondamentali dell' itinerario di un'artista che attraverso uno struggente linguaggio pittorico sa toccare le corde dell'anima. La storia dell'arte da millenni ha affrontato attraverso il ritratto il tema affascinante dell'apparenza e dell'essenza dell'individuo : dai Sumeri ai Romani, dal Rinascimento alle Avanguardie del '900 fino ai nostri giorni la pittura non ha mai rinunciato a ricercare sui volti le tracce delle emozioni, dei trasporti dell'anima, dei conflitti interiori, della bellezza e del trascorrere impietoso del tempo. Saldamente collegate agli strumenti figurativi che provengono dalla cultura del Passato, le opere di Adele Lo Feudo sono la testimonianza di un'intensa immersione nella propria interiorità come nel mondo del multiforme talento femminile. Una balzante energia pittorica, esaltata dalla sensualità dei toni caldi e brucianti, si sprigiona dagli autoritratti, mentre nei volti delle donne famose il realismo descrittivo incide i tratti somatici, accende gli sguardi, finestre dell'anima, svela sicurezze e turbamenti, facendo trasparire le differenti personalità delle protagoniste. Pittrice di grande sensibilità, negli autoritratti Adele si esprime con un segno nettamente scandito; il nervoso ductus lineare e il colore di reminiscenza vangoghiana, steso a larghe pennellate, rivelano una tendenza espressionistica del suo linguaggio che, pur eludendo compiacimenti estetizzanti, non giunge mai a drammatiche deformazioni. Nelle tele in cui la pittrice ritrae se stessa la forza espressiva è affidata al ritmo ondeggiante della linea e a un cromatismo denso e pastoso; tuttavia non è il suo volto, in gran parte celato, ad esprimere le turbolenze interiori ma sono le dinamiche torsioni del corpo, caricato di significati emotivi, l'intreccio delle mani o i capelli scomposti a trasfigurare la sua immagine che si fa portatrice di sentimenti universali. Alcuni piccoli oggetti che sembrerebbero anonimi acquistano nei suoi dipinti il valore di testimonianza di un'assenza, momento affettivo d'incontro umano o simbolo di solitudine, emozioni attraverso cui l'Artista sollecita la nostra psiche incrementandone i ricordi, stimolando la riflessione e la meditazione esistenziale.


Irene Joliot Curie




Peggy Guggenheim




In un solo caso Adele si dipinge nella propria interezza, nelle tele intitolate Equilibrio, dove si replica in un suo doppio: stesso gesto inquieto di sfida, ma l'uno rischiarato dalla luce, l'altro reso più minaccioso da foschi chiaroscuri e da toni violenti. Il tema del doppio o dell'immagine riflessa ha da sempre interessato scrittori, filosofi e artisti per le sue implicazioni psicologiche; da Tiziano a Rubens, da Kirchner a Picasso a Pistoletto realtà e immaginazione si intrecciano misteriosamente nella tematica dell'alter-ego che dispiega alla coscienza orizzonti inediti, doppiezze e ambiguità, certezze e contraddizioni. L'identità, infatti, è una frontiera fluttuante in continuo divenire, necessaria alla costruzione del sé e Adele, stimolando una speciale forma di catarsi del quotidiano, attraverso le sue opere intende esplorare gli enigmi della vita, i labirinti della memoria e il concetto di tempo, non il tempo cronologico e razionale, bensì quello estensibile e fluido della coscienza bergsoniana grazie al quale l'artista autentico è capace di penetrare la realtà andando oltre la barriera edificata dall'intelletto e intuire la complessa natura dell'essere. Con la stessa passione che pervade gli autoritratti, l'Artista calabrese delinea i visi di scienziate, scrittrici, filosofe, giornaliste, artiste del nostro tempo e con acuta penetrazione psicologica traduce in ognuno di quei volti le differenti sensazioni: energia vitale, tensione intellettuale, forza morale e spirituale, pathos.
Autoritratto: Oltre mezzanotte
Se negli autoritratti la pittrice si concentra sulla potenzialità espressiva del linguaggio del corpo, le immagini delle donne, protagoniste della storia recente grazie alla loro intelligenza, al talento, alla volontà, soltanto attraverso gli occhi sanno comunicare la forza delle idee, le doti morali, lo spirito di dedizione, il coraggio, insomma le virtù fondamentali di un rinnovato umanesimo. La capacità di potenziare nei ritratti l'intima essenza dei personaggi femminili fa sì che lo spazio pittorico divenga spazio dell'anima: il disegno incide la materia mentre il colore, avvalendosi di una raffinata orchestrazione di toni, tende a un monocromato capace di focalizzare l'attenzione sull'incisività dei tratti del volto, ma soprattutto sulla profondità degli sguardi. L'utilizzo di una tecnica pittorica singolare che increspa le superfici delle tele è in grado di creare effetti di velatura sui visi che, pur ravvicinati come per una zoomata, acquistano una misteriosa lontananza, eternati in una poetica dimensione sovratemporale.





Autoritratto doppio: Equilibrio




Autoritratto: Equilibrio




Il VOLTO E L'ANIMA. SGUARDI DI DONNA Personale di Adele Lo Feudo
A cura di Bruna Condoleo e Paola Valori
Roma, 13-20 dicembre 2018 MICRO Arti Visive Viale Mazzini 1
info@microartivisive.it - info & Contatti: +39 347 0900625 orari mostra: dalle 10 alle 18 orari o continuato (domenica chiuso)


Bruna Condoleo, storica dell'arte, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte


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